scarica l'app
MENU
Chiudi
02/06/2020

Sindacopoli, udienza rinviata al 22 dicembre per il Covid-19

La Nuova Sardegna - di Giusy Ferreli

lanusei
di Giusy FerreliwLANUSEIPer sapere se le dieci persone coinvolte nella "Sindacopoli" ogliastrina andranno a processo bisognerà attendere ancora. L'udienza preliminare che riguarda il versante locale della maxi inchiesta avviata dalla procura di Oristano e prevista per giovedì scorso è stata rinviata al 22 dicembre. Lo ha deciso la presidente del Tribunale di Lanusei Paola Murru sulla scorta delle prescrizioni contro il Coronavirus che impediscono la celebrazione di udienze con più imputati. Spetterà dunque al giudice Mariano Arca, non prima di diversi mesi, stabilire se esistono i presupposti per un giudizio su ex amministratori, professionisti e funzionari accusati, a vario titolo, di turbativa d'asta e corruzione in una controversa storia di appalti milionari e mazzette elargite sotto forma di consulenze e sui quali, da fine gennaio, pende la richiesta di rinvio a giudizio del pm della procura ogliastrina Gualtiero Battisti. Si tratta dell'ingegnere desulese Salvatore Paolo Pinna difeso dall'avvocata Giulia Bongiorno, l' ex consigliere regionale Angelo Stochino e di sua sorella Viviana (difesi da Marcello Caddori) dell'imprenditore Andrea Ritossa (Sebastiano Tola e Luigi Concas), dell'ex assessore comunale di Tertenia Franco Lai Fabrizio Demurtas), del responsabile dell'ufficio tecnico Alessandro Ghiani (Lorenzo Soro), di Giovanni Chierroni, ex funzionario del Genio civile di Nuoro (Pasquale Ramazzotti) , del tecnico Walter Quarto (Leonardo Filippi e Guido Manca) dell'ex sindaco di Gairo Roberto Marino Marceddu (Mauro Pilia) e di Daniela Cuboni (Sebastiano Tronci e Marzia Falchi). La vicenda giudiziaria prende le mosse dalle indagini del pm oristanese Armando Mammone. Nel 2016 scavando nei rapporti tra politica e imprenditoria la magistratura ha fatto emergere un filone tutto ogliastrino: nel mirino della procura sono incappati gli appalti milionari per i porticcioli turistici di Arbatax e Tertenia. Elemento di raccordo tra i vari livelli, secondo l'accusa, era l'ingegnere Pinna al quale nei giorni scorsi sono stati sequestrati beni per 9 milioni di euro.