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21/01/2021

Sindacopoli, così il desulese Pinna guidava gli appalti

La Nuova Sardegna - di Michela Cuccu

Al processo in corso a Oristano testimoniano 2 imprenditori Un inquirente: nel suo pc delibere di incarichi precompilate
di Michela CuccuwORISTANO«Avevamo partecipato all'appalto del Comune di Aritzo per la progettazione della messa in sicurezza del centro abitato, ma un giorno ricevo la strana telefonata del geologo di Desulo Gianni Dino Fadda, che mi chiede di ritirare l'offerta. Io mi rifiuto»: è stato il giorno di Tomaso Baltolu e del figlio Luca, architetto il primo, ingegnere il figlio, testi chiave del processo scaturito dall'inchiesta "Sindacopoli". È dalle loro denunce che era scaturita l'inchiesta che ha portato a scoprire un presunto sodalizio fra tecnici e amministratori locali ora a processo perché accusati di aver pilotato, attraverso un sistema di reciproco scambio di favori, l'assegnazione di diversi appalti, in Barbagia ma anche in Gallura e nel Campidano. Ieri mattina, di fronte ai giudici del collegio di Oristano (presidente Carla Altieri, a latere Marco Mascia e Federica Fulgheri) i due professionisti hanno raccontato come la loro società di progettazioni, la Nea srl di Cagliari, sarebbe stata più volte esclusa dalla possibilità di aggiudicarsi lavori in diversi comuni.«Adottarono nei nostri confronti criteri discriminatori, bocciando le nostre offerte con dichiarazioni mendaci che sostenevano la mancanza di requisiti e titoli che invece possedevamo. Un comportamento che ci costrinse a rivolgerci all'Autorità nazionale anticorruzione, ne parlai direttamente con il presidente Raffaele Cantone», ha riferito ancora ai giudici Luca Baltolu. «Abbiamo puntualmente fatto ricorso e facemmo anche annullare una gara del Comune di Ortueri». Rispondendo alle domande del pubblico ministero Armando Mammone, i due tecnici hanno confermato la tesi sostenuta dall'accusa che il sistema degli appalti pilotati ruotasse attorno alla figura dell'ingegnere desulese Salvatore Pinna, principale accusato di un processo con 15 imputati. «Le commissioni erano composte sempre dalle stesse persone», ha raccontato Luca Baltolu: una volta partecipai all'apertura delle buste di una gara e notai l'atteggiamento arrogante dell'ingegner Pinna che rivolgendosi a me disse "Io ti faccio escludere"». Dichiarazioni contestate in più riprese dall'avvocata Daniela Russo, difensore di Pinna. L'udienza era iniziata con la deposizione di uno dei carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria che si è occupato di analizzare i contenuti dei computer sequestrati a Salvatore Pinna e dell'ex sindaco di Belvì, Rinaldo Arangino, che ha confermato la tesi che assegna all'ingegnere di Desulo il ruolo chiave di "equilibratore" per l'assegnazione di appalti. «Trovammo i file con i curricula di diversi professionisti e anche una determina per l'affidamento di lavori, con lasciati in bianco gli spazi per i nomi dei professionisti», ha detto infatti il militare. Il processo proseguirà il 16 febbraio.©RIPRODUZIONE RISERVATA