scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
19/01/2021

Sindaci e cittadini uniti per il diritto alla salute

La Nuova Sardegna - di Giusy Ferreli

Ussassai e Seui, l'ambulatorio è chiuso e c'è un solo medico per due paesi La richiesta: «L'Assl di Lanusei pubblichi un bando che non sia semestrale»
di Giusy FerreliwUSSASSAIIl freddo pungente di una mattinata di gennaio non è riuscito a fermare la marcia pacifica di due comunità in lotta per il diritto alla salute. Due lunghi cortei in auto, provenienti rispettivamente da Ussassai e da Seui, ieri mattina si sono dati appuntamento ad Arquerì, valico di montagna a metà strada fra i due paesi che dal 2 gennaio scorso non hanno più il medico di base. La manifestazione di protesta, capeggiata dai due sindaci e con centinaia di partecipanti, segue di pochi giorno un'altra iniziativa: lo sciopero dello screening regionale "Sardi e sicuri" attuato dai cittadini di Ussassai per riportare l'attenzione sulla grave situazione. Invano.«Considero inaccettabile che il mio paese da tre anni non abbia un medico titolare. Prima si doveva andare a Seui, da quando anche nel paese vicino l'ambulatorio è chiuso - tuona il sindaco Francesco Usai - non c'è giorno che qualche anziano non bussi alla mia porta e mi chieda spiegazioni. Io non so più cosa rispondere». Per Usai è necessario che la Assl di Lanusei pubblichi immediatamente un nuovo bando, dopo quelli andati deserti per un incarico semestrale, con degli incentivi per i medici. «Non ci possono negare persino il diritto alla salute: già viviamo in un territorio disagiato - conclude Usai - che ha visto ridurre tanti altri servizi».In prima fila, con la fascia tricolore c'è anche il suo collega di Seui, Marcello Cannas. «Ogni paese deve avere il suo medico ma è difficile che qualcuno accetti di venire. Bandi di questo tipo - dice a sua volta il primo cittadino seuese - andranno deserti perché il medico non raggiunge il numero minimo di pazienti. Le nostre non sono sedi appetibili, di conseguenza, per consentirci di avere un medico come lo abbiamo sempre avuto fino a tre anni fa, occorre ragionare diversamente». Con loro, in questa battaglia che va avanti da settimane anche una ventina di amministratori comunali provenienti dai paesi ogliastrini ma anche della Barbagia di Seulo e dal Sarcidano, i comitati cittadini e le associazioni di pubblica assistenza del territorio. Non è mancato, infine, il sostegno dei consiglieri regionali Eugenio Lai (Leu)e Salvatore Corrias (Pd), sindaci rispettivamente di Escolca e Baunei.«Sia in aula, sia attraverso un'interrogazione - dice Corrias, unico consigliere regionale ogliastrino - abbiamo sollecitato un intervento rapido e risolutivo in quanto è inammissibile che nel 2021 le nostre comunità non abbiano un servizio vitale quale quello del medico di famiglia. Siamo nel cuore della terra della longevità - continua il consigliere - e dobbiamo dare a queste comunità così fragili la possibilità di continuare a esserlo curando come gioielli i nostri vecchi».La parola passa ora a Regione e Ats: la prima dovrà formalizzare lo status di zona disagiata ad Ussassai e Seui, la seconda riformulare un nuovo bando che ricomprenda gli incentivi in grado di rendere appetibili gli incarichi.©RIPRODUZIONE RISERVATA