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05/09/2020

Sindaci del cratere a Roma Fioravanti: «Un altro flop»

QN - Il Resto del Carlino

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il commissario straordinario Giovanni Legnini a confronto con i sindaci del cratere: un faccia a faccia in cui si è parlato degli ultimi decreti e della necessità di dare un cambio di rotta al processo di ricostruzione, ancora fermo al palo soprattutto per quella relativa alla parte pubblica. Tanti gli amministratori presenti e proprio dal fronte dei sindaci si è alzata la voce di Marco Fioravanti, decisamente critico nei confronti del Governo: «Sono molto deluso, direi che è andata male», è stato il suo commento a caldo. Poi ha spiegato il perché della sua amarezza: «È stato enfatizzato il Decreto semplificazione, come se fosse la soluzione di tutto: in realtà porta facilitazioni sull'affidamento diretto, ma per il resto c'è ben poco». Per il sindaco del capoluogo piceno, presente a Roma insieme ad alcuni colleghi tra cui quelli di Arquata (con il vicesindaco Michele Franchi), Offida, Colli e Montalto, il problema è sempre lo stesso: «Cambiano le procedure ma non si accorciano i tempi. Non avremo alcuna accelerazione se non ci saranno modifiche alla procedura ordinaria: se non pensiamo a snellire il Codice degli appalti non arriveremo ad avere tempi più brevi, e penso soprattutto al discorso delle scuole». Anche i soldi che arriveranno dall'Unione Europea, secondo Fioravanti, avranno bisogno di poggiare su basi diverse per poter essere davvero utili: «Avremo le risorse del Recovery fund, ma senza modifiche al Codice degli appalti non cambierà nulla». Il sindaco ha poi sottolineato anche alcuni aspetti del Decreto semplificazione: «Senza modifiche strutturali alle procedure di gara non risolve nulla. L'affidamento diretto è passato da 40 a 75mila euro, ma inizialmente nel decreto la soglia era prevista a 150mila euro. Ho sentito molti sindaci critici, perché continuiamo a fare incontri senza risolvere i problemi». Un plauso invece a Legnini: «Abbiamo grande fiducia in Legnini che sta portando avanti le nostre istanze, ma c'è un Parlamento sordo che non riesce a legiferare. Su ricostruzione privata e personale abbiamo registrato cose positive, ma sono arrivate tutte dal commissario, mentre dal Governo non vediamo segnali di cambi di marcia». Daniele Luzi