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27/09/2018

Sindaci contro l’assessore «Noi, da soli in trincea»

Unione Sarda - Piera Serusi

Lettera dell'Anci a Balzarini: appalti lumaca? Non è colpa nostra
Intanto, avvisa Emiliano Deiana, «sto ancora aspettando notizie sulla statale 129, trasversale sarda. Ma sono un tipo paziente. Molto meno tuttavia dei sindaci che rappresentano quei luoghi e dei familiari delle decine di vittime di quella strada». È il post scriptum della lettera inviata dal presidente dell'Anci all'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini che ieri, in un'intervista (ovviamente registrata) rilasciata al nostro giornale, ha risposto alle domande sui tempi lunghi degli appalti che, soprattutto nelle fasi autorizzative e pre-gara, frenano l'iter di realizzazione di un'opera pubblica, tanto che persino le infrastrutture del post alluvione sono ancora sulla carta a distanza di anni. L'ANTEFATTO Un'intervista che ieri ha fatto infuriare i sindaci e, in rappresentanza di tutti, il presidente dell'associazione dei Comuni. Cos'ha detto Balzarini? Ha detto che «spesso sia gli amministratori che i tecnici nascondono la mancata conoscenza delle procedure attribuendo i problemi alla burocrazia». Ha aggiunto: «È innegabile, gli enti locali sono in forte sofferenza, ma le difficoltà non si risolvono spostando tutto sull'incapacità burocratica generale». LA PROTESTA Uno «scaricabarile», avverte il presidente dell'Anci. «Caro assessore - scrive Deiana - la stragrande maggioranza dei sindaci e degli amministratori studiano e lavorano anche al di là delle competenze che le norme gli attribuiscono, pure per far fronte alle insensatezze prodotte da chi ha studiato e da chi capisce. Nelle amministrazioni comunali abbiamo molti difetti e molte mancanze. Agiamo tutti i giorni col rischio concreto di sbagliare. Quando sbagliamo paghiamo, senza scampo. E quando sbagliamo abbiamo un giudice supremo che ci giudica: la comunità. Dare a intendere che la colpa dei ritardi degli appalti sardi sia dei sindaci non solo è fuorviante, ma è falso». LA NOTA DELLA REGIONE Anche l'assessore Balzarini ha inviato una nota con la quale bacchetta «un titolo senza dubbio forzato» che «ha tradito i contenuti del colloquio e il senso del mio pensiero». Un titolo, per la verità, può essere al massimo sintetico, ma deve correttamente dire quello che c'è scritto dentro l'articolo o l'intervista. Così è stato fatto, ci mancherebbe altro. E, difatti, scrive l'assessore: «Le mie valutazioni riguardano la necessità della giusta considerazione delle procedure amministrative che, proprio per la loro frequente farraginosità e tortuosità, devono essere conosciute, affrontate e, per quanto possibile, gestite e superate per portare a buon fine i progetti delle opere pubbliche». L'INVITO «Sono sempre stato attento alle istanze dei sindaci e delle comunità. Non ho voluto - aggiunge Edoardo Balzarini - lanciare accuse e neppure mettere in dubbio la competenza e la determinazione nel conseguimento degli obiettivi della stragrande maggioranza dei sindaci e dei loro uffici tecnici. Propongo al presidente dell'Anci Emiliano Deiana un incontro per discutere di questi temi e in particolare del peso, spesso eccessivo, della burocrazia nell'iter della progettazione delle opere pubbliche. Penso sia necessario dialogare e confrontarsi per trovare insieme soluzioni migliori nell'esclusivo interesse dei cittadini». CORSI DI AGGIORNAMENTO Proprio perché conosciamo bene «il sistema e i tempi lunghi della burocrazia - dice il sindaco di Galtellì Giovanni Santo Porcu - studiamo e frequentiamo continuamente corsi di aggiornamento». L'ultimo organizzato a Orosei per sindaci e tecnici dell'Unione Valle del Cedrino. Corsi che costano alle povere casse dei Municipi, «anche 150, 200 euro a testa». Ma non se ne può fare a meno, «perché per gestire una macchina complessa come la pubblica amministrazione, e conoscere le norme sugli appalti, sulle gare, sulle richieste di fondi, dobbiamo essere preparati». Anche perché si è in pochi. «All'ufficio tecnico ho un geometra; alla ragioneria un dirigente e altre due persone: per rispettare certe scadenze si è costretti a lavorare anche di pomeriggio». Quanto agli appalti, dice il sindaco di Galtellì, «il sistema è talmente impallato che o si danno poteri commissariali ai sindaci o la Regione deve sbrigare da sé tutta la fase autorizzativa e progettuale». SALTI MORTALI È quel che riferisce anche Giuseppe Loi, sindaco di Villagrande: «Noi sindaci siamo disarmati e lo dico pur avendo la fortuna di avere nella squadra del Comune un'ingegnera bravissima che ha seguito tutti i lavori. Ho avuto ascolto anche all'assessorato ai Lavori pubblici, ma dal 2004, l'anno dell'alluvione, al 2015 bussavo a questi uffici un giorno sì e uno no per seguire le pratiche. Da sindaco bisogna starci dietro. È il sistema che va cambiato, questa burocrazia è mostruosa». Piera Serusi

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