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09/06/2019

Sindacato all’attacco Landini: in autunno sciopero generale

La Repubblica - Rosaria Amato

Cgil, Cisl e Uil marciano uniti verso la mobilitazione contro la politica economica del governo "Necessario ridurre le tasse su lavoro dipendente e pensioni e dare più risorse alla Pa"
Roma - Verso lo sciopero generale.
Da piazza del Popolo tra le bandiere Cgil, Cisl e Uil sventolate dai dipendenti della Pubblica Amministrazione, arrivati a Roma con oltre 100 pullman, appare chiaro l'approdo finale della protesta. Solo una settimana fa sono scesi in piazza i pensionati, ieri i lavoratori pubblici, venerdì i metalmeccanici. Queste le manifestazioni nazionali, ma poi ci sono anche quelle locali. «Non escludiamo più nulla. Chiediamo che si cambi la politica economica e sociale di questo paese. Decideremo insieme a Cisl e Uil», conferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Anche Cisl e Uil appaiono già abbastanza decisi: «Il 14 lo sciopero generale dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche, - dice la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan - il 22 una grande manifestazione nazionale a Reggio Calabria, e non ci fermeremo finché il governo non cambierà la sua linea economica e metterà al centro il lavoro». «Gli scioperi noi non li minacciamo: se necessario, li facciamo. - conferma il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo - Intanto lavoriamo perché lo sciopero dei metalmeccanici e la manifestazione nazionale per il Mezzogiorno riescano bene come tutte le altre iniziative già svolte, oggi e nelle precedenti settimane».
I sindacati chiedono il rinnovo contrattuale e assunzioni straordinarie per la Pubblica Amministrazione. Le risorse messe in campo dallo Stato sono insufficienti in entrambi i casi nella valutazione di Cgil Cisl e Uil. A fronte di un aumento che non arriverebbe a 50 euro, nonostante gli accordi precedenti che avevano definito una media di 85, Barbagallo chiede «un aumento contrattuale di 200 euro detassati», e lo sviluppo del welfare. Landini va oltre e definisce come una priorità la riduzione della tassazione sul lavoro dipendente e sui pensionati».
Ma non c'è solo l'aspetto economico: «Meno servizi pubblici vuol dire meno servirsi alle persone, ci opponiamo a tutto questo», dice Furlan, aggiungendo che dal governo sono arrivate in questi mesi «tante promesse e dichiarazioni ma zero fatti». Sul palco naturalmente anche i segretari generali Funzione Pubblica, che definiscono la Pubblica Amministrazione «tra i peggiori datori di lavoro». «Appare evidente che il ministro sceriffo Bongiorno e il governo del cambiamento non hanno un'idea di progetto vero per rilanciare i servizi pubblici», denuncia la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Sotto accusa i sofisticati meccanismi di controllo delle presenze voluti dal ministro Giulia Bongiorno: "Più digitale meno impronte", si legge in un cartello. Infiamma la denuncia del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, della "censura" che ha colpito lo striscione che ironizzava su Di Maio e Salvini: «Piuttosto che rispondere sullo striscione, ci aspettiamo risposte chiare per i lavoratori e le lavoratrici che erogano servizi pubblici: rinnovo dei contratti, investimenti in formazione, assunzioni straordinarie, sblocco del turnover, proroga delle graduatorie dei concorsi, tagli agli sprechi e alle consulenze». Il segretario generale della Cisl Fp Maurizio Petriccioli mette sul piatto anche «le ingiuste iniquità» legate ai tempi e ai modi di erogazione del trattamento di fine rapporto: «Dobbiamo uscire dalla via bassa dello sviluppo e rimettere al centro dell'Italia la funzione sociale ed economica che svolgono i servizi pubblici». I sindacati evocano anche il rischio di una "privatizzazione" della Pa: «Quando vengono meno le regole il privato che avanza ha la faccia del dumping contrattuale, dei bassi salari, della negazione dei diritti, per questo ci mobilitiamo contro le modifiche al codice degli appalti e per cambiare le regole sugli accreditamenti dei privati che possono erogare servizi pubblici».

Ci vuole una legge di Stabilità completamente diversa. La mobilitazione c'è e lo decideremo insieme

maurizio landini segretario cgil

L'ultimo precedente A dicembre 2011 lo stop unitario contro la Fornero

L'ultimo sciopero generale unitario proclamato da Cgil, Cisl e Uil si è svolto il 12 dicembre del 2011 contro la legge Fornero sulle pensioni varata dal governo Monti.
L'ultimo sciopero generale "separato"è avvenuto invece il 12 dicembre del 2014 contro il Jobs Act del governo Renzi.
Lo stop infatti fu proclamato solo dalla Cgil allora guidata da Susanna Camusso e dalla Uil di Carmelo Barbagallo, mentre non partecipò la Cisl di Annamaria Furlan.

Foto: kIn piazza La protesta dei lavoratori del pubblico impiego indetta da Cgil-Cisl-Uil Funzione Pubblica ieri a Piazza del Popolo, a Roma


Foto: ROBERTO MONALDO/LAPRESSE