MENU
Chiudi
03/11/2018

Sindacati contro la Regione sulla gara di appalto per i Cup

Il Tempo - Ant. Sbr.

Ciancarelli presidente cooperativa Capodarco: «Prezzi insostenibili. A rischio posti di lavoro»
• Tutti contro la Regione per i problemi conseguenti al cambio degli appalti nella gestione dei Centri unici per le prenotazioni (Cup) nelle strutture sanitarie. Dopo l'attacco dei sindacati, che hanno indetto uno sciopero per giovedì 8, anche la cooperativa uscente prende posizione contro la Regione: «Esprimiamo piena solidarietà per i lavoratori che vedono a rischio il proprio posto di lavoro e, malgrado le promesse, si trovano costretti ad accettare condizioni lavorative inique. E pensare che oltre un anno fa avevamo evidenziato alla Regione tutti i problemi di questa gara, chiedendone l'annullamento in autotutela. Questa vertenza deve essere affrontata con un vero atto di responsabilità, infatti, come evidenziato anche nel nostro ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale - attacca Roberta Ciancarelli, presidente della Cooperativa Capodarco - i prezzi di aggiudicazione erano evidentemente insostenibili a garantire la copertura dei livelli salariali e occupazionali. Abbiamo da sempre contestato l'inadeguatezza di un bando di gara d'appalto pubblicato nel lontano 2015 e aggiudicato nel 2017, che già mostrava limiti nella mancanza di realismo dei fabbisogni delle aziende sanitarie;nella sottostima delle risorse necessarie;nella mancata previsione delle clausole sociali; nel via libera a offerte al massimo ribasso. Tutto questo ha determinato esattamente lo scenario attuale, come facilmente prevedibile, con gravi problemi per i lavoratori e per i cittadini». Capodarco boccia anche la soluzione-tampone della Regione: «In questi mesi, con l'intento di risolvere la situazione, la Regione Lazio ha promesso "soluzioni" che pero non sembrano aver risolto nulla. Siamo di fronte ad una situazione insostenibile. L'unica speranza è un intervento diretto del presidente Nicola Zingaretti per trovare una soluzione rapida e giusta della vicenda». Anche Cgil, Cisl e Uil pretendono «il pieno rispetto dei patti: i livelli occupazionali, salariali e diritti non si toccano. La situazione ormai è gravissima e la Regione Lazio non puo sottovalutare le ricadute sui lavoratori e sui servizi pubblici. Alla ripresa dei cambi appalto, dopo la pubblicazione della Legge regionale, c'è stato un brusco e colpevole cambio di rotta: mancanza di ore, risorse insufficienti, nessuna garanzia imprenditoriale su anzianità di servizio e articolo 18 con conseguenti perdite del 10-15% del salario tabellare», spiegano le tre confederazioni, che manifesteranno giovedì in piazza Oderico da Pordenone perché temono che anche il nuovo gestore del servizio telefonico Recup «rischia di arrivare a tagliare un terzo degli attuali 700 lavoratori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore