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28/04/2021

Silvia GasparettoROMAUn vero e proprio tour de force: la consegna del Piano di ripresa e resilienza

L'Arena di Verona

Silvia GasparettoROMAUn vero e proprio tour de force: la consegna del Piano di ripresa e resilienza a Bruxelles entro il 30 aprile è solo il punto di partenza per governo e Parlamento che in 8 mesi, da maggio a fine anno, dovranno produrre 11 provvedimenti legislativi, tra decreti, riforme e deleghe. I ministeri dovranno lavorare a ritmi serratissimi per la concreta realizzazione delle centinaia di progetti del Recovery. Il primo appuntamento è il decreto semplificazioni, che il governo si è impegnato con l'Ue ad adottare entro la prima settimana di maggio. Insieme al decreto sulla governance e a quello che introdurrà le procedure straordinarie per il reclutamento nella pubblica amministrazione - sempre entro maggio - questi provvedimenti prepareranno la cornice entro cui andranno 'messi a terra' gli investimenti. Nel decreto semplificazioni ci saranno l'accelerazione della VIA - la valutazione di impatto ambientale con apposita commissione statale - per tutti i cantieri nel perimetro del piano (compresi quelli finanziati con il fondo complementare), la proroga al 2023 delle norme sugli appalti e contro la 'fuga dalla firma' che scadono a fine anno, la revisione delle norme tecniche per l'accesso al Superbonus. Arriveranno anche le norme che distribuiscono le responsabilità dell'attuazione del Recovery, e probabilmente anche quelle per snellire le procedure contabili per i fondi agli enti locali. Tra giugno e settembre il ministero della Giustizia e il Parlamento saranno impegnati sulla riforme del processo civile e penale - le deleghe vanno adottate entro il 30 settembre - e con la riforma del Csm che, si legge, andrà calendarizzata in Aula alla Camera entro giugno. Sempre entro fine giugno andrà anche insediata una commissione interministeriale ad hoc che si dovrà occupare della revisione degli incentivi alle imprese, con focus su quelli per il Mezzogiorno. L'obiettivo è presentare un disegno di legge entro il 30 settembre. Entro giugno, peraltro, dovrebbe essere chiuso l'esame dei decreti attuativi per l'assegno unico per i figli, per mantenere l'impegno di attivare il nuovo strumento universale di sostegno alle famiglie dal 1 luglio. Entro metà luglio poi, mentre le Camere saranno impegnate a chiudere la conversione dei tre decreti con le regole di attuazione del Piano (e forse ancora anche il decreto Sostegni bis che potrebbe essere varato in settimana), il governo si è impegnato a presentare la legge annuale sulla concorrenza, che toccherà temi sensibili come porti e Tlc. Ed entro il 31 luglio dovrà presentare - materia ancor più delicata - il disegno di legge delega per la riforma del fisco, sulla base del lavoro parlamentare che le commissioni Finanze dovrebbero concludere entro giugno, sempre che si riesca a trovare una sintesi all'interno della larghissima maggioranza. Dopo l'estate, una volta presentate le deleghe sulle riforme dei processi e la legge sugli incentivi alle imprese, mentre sarà in corso la sessione di bilancio autunnale, l'esecutivo dovrà in parallelo elaborare altre due leggi delega: uno per la revisione organica del codice degli appalti e la razionalizzazione dei controlli, con l'esplicita mission di rivedere norme che rischiano di alimentare «la corruzione nell'eccesso e nella complicazione delle leggi». Con questa delega andranno riviste anche le norme «sull'inconferibilità e l'incompatibilità di incarichi» nella P.a. I decreti attuativi andranno messi a punto entro 9 mesi. Accanto al codice appalti si dovrà mettere mano anche alle norme in materia ambientale, con una ulteriore delega e decreti attuativi da adottare in 6 mesi.