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27/04/2021

Silvia Bergamin / CITTADELLAGara di Etra per una r…

Il Mattino di Padova - Silvia Bergamin

Silvia Bergamin / CITTADELLAGara di Etra per una raccolta di oli esausti, non sarebbero stati fatti tutti i controlli previsti dal codice degli appalti: si va verso un procedimento disciplinare nei confronti del direttore generale Andrea Bossola e del direttore commerciale Paolo Zancanaro.Manca solo la formalità rispetto a una decisione presa una settimana fa dal Consiglio di sorveglianza di Etra, guidato dal sindaco di Romano d'Ezzelino Simone Bontorin. Con i colleghi ha valutato la situazione, nelle prossime ore è attesa la firma sul verbale che - di fatto - chiederà l'avvio del procedimento disciplinare nei confronti dei due dirigenti.«La procedura va sempre seguita alla perfezione, le cose vanno fatte bene, con precisione», osserva il presidente, «e il nostro obiettivo è che Etra sia sempre garantita nel suo operato. La gara in questione è una gara "attiva", nel senso che la multiutility ottiene un ricavo, non si ritrova a dover sostenere un costo. Ma dal mio punto di vista l'attenzione deve essere massima, a prescindere. Mi rendo conto che le regole stiano procedendo verso una crescente complessità, ma questo significa», sottolinea Bontorin, «che ci si deve abituare al fatto che il proprio lavoro sia più complesso».Quali saranno le conseguenze? «Gli organi di governance della società si sono attivati per porre rimedio, nel caso in cui qualcosa non sia stato fatto a dovere», conclude il primo cittadino.Il nodo: nel corso del Consiglio di sorveglianza è emerso che in una gara d'appalto - relativa alla raccolta di oli esausti che ha visto vincitrice una società di Napoli - non sarebbero stati fatti tutti i controlli previsti dal codice degli appalti. Alcuni amministratori hanno rilevato che i due dirigenti di Etra non avrebbero fatto nulla per regolarizzare l'affidamento, sebbene fossero state avvertiti delle anomalie nei controlli. La ratio di questa attenzione supplementare è presto detta: negli appalti pubblici e nel mondo dei rifiuti in modo particolare è sempre alto il rischio di ingresso di organizzazioni criminali nei territori. Per questo le società pubbliche devono mettere in campo tutti i presidi necessari per evitare che il rischio si possa concretizzare. La vicenda non ha compattato il Consiglio di sorveglianza che, insieme al Consiglio di gestione, definisce la governance di Etra: se non delle spaccature, sicuramente ci sono state sfumature, e infatti dei 15 componenti in 10 si sono espressi per il procedimento disciplinare, ma cinque non hanno partecipato alla votazione. Per Bossola - dopo lo scontro con il responsabile del personale Cosimo Armiento - si tratta di un nuovo grattacapo, che si unisce ad una vicenda giudiziaria che lo riguarda e che tra 48 ore vivrà un passaggio decisivo: la Procura della Repubblica di Civitavecchia gli ha contestato il reato di disastro ambientale aggravato nell'ambito dell'indagine sull'abbassamento del livello del lago di Bracciano avvenuto nell'estate del 2017. Bossola è chiamato in causa perché faceva parte del consiglio di amministrazione di Acea. L'udienza che deciderà sul rinvio a giudizio è fissata per martedì. Dal canto suo il direttore di Etra si è difeso sulla vicenda facendo notare come «i prelievi dal lago di Bracciano oggetto di contestazione, eseguiti tra il 2016 e il 2017, sono avvenuti nel rispetto di una convenzione che è sempre stata rispettata da Acea Ato 2». --© RIPRODUZIONE RISERVATA