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20/10/2018

«Sicilia molto vicina all ‘ obiettivo di spesa»

La Sicilia

fondi europei La strategia. Oltre a rendicontare i costi pagati per le grandi infrastrutture, si attende l ' ok da Bruxelles per ridurre il cofinanziamento nazionale dal 25 al 20%
Caponetto (Agenzia coesione): «Enorme lavoro per recuperare il ritardo, previsioni confortanti»
MICHELE GUCCIONE P ALERMO . «La Sicilia è ancora a rischio di disimpegno di risorse europee. Però da luglio ad oggi è stato fatto un enorme lavoro di accelerazione e di recupero del ritardo, di concerto fra l ' Agenzia e la Regione, e i dati del costante monitoraggio sullo stato di attuazione delle misure, che ci arrivano dagli uffici regionali, forniscono una previsione di spesa dei fondi europei della Sicilia entro fine anno molto più confortante rispetto a quanto si era rilevato lo scorso mese di giugno». Parola di Antonio Caponetto (nella foto piccola in basso) , direttore dell ' Agenzia nazionale per la coesione, la struttura che il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ha voluto affiancare alla Regione, che era la più in ritardo in assoluto sull ' attuazione dei programmi comunitari, avendo a giugno speso solo 6 mln, lo 0,1% dei 720 mln del Po Fesr da usare entro dicembre. «Adesso posso dire che in questi mesi è stata sostenuta tanta spesa di fondi Ue», ammette Caponetto che, però, mantiene prudenza: «È una spesa che ancora deve essere certificata e si cercherà di farlo in tempo. Però posso dire che la Regione si è molto avvicinata all ' obiettivo di spesa». A dare una grossa mano, comunque, saranno due escamotage: il primo, già autorizzato dall ' Autorità di gestione, è quello di rendicontare alcune grandi opere, dalla AgrigentoCaltanissetta al nodo ferroviario di Palermo; il secondo, per il quale è stata avviata la procedura assieme ad altre Regioni e che si concluderà con l ' approvazione da parte della Commissione europea, consiste nella riduzione della quota di cofinanziamento nazionale. «Una procedura spiega Antonio Caponetto - già attuata in passato, nel 2013, che consente di ridurre temporaneamente l ' am montare del programma e, di conseguenza, di abbassare l ' obiettivo annuale di spesa. In questo caso, la soglia da raggiungere si ridurrebbe di 45 milioni». Il ricorso a questa misura ha sollevato polemiche, che il direttore dell ' Agenzia tende a smorzare: «Non mi sento di dire che senza questo " aiuto " la Regione non ce l ' avrebbe fatta a mantenere gli impegni e a evitare la restituzione di parte delle somme a Bruxelles. Però è un aiuto che consente un minimo di rilassamento ora che mancano due mesi alla scadenza. Inoltre, come detto, non è una novità e, in ogni caso, non sono soldi che la Sicilia perderà: questa quota di cofinanziamento nazionale viene spostata sui cosiddetti " programmi complementari " , che sono utilizzati per le medesime finalità a favore degli stessi territori». Il ministro Lezzi ha enfatizzato, anche a Porta a Porta, il lavoro dell ' Agen zia a supporto della Sicilia. «In base all ' accordo di cooperazione rafforzata sottoscritto a luglio - osserva Caponetto - che coinvolge la Commissione Ue, il ministero e la Regione, c ' è una task force con almeno dieci unità che è interamente dedicata alla Sicilia. Ogni giorno monitoriamo le attività e lavoriamo al fianco degli uffici regionali per fornire assistenza nel superare problemi e chiarire aspetti normativi e complicazioni amministrative. I nostri funzionari vanno negli assessorati: sono componenti del nucleo di valutazione, esperti di supporto tematico, responsabili dell ' ufficio territoriale. Stiamo in ogni caso parlando precisa Caponetto - del più grande programma regionale. Altri registrano ritardi maggiori ma, trattandosi di budget inferiori, il valore della spesa a rischio risulta minore. I ritardi nell ' Isola sono dovuti (oltre a quelli comuni alle altre Regioni, come i tre anni per negoziare con l ' Ue finiti nel 2015 e la rendicontazione di 2,56 mld, il 60% del Por 2007-2013 completata a marzo 2017) all ' impatto del cambio di governo sugli uffici, al mancato apporto di spesa di alcuni grandi progetti, all ' avvio ritardato delle procedure da parte degli enti locali, a complessità delle procedure, delle norme sugli appalti e dei meccanismi di controllo europei: tanti obblighi ai quali si fa fatica a rispondere celermente».

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