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21/07/2020

«Siamo sereni, il Consorzio Bim ha solo pagato il ricorso al Tar»

Il Gazzettino

IL CASO
BELLUNO Sono sereni i presidenti di Consorzio Bim Piave, Umberto Soccal, e di Bim Infrastruttre, Bruno Zanolla. L'uno, nella sede di via Masi Simonetti, ha visto l'accesso della Finanza per l'acquisizione atti nell'inchiesta in corso sulla gara del gas. L'altro dalla sua scrivania, all'interno della sede Bim Gsp, in via Tiziano Vecellio ha la certezza di aver operato per il bene delle comunità e dei comuni.
CONSORZIO BIM
«L'unica cosa che abbiamo fatto in questa vicenda - spiega il presidente del Consorzio Soccal - è stato quello di intervenire nel pagamento degli eventuali oneri del ricorso al Tar, a nome dei nostri soci, ovvero i comuni. Mercoledì con la finanza siamo stati disponibili al massimo e abbiamo dato le carte richieste, che si limitano a ben pochi fogli, visto che ci siamo occupati solo del ricorso». E alla domanda sul perché Consorzio Bim abbia pagato il ricorso Soccal spiega: «L'abbiamo fatto per evitare che i nostri comuni dovessero tirar fuori dei soldi aggiuntivi, ciascuno qualche migliaio di euro: abbiamo preferito aggregare in un'unica situazione la cosa».
BIM INFRASTRUTTURE
La Finanza non è andata nella sede di Bim Infratstrutture. Ma le ipotesi su cui lavorano gli inquirenti chiamerebbero anche in causa proprio il gestore uscente della rete gas, Bim Infrastrutture appunto, in cui il Consorzio Bim pesa con il 10%. I sospetti della procura erano scattati per l'intervento a scoppio ritardato con obiezioni sui criteri usati nella gara del gas, ma il presidente Zanolla spiega che non è così. «Ci sono stati incontri su incontri dibattiti anche accesi con la stazione appaltante - dice -, fin dal primo bando: abbiamo da sempre sostenuto che non andavano applicati i criteri regionali per la stima delle infrastrutture da saldare, ma quelli specifici bellunesi (e quindi di Bolzano)». Nel 2016 esce il bando che valuta 61 milioni euro le reti di Bim Infrastrutture, invece che 75 milioni. Poi il bando viene ritirato e il valore scende ulteriormente di altri 8. «Noi dobbiamo tutelare il bene pubblico e avevamo l'obbligo di intervenire», conclude Zanolla.
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