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09/07/2020

«Sia approvata subito una nuova norma Bisogna chiarire cosa dobbiamo fare»

Corriere della Sera - Fabio Savelli

L'intervista
Tomasi, l'ad di Autostrade: noi amareggiati Durante il lockdown Controllato il 95% dei tunnel, nei due mesi di blocco non c'erano stanze negli hotel
Ingegner Tomasi anche ieri 16 chilometri di coda sulla A26. Lei guida Autostrade, che succede?

«Mi faccia subito dire che siamo tutti profondamente amareggiati. È una situazione limite e bisogna dire con trasparenza che non si normalizzerà del tutto prima della fine del mese, se non cambiano le regole. Stiamo facendo il possibile per ridurre i disagi, abbiamo previsto la totale esenzione dei pedaggi sui 150 chilometri di autostrada, un caso unico in Italia. È importante spiegare cos'è accaduto: il 29 maggio siamo stati costretti dal Mit a stravolgere il cronoprogramma di interventi sulle gallerie liguri che abbiamo in gestione. Si tratta di lavori che comprendono anche lo smontaggio e rimontaggio delle onduline, cioè i rivestimenti presenti nei tunnel autostradali che servono a proteggere dalle infiltrazioni d'acqua. A gennaio avevamo condiviso con il ministero nuovi standard di ispezione, elevandoli notevolmente rispetto a quanto fatto nel passato. Avevamo avuto l'ok da parte del Mit al modello francese Cetu, che già usiamo per gli interventi nella galleria del Monte Bianco. Questo modello è poi diventato un manuale operativo, che il ministero il 26 maggio ha inviato a tutte le concessionarie indicandolo come nuovo riferimento. Tre giorni dopo è stata data l'indicazione, solo ad Aspi e solo in Liguria, di smontare entro il 30 giugno tutte le onduline, quando nelle previsioni originarie era chiaro si dovesse fare entro fine anno. Da lì la corsa contro il tempo ad avviare cantieri e i disagi».


Ma la ministra De Micheli ha dichiarato al «Corriere» che la circolare del 1967 è sempre rimasta in vigore con controlli trimestrali.


«Lungi da noi fare polemica con il Mit, ma i documenti tra noi e loro, da inizio gennaio, sono trasparenti e limpidissimi. Chiediamo a questo punto di sapere se quanto vale per noi in Liguria vale anche per il resto d'Italia e per tutti gli altri gestori».


Abbiamo ancora negli occhi non solo il viadotto Morandi ma anche il crollo di parte del soffitto della galleria Bertè.


«Nessuno vuole venir meno agli obblighi e anzi siamo consapevoli che sono interventi fondamentali per la sicurezza. Ma per una corretta gestione del patrimonio infrastrutturale serve una norma che chiarisca cosa dobbiamo fare».


La ministra De Micheli ha adottato un protocollo che prevede l'utilizzo del georadar per vedere lo stato dei rivestimenti.


«È un primo segnale che conferma che quanto dicevamo era corretto. In ambito tecnico non bisogna lasciare spazio ad ambiguità. Le nostre linee guida di gennaio individuavano la classificazione dei difetti e gli standard di intervento. Questa è l'unica via percorribile. Il protocollo va ulteriormente approfondito, perché non è completo».


Non si poteva approfittare del lockdown per recuperare il tempo perso?


«A Genova il 92% del nostro personale ha sempre operato, anche durante il lockdown, e nei primi sei mesi solo in galleria abbiamo realizzato interventi per 40 milioni di euro. Abbiamo controllato il 95% dei tunnel. Sfido chiunque a confrontarsi con questi numeri, anche perché nei due mesi di blocco non è stato facile portare avanti i lavori. Non si trovavano gli alberghi per prenotare un alloggio».


La Corte dei Conti a dicembre ha messo nero su bianco il crollo degli investimenti in manutenzione da parte dei gestori dal 2009.


«Da quando sono l'ad abbiamo avviato rilevantissime gare d'appalto e assegnato lavori in house nei limiti della norma. Il problema del Paese è che serve un codice appalti che consenta di attuare manutenzioni e investimenti nei tempi adeguati. L'unica soluzione è avere un codice allineato alla normativa europea».


Ieri il presidente dell'Anac, Francesco Merloni, ha lamentato scarsa trasparenza informativa da parte vostra. E ha fissato solo al 27% la quota di manutenzione per il ponte di Genova.


«Mi stupisco che un'autorità indipendente faccia affermazioni su dati elaborati in modo superficiale. Non ne capisco l'utilità. Con spirito di trasparenza, abbiamo fornito ogni informazione utile a settembre 2018. Mi sarei aspettato che ci chiedessero spiegazioni ulteriori e non che, a due anni di distanza, esponessero dati privi di approfondimento in una commissione parlamentare. Se ci sarà l'occasione, spiegheremo loro che entro il 2023 spenderemo 7,5 miliardi di euro per ammodernare la rete. E che il nuovo viadotto sul Polcevera, con tutti gli oneri, l'abbiamo pagato noi, com'era giusto che fosse, per un totale di 700 milioni di euro, liquidando le fatture a cinque giorni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il profilo

Roberto Tomasi (foto),
52 anni, ingegnere, è amministratore delegato
di Autostrade per l'Italia
da novembre 2019

Ha ereditato il ruolo
di Giovanni Castellucci che l'anno scorso ha lasciato anche la guida della holding Atlantia

Nessuna polemica con il Mit, ma i docu-menti tra Autostrade e il mini-stero, da inizio gen-naio, sono trasparenti e limpidis-simi

Chiediamo a questo punto

di sapere

se quanto vale per noi in Liguria vale anche per il resto d'Italia

e per tutti gli altri gestori