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16/12/2018

Si viaggia a passo di lumaca

Gazzetta del Sud

Il rapporto " Pe n d o l a r i a " di Legambiente sui trasporti ferroviari nell ' Is ola
L ' età media dei treni circolanti, 19 anni e mezzo, è tra le più alte in Italia La linea Agrigento-Palermo si classifica sesta nella " top ten horror " Ritenuto prioritario il completamento della Siracusa-Ragusa-Gela e della tranvia del capoluogo di Regione
Riccardo D ' Andre a ME SSINA Tra le 26 opere che secondo Legambiente sono utili per quanti utilizzano quotidianamente i mezzi di trasporto ma non dispongono delle risorse per essere ultimate, due interessano la Sicilia. Interventi giudicati fondamentali per il trasporto pubblico su ferro che, nell ' Isola, sconta con dizioni di arretratezza a dir poco imbarazzanti. Altro che alternativa alle automobili private, quindi. Nel rapporto " Pe n d o l a r i a " , alcuni dati la dicono lunga sullo stato di salute dei collegamenti ferroviari: nel periodo compreso tra il 2010 e il 2018, il totale dei tagli ai servizi si attesta sul 5,6 per cento, mentre quello dell ' au mento delle tariffe tocca quota 11,4 per cento. Questo, poi, il numero giornaliero di corse: 51 effettuate dalla Circumetnea, 377 da Trenitalia. E i numeri riguardanti il materiale rotabile? Semplicemente deficitari, visto che l ' Isola si colloca al quarto po sto in Italia nella speciale classifica della vetustà dei mezzi, dopo Basilicata, Puglia e Campania. Complici i 19 anni e mezzo di media riportati sulla " carta d ' identit à " dei 174 treni circo lanti, il 58,9 per cento dei quali ha più di 5 anni. Come se non bastasse, gridano allo scandalo gli utenti della sesta peggiore linea del Paese, la Agrigento-Palermo: qui «il tempo di percorrenza è di 1 ora e 55 minuti (per il treno più veloce), la velocità media è di 67 km/h, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga 137 km ed elettrificata dagli anni Novanta. Malgrado la domanda di spostamento tra le due città sia molto rilevante, solo una percentuale bassa si sposta in treno e la ragione sta nel fatto che i convogli sono pochi rispetto alla capacità della linea e risultano molto spesso in ritardo, specialmente nelle giornate di pioggia quando in molte stazioni si allagano i binari e si verificano frane», si legge nel report di Legambiente. Che, di fronte a questo e altri esempi di inefficienza, invita a portare a termine appalti vitali. «Per aumentare il numero di treni in circolazione servono risorse e nuove politiche da parte di Governo e Regioni (a cui, ricordiamolo, è stato trasferito la responsabilità in materia di treni locali dal 2000). Si devono dunque individuare subito risorse nella Legge di bilancio in discussione per rilanciare davvero una cura del ferro nel nostro Paese. In particolare, servono due scelte non più rinviabili: aumentare i treni in circolazione e realizzare le opere indispensabili a rilanciare il trasporto ferroviario per i pendolari. Basta con le promesse e i rinvii degli interventi! Non è più ammissibile che un pendolare romano continui a trovare la Roma-Lido in queste condizioni o che si debba circolare a Taranto, ad Agrigento e a Cremona in treni così vecchi e lenti», si sottolinea nello studio di settore. Legambiente, pertanto, fa il punto sulla " Elettrificazione e potenzia mento della linea Siracusa-Ragus a - G e l a " . Un progetto che prevedeva, nel 2005, 6 anni di lavori e 183 milioni di euro di investimenti iniziali. A regime, il tempo di percorrenza complessiva dei treni viaggiatori si sarebbe attestato «sui 30 minuti contro le attuali 3 ore. Peccato che per i 181 km a semplice binario non si abbiano più notizie di quel progetto né tantomeno della sua applicazione«. Nel frattempo, nonostante la tratta ferroviaria colleghi ben tre province, «la linea non è elettrificata e la velocità media è di 55 km orari». E i pendolari criticano proprio gli attuali tempi di percorrenza, «simili se non addirittura superiori ai tempi di percorrenza dei treni di venti anni fa». Un ' opera che interessa un bacino d ' utenza di 580.000 abitan ti, con i seguenti costi: 235 milioni di euro (incluso il nuovo materiale rotabile), ma senza nessun finanziamento disponibile. Poi c ' è il " Completamento della tranvia a Palermo " , con 7 nuove linee in aggiunta ai percorsi delle 4 linee esistenti, integrandoli e connettendo le periferie al centro cittadino, al Passante ferroviario e all ' Anello ferrovia rio. Circa 67 km di nuovi binari con le prime 4 nuove linee, denominate A-B-C- E (Stazione centrale-Stadio; Notarbartolo-Duca della Verdura; Ponte Calatafimi-Orleans-Centrale; piazza De Gasperi- Stazione Francia), finanziate con 426 milioni di euro e che vedranno la luce entro il 2022. Le somme provengono in parte dal " Pat to per Palermo " (198 milioni), dalla Regione (50 mln) e da altre risorse incluse quelle messe sul piatto dai privati. «Per le restanti linee i tempi saranno più lunghi e ancora non si conosce una data». Bacino d ' ut e n z a : 150.000 abitanti; costi: 698 milioni di euro, di cui 426 disponibili.

Foto: Ra g u s a Viaggiatori in attesa alla stazione ferroviaria iblea

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