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11/12/2018

Si tratta su premi di produttività e deducibilità Imu per i capannoni

Il Sole 24 Ore - Claudio Tucci, Carmine Fotina

Oggi tavolo con Di Maio. Le opzioni: contrattazione nazionale per ammorbidire le causali sui contratti a termine, ritocchi sull'iperammortamento Duello tra i vicepremier. Il ministro dello Sviluppo: «I fatti si fanno al Mise». Salvini: «Bado alla sostanza»
ROMA

Produttività, costo del lavoro, modifiche al decreto "dignità", semplificazioni, debiti della Pa e Imu sui capannoni. Partirà da qui il tavolo Pmi convocato oggi al ministero dello Sviluppo economico.

È in fase avanzata di studio la possibilità di prorogare lo sgravio contributivo per incentivare la contrattazione di secondo livello nel caso in cui si introducano misure di conciliazione vita-lavoro dei lavoratori. La norma, prevista dal Jobs act in via sperimentale per il triennio 2016-2018, sta per scadere: sul piatto verranno messi una trentina di milioni di euro l'anno. L'incentivo è riconosciuto, se nei contratti "di prossimità", si inseriscono norme per spingere, per esempio, il lavoro agile, il part-time, il welfare aziendale, gli asili nido, l'estensione dei congedi di paternità oppure interventi ad hoc per agevolare il rientro in azienda delle neo-mamme. È al momento in discussione anche l'ipotesi di rivedere i tetti ai premi di produttività: oggi la cedolare secca (10%) si applica a bonus fino a 3mila euro e coinvolge lavoratori entro gli 80mila euro di reddito (si intercettano, quindi, operai, impiegati, e una fetta di quadri e dirigenti). Allo studio ci sarebbe la possibilità di innalzare da 80mila a 100mila il limite reddituale, ampliando così la platea dei beneficiari.

Sempre in tema lavoro, è ancora in bilico la possibilità, su cui preme la Lega, di apportare modifiche al decreto dignità, che contiene il giro di vite su contratti a termine e somministrazione, pienamente in vigore dal 1° novembre, esauritosi il periodo transitorio. Sui due aspetti più critici, vale a dire la re-introduzione della causale dopo i primi 12 mesi "liberi" e l'aggravio contributivo dello 0,5%, aggiuntivo rispetto all'1,4% già previsto dalla legge Fornero, si starebbero discutendo correzioni. Sulle causali, la proposta è far rientrare nella partita la contrattazione collettiva nazionale, alla quale, quindi, tornerebbe a essere affidato il compito di prevedere "motivi" aggiuntivi rispetto a quelli delineati dal decreto 76 per ricorrere a un contratto a termine, come già, in passato, fu fatto con la legge 56 del 1987, articolo 23. Per quanto riguarda lo 0,5%, l'ipotesi è esentare gli interinali, o quanto meno, gli stagionali previsti da contratto, per i quali, nei fatti, l'aggravio è una "mezza beffa", essendo le imprese obbligate a dare la precedenza nelle assunzioni temporanee.

L'operazione taglio cuneo poggia, al momento, su tre gambe: il bonus occupazionale Sud, la mini-Ires, e l'incentivo per assumere giovani eccellenze. A questi interventi "light", già presenti in manovra, se ne dovrebbe aggiungere un altro: il taglio delle tariffe Inail, atteso con un emendamento alla manovra in Senato (il nuovo tariffario Inail partirà dal 2019 con una riduzione di 410 milioni che salgono a 525 nel 2020 e 600 milioni a decorrere dal 2021).

Tra i punti in discussione oggi potrebbe esserci anche un ulteriore irrobustimento della deducibilità dall'Irpef e dall'Ires dell'Imu sui capannoni, già portata alla Camera dal 20 al 40%. Sul tavolo c'è ora il 50%, ma questo ritocco verso l'alto costerebbe non meno di 145 milioni per il primo anno. Il «tavolo permanente per le Pmi» era stato preannunciato già una settimana fa per recuperare un vecchio strumento del 2010, collegato all'attuazione dello Small business act europeo. Ma in questi giorni, anche per rispondere all'iniziativa di Salvini, il tavolo ha cambiato fisionomia e fino a ieri al Mise si stava frettolosamente cercando di sommare nuove sigle per arrivare alle circa 30 da "opporre" alle 15 incontrate dal leader leghista. Ieri Di Maio e Salvini si sono punzecchiati sul tema. «I fatti si fanno al Mise» la sortita del ministro dello Sviluppo, «io bado alla sostanza» la replica del titolare dell'Interno. Poi in serata fonti della Lega chiarivano che «non c'è nessuna polemica con Di Maio sulle imprese».

Si parlerà anche di semplificazioni. Su questo punto le imprese, dopo aver letto le bozze del decreto legge in arrivo, si aspettavano molto di più soprattutto alla luce di alcuni incontri che erano stati organizzati con grande enfasi dal ministero a fine luglio. Un discorso a parte merita il capitolo Impresa 4.0. Si studia una norma per chiarire l'inclusione anche dei software in modalità cloud tra i beni incentivabili tramite l'iperammortamento (con maggiorazione del 40%). Si valuterebbe poi (ma appare un'impresa difficile) di innalzare ulteriormente il beneficio massimo dell'iperammortamento, portando dal 170% approvato alla Camera al 180% l'aliquota per gli investimenti fino a 2,5 milioni.

Spazio anche al capitolo dei debiti della Pa. Due i progetti in cantiere. Il primo è concentrato sui comuni, e punterebbe a smuovere fino a 10-15 miliardi di euro con il raddoppio, da 3/12 fino a 5-6/12 delle entrate, delle anticipazioni di tesoreria. Le anticipazioni aggiuntive, tramite Cdp, sarebbero indirizzate proprio al pagamento delle vecchie fatture. Il secondo intervento, sempre sotto forma di anticipazioni, sarebbe una riedizione dei vecchi decreti sblocca-debiti, per regioni e ministeri, per mettere sul piatto altri 10-15 miliardi di euro.

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Schede a cura di Davide Colombo, Carmine Fotina, Marco Mobili, Gianni Trovati, Claudio Tucci

MANOVRA: I NODI, LE RICHIESTE E LE POSSIBILI MISURE IN CANTIERE

iperammortamento e «super»

Chiarimento sugli incentivi anche per i software «cloud»

Per il piano Impresa 4.0, rimodulato al ribasso dal governo, ci sarebbero all'esame semplificazioni nell'accesso ai benefici e un chiarimento per includere a pieno titolo anche i software in modalità «cloud computing» tra le spese incentivabili (al 40%). Resta, per il momento, l'abrogazione del superammortamento per i beni tradizionali: difficile il suo ripescaggio

formazione 4.0

«Bonus» rinnovato ma per le grandi imprese è più basso

In extremis, durante l'esame alla Camera della manovra, è stato prorogato per il 2019 il credito di imposta per la formazione 4.0 (250 milioni di euro la dote). Il credito è attribuito alle piccole imprese nella misura del 50% (in luogo del "vecchio" 40%); rimane fermo al 40% per le medie e scende al 30% per le grandi imprese. Per le Pmi limite massimo annuale di 300mila euro, per le grandi scende a 200mila euro.

pace fiscale

Saldo e stralcio delle cartelle, il costo taglia fuori le imprese

Nel corso dell'esame in Senato della legge di bilancio la Lega ha rilanciato sulla pace fiscale e in particolare del cosiddetto «saldo e stralcio» delle cartelle per chi è in oggettiva difficoltà economica. L'operazione, con un costo stimato in 150-200 milioni, dovrebbe prevedere tre aliquote (10, 16 e 30% ma oggetto di continue limature per esigenze di cassa) legate al reddito dichiarato ai fini Isee (limite a 20mila euro) taglia fuori le imprese.

LO sgravio dell'imposta sui capannoni

Beni strumentali, altri 228 milioni per la deducibilità dell'Imu al 50%

I due alleati di Governo hanno messo sul tavolo del confronto con le imprese un ulteriore aumento della deducibilità dell'Imu pagata sui beni strumentali all'attività d'impresa e di lavoro autonomo da Ires e Irpef. Con la prima lettura alla Camera, il disegno di legge di bilancio ha elevato dall'attuale 20% al 40% il limite massimo di deducibilità dell'Imposta unica sugli immobili con un costo di oltre 290 milioni nel 2020 e di altri 167 nel 2021. Altri 10 punti percentuali potrebbero richiedere non meno di 145 milioni per il primo anno e altri 83,5 milioni per il 2021. A conti fatti il Governo dovrebbe recuperare nei prossimi giorni oltre 228 milioni per dimezzare il costo dell'Imu pagata da imprese e autonomi.

Le richieste del mondo produttivo

Da sempre il mondo produttivo chiede la deducibilità piena dell'Imu pagata sui beni strumentali. La richiesta è stata rinnovata anche nelle ultime ore, ma con poche se non nulle possibilità di successo. E questo nonostante il Governo attuale e così come quelli che lo hanno preceduto si trovi comunque davanti al rischio di una pronuncia della Corte costituzionale che imponga, di fatto, il riconoscimento della deducibilità del costo sostenuto su un bene strumentale all'esercizio dell'attività di impresa o di lavoro autonomo.

semplificazioni

Cdp per il venture capital, garanzie per imprese in crisi per debiti Pa

Il decreto legge semplificazioni è atteso per il varo definitivo ormai da metà ottobre. Tra le altre norme, si prevede la costituzione di un «Fondo nazionale innovazione» per il venture capital (con passaggio delle azioni di Invitalia Ventures Sgr a Cassa depositi e prestiti). In arrivo anche una misura che va verso la validità giuridica della blockchain e interventi a supporto di imprenditori in crisi a causa dei debiti della Pa

bonus R&s

Margini stretti per innalzare il credito di imposta per la ricerca

Per il credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo il disegno di legge varato dal governo ha abbassato la quota agevolabile (salvo alcune tipologie di spesa) dal 50 al 25% e l'importo massimo per impresa da 20 a 10 milioni. Un taglio, rispetto alla vecchia norma, da 300 milioni. Anche qui sembrano essere i stretti per intervenire al Senato correggendo in senso migliorativo la norma

mini-ires e cancellazione Ace

Semplificare il taglio dell'Ires e tornare all'Ace sui conferimenti

Lo scambio proposto con la legge di bilancio dell'addio all'Ace (aiuto alla crescita economica) in cambio di un taglio del 9% dell'Ires sugli utili reinvestiti in beni strumentali e assunzioni, per le imprese va rivisto. Occorre una semplificazione della mini-Ires e un utilizzo della leva fiscale che guardi soprattutto alla patrimonializzazione delle imprese. Tra queste non dispiace un ritorno parziale dell'Ace anche solo sui conferimenti in denaro

codice appalti

Un decreto per limitare le gare formali nei lavori medio-piccoli

È in arrivo l'annunciata riforma del codice degli appalti, fortemente reclamata dalle imprese per superare l'impasse del settore. Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe varare un decreto legge che conterrà una norma di semplificazione per le gare «sotto soglia», allargando la fascia dei lavori affidati senza gara e di quelli affidati con il criterio del massimo ribasso. Un disegno di legge delega definirà poi i criteri di una riforma più complessiva.

decreto dignità

Possibili ritocchi su causali e contributo aggiuntivo sui rinnovi

Si starebbe trattando su due possibili ritocchi al Dl dignità. Il primo, sulle causali, obbligatorie dopo i primi 12 mesi di rapporto "liberi". Qui l'ipotesi tecnica è di affidare alla contrattazione collettiva (nazionale) la possibilità di prevedere "motivi" aggiuntivi rispetto a quelli delineati dal dl 76. L'altra ipotesi tecnica sul tavolo è di esentare gli interinali, o quanto meno, gli stagionali previsti da contratto, dal contributo aggiuntivo (0,5%) oggi obbligatorio a ciascun rinnovo

Sgravi assunzioni al sud

Prorogato per fino al 2020 il bonus per chi assume under35

Prorogato dalla manovra per il 2019 e il 2020 il bonus occupazione Sud: decontribuzione piena per chi assume under35 o lavoratori senior privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Per avere l'esonero le assunzioni devono avvenire in una delle 8 regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna). La norma mette su questa misura 500 milioni di euro, fondi Ue, nel 2019 e nel 2020

assunzioni di giovani ecccellenze

Laureati under30 con 110 e lode, decontribuzione per un anno

La norma è prevista in manovra. Introdotto uno sgravio di 12 mesi fino a 8mila euro per chi assume under30 con laurea magistrale ottenuta dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019 con 110 e lode, entro la durata legale degli studi; o dottorati di ricerca under34 con titolo ottenuti sempre nello stesso periodo, in atenei statali o legalmente riconosciuti (escluse le telematiche). Stimate assunzion di 6mila "eccellenze". Ci sono 50 milioni nel 2019, 20 nel 2020

costo del lavoro /1

Taglio contributi Inail: per il 2019 lo sconto sarà solo di 410 milioni

Il nuovo tariffario Inail (atteso con un emendamento in Senato) partirà dal 2019 con una riduzione di 410 milioni che salgono a 525 nel 2020 e 600 milioni a decorrere dal 2021. L'operazione si accompagna con la conferma a regime della riduzione tariffaria da 1,2 miliardi lanciata nel 2013. Per le imprese il "costo Inail" del cuneo fiscale si riduce di 1,7 miliardi. Le nuove tariffe prevedono un abbattimento dei tassi medi, rispetto a quelli vigenti, del 32, 72%.


cedolare secca al 10%

Premi di produttività, si studia l'allargamento della platea

Il tema produttività, accanto al taglio del costo del lavoro, sta tornando sul tavolo della trattativa governo-parti sociali. In vista dell'esame in Senato del Ddl di Bilancio al ministero del Lavoro si starebbe pensando di prorogare lo sgravio contributivo per incentivare la contrattazione di secondo livello nel caso in cui si introducano misure di conciliazione vita-lavoro dei lavoratori. La norma, prevista dal Jobs act, è sperimentale, e vale per il triennio 2016-2018. Sul piatto potrebbero essere messi una trentina di milioni di euro l'anno. L'incentivo è riconosciuto, se nei contratti "di prossimità", si inseriscono norme per spingere, per esempio, il lavoro agile, il part-time, il welfare aziendale, gli asili nido, l'estensione dei congedi di paternità oppure interventi ad hoc per agevolare il rientro in azienda delle neo-mamme.

Ipotesi tassazione ridotta fino a 100mila euro

È al momento in discussione anche l'ipotesi di rivedere i tetti ai premi di produttività: oggi la cedolare secca (10%) si applica a bonus fino a 3mila euro e coinvolge lavoratori entro gli 80mila euro di reddito (si intercettano, quindi, operai, impiegati, e una fetta di quadri e dirigenti). Allo studio ci sarebbe la possibilità di innalzare da 80mila a 100mila il limite reddituale, ampliando così la platea dei beneficiari.

Del resto, le imprese, da sempre, chiedono di puntare sullo scambio virtuoso salari-produttività quanto più "prossimo" alla fabbrica.

costo del lavoro/2

Si riducono gli spazi in manovra, difficili altri possibili tagli al cuneo

Per ora, in manovra, al netto di Sud, sgravi giovani eccellenze taglio alle tariffe Inail, c'è una sola norma che prova a ridurre (di poco) il costo del lavoro per le imprese: la mini-Ires, ossia il taglio dell'aliquota del 9% , dal 24% al 15%, per chi reinveste gli utili in beni strumentali e nell'incremento dell'occupazione che, in virtù di modifiche durante l'esame alla Camera, si estende agli utili reinvestiti anche in ricerca e sviluppo. Difficili al momento altri possibili tagli

occupazione

Reddito cittadinanza: 5 mensilità vanno all'impresa che assume

Riconscere fino a 5 mensilità del reddito di cittadinanza alle imprese che assumono disoccupati che hanno siglato un patto di servizio con il centro per l'impiego. Portare le mensilità a 6 se ad essere assunta è una donna o un disoccupato di lunga durata. Il governo punta a coinvolgere maggiormente il sistema di imprese, Armando Siri (Lega) propone di destinare il sussidio direttamente all'impresa che forma il disoccupato.

pagamenti pubblici arretrati

Doppia mossa per sbloccare le vecchie fatture della Pa

Nel cantiere delle riunioni tecniche sugli emendamenti alla legge di bilancio è entrato anche il tema dello sblocco dei pagamenti della Pa. Sono due le misure in discussione: la prima riguarda i Comuni, prevede un raddoppio delle anticipazioni di tesoreria grazie all'intervento di Cdp e punterebbe a sbloccare fino a 15 miliardi di euro. La seconda guarda al resto della Pa, Regioni e ministeri, con una riedizione delle misure sblocca-debiti


Foto:

Governo. --> Il vicepremier leghista Matteo Salvini e, sullo sfondo, quello M5s Luigi Di Maio

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