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19/12/2018

Si rischia il carcere per i subappalti non autorizzati

Il Sole 24 Ore Dossier - Guglielmo Saporito

LAVORI PUBBLICI / ALL'INTERNO
- pagina 13 Sanzioni più pesanti per i subappalti non autorizzati. E notifica preliminare dei dati dei cantieri più rilevanti, per ragioni di sicurezza, anche al prefetto, oltre alla Asl. Sono le due novità più importanti contenute nella versione definitiva del decreto sicurezza in materia di lavori. Due novità che avranno un impatto rilevante sulle imprese. il subappalto La prima modifica consiste nel sostituire le sanzioni penali, che da arresto ed ammenda (contravvenzioni) passano a reclusione e a multa (sanzioni previste per i delitti). Questo significa che i condannati per subappalti pubblici non autorizzati non sono ammessi alla semilibertà né a misure alternative. Aumentano, inoltre, le pene per chi, avendo in appalto opere riguardanti la pubblica amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte le opere stesse, senza l'autorizzazione dell'autorità competente. La reclusione prevista è da uno a cinque anni, ma soprattutto si conferma la multa non inferiore ad un terzo del valore dell'opera concessa in subappalto o a cottimo, sempre nel limite di un terzo del valore complessivo dell'opera ricevuta in appalto. Rischiano la reclusione sia l'impresa che concede il subappalto, sia il subappaltatore e l'affidatario del cottimo. risoluzione possibile Nei confronti dell'appaltatore che ha contrattato con l'amministrazione,è anche possibile la risoluzione del contratto, perché subappalto e cottimo non autorizzati minano l'affidabilità dell'impresa appaltatrice. La risoluzione può riguardare l'intero contratto, quindi il complessivo rapporto all'interno del quale vi sia stato un subappalto non autorizzato; al di là degli effetti economici, la risoluzione diventa una sanzione rilevante in modo indiretto, perché a norma dell'articolo 80 del decreto legislativo 50 del 2016 (Codice appalti), la sanzione rende inidonea l'impresa appaltatrice per le successive gare. Peraltro, la materia del subappalto è in continuo divenire. Tra le novità ipotizzate dal governo nelle ultime settimane, infatti, c'è proprio la revisione della disciplina che, all'articolo 105 del codice appalti, prevede l'indicazione obbligatoria di una terna di subappaltatori già al momento della formulazione dell'offerta. la notifica preliminare La seconda norma riguarda la notifica preliminare, che il Dlgs 81/2008 prevede avvenga, a cura del committente o del responsabile dei lavori, prima dell'inizio dei lavori. Quindi, per i lavori pubblici, oltre all'Ausl ed alla direzione provinciale del lavoro, anche il prefetto territorialmente competente deve ricevere una notifica preliminare dei dati di cantiere la cui entità presunta è superiore a 200 uomini-giorno ed i cui lavori comportino dei rischi particolari. L'articolo 99 del Dlgs 81/2008 estende la comunicazione, ponendola sotto la responsabilità esclusiva del committente o del responsabile dei lavori, prima dell'inizio delle opere. Al prefetto la comunicazione va effettuata per le stesse categorie di cantieri per i quali è prevista la comunicazione alle Asl, cioè quando vi sono più imprese esecutrici, oppure un'unica impresa con una durata dei lavori presunta per un periodo superiore ai 200 uomini/giorno. La comunicazione è dovuta anche quando i lavori, inizialmente, non andrebbero comunicati, ma a seguito di varianti in corso d'opera superano la soglia prevista per le comunicazioni. Il prefetto darà poi comunicazione alla direzione investigativa antimafia e al questore per i dovuti controlli. le sanzioni possibili Le sanzioni per mancato invio della notifica preliminare vanno da 500 a 1.800 euro. Va tenuto presente che la mancata trasmissione al Comune prima dell'inizio dei lavori della copia della notifica preliminare (già inviata all'Asl e al Dpl) comporta la sospensione dell'efficacia del titolo abilitativo. Inizialmente, la comunicazione con notifica preliminare all'Asl e alla direzione provinciale del Lavoro era prevista solo in funzione di un tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ad esempio nel caso di cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea o di cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, sono soggetti all'obbligo per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera. Di fatto, l'estensione della notifica preliminare diventa un'occasione per estendere l' anagrafe dei lavori pubblici: per la terminologia usata ("lavori pubblici"), probabilmente vi rientrano anche servizi e forniture.che cosa cambia
La risoluzione a Nei confronti dell'appaltatore che si sia avvalso di un subappalto non autorizzato, è possibile anche la risoluzione del contratto, perché in questi casi viene minata l'affidabilità dell'impresa appaltatrice. La risoluzione potrà riguardare l'intero contratto all'interno del quale ci sia stato il subappalto non autorizzato. E questo, in base all'articolo 80 del codice appalti, potrebbe avere conseguenze anche sulla possibilità per l'impresa di accedere a gare successive. Il mancato invio a Secondo la legge, le sanzioni per il mancato invio della notifica preliminare ai soggetti indicati dalla legge vanno da un minimo di 500 fino a un massimo di 1.800 euro. La mancata trasmissione al Comune prima dell'inizio dei lavori della copia della notifica preliminare può avere anche un altro effetto collaterale: può comportare, infatti, la sospensione dell'efficacia del titolo abilitativo

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