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19/03/2020

Si rifiutano di fare le pulizie senza mascherina: licenziate

Il Tirreno

in ospedale
LIVORNO Licenziate perché si sono rifiutate di lavorare senza mascherine all'interno dell'ospedale di Livorno.È accaduto a due lavoratrici della Innova Salento, cooperativa che si occupa delle pulizie nei padiglioni di viale Alfieri. La denuncia arriva dal sindacato Usb. Che attacca l'Asl: «Questi licenziamenti non possono e non devono essere accettati. Meno che mai in una struttura pubblica come il nostro ospedale. Doveva essere proprio la Asl ad intervenire immediatamente per verificare quanto denunciato a tutela delle stesse lavoratrici ma anche dell'utenza».«La settimana scorsa - spiegano dall'Usb -, attraverso un comunicato sindacale, le due lavoratrici avevano denunciato il sistema degli appalti presso l'ospedale di Livorno. Ritardi nei pagamenti degli stipendi, spettanze non pagate ma soprattutto assenza di guanti e mascherine certificate per poter svolgere il lavoro di sanificazione delle sale all'interno del nostro ospedale».«Proprio le due lavoratrici, nella giornata di lunedì, si erano rifiutate di prendere servizio perché ancora una volta la cooperativa non gli aveva fornito i dispositivi di sicurezza. E il giorno dopo (ieri, ndr) sono arrivate le lettere di licenziamento. La Società Cooperativa ha utilizzato come pretesto una riunione sindacale che, a loro dire, si è svolta 15 giorni fa mentre le lavoratrici risultavano in malattia».Sul fatto è intervenuto anche Potere al Popolo. «Stiamo parlando di donne che quotidianamente operano all'interno delle stanze dell'ospedale e del pronto soccorso. A contatto diretto con persone malate e anche alcuni casi positivi al Codiv - 19. Lunedì, ancora una volta, le due lavoratrici si sono recate a lavoro e ancora una volta non le sono stati distribuiti i dispositivi di protezione individuale. Sembra che un responsabile abbia risposto " Forse ci sono delle mascherine al pronto soccorso, andatevele a prendere". Per salvaguardare la propria incolumità e quella delle loro famiglie si sono rifiutate di prestare servizio rimanendo comunque il loco a disposizione della cooperativa. Ed è arrivato il licenziamento. In tutto ciò la Asl continua a rimanere in silenzio». --