MENU
Chiudi
25/10/2018

Si profila lo sblocco del Terzo valico, 1,5 miliardi alla sicurezza ponti

Il Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio Giorgio Santilli

PANORAMA infrastrutture
Potrebbe arrivare già oggi una schiarita sul fronte delle grandi infrastrutture bloccate, in attesa dell'esame costi-benefici voluto dal ministro Toninelli (M S). Il primo via riguarda il Terzo valico in Liguria. Toninelli poi punta a impiegare , miliardi a sostegno delle Province per mettere in sicurezza ponti e viadotti. -a pagina

ROMA

Il governo apre il capitolo degli investimenti pubblici - che sono parte fondamentale della sua strategia di bilancio - con un vertice che oggi a Palazzo Chigi dovrebbe mettere a punto il piano delle priorità infrastrutturali da finanziare con i 15 miliardi aggiuntivi triennali stanziati dalla legge di bilancio e le prime linee-guida della riforma del codice degli appalti pubblici. Sul piano ci potrebbe essere già oggi un primo chiarimento sullo sblocco del terzo valico - la prima delle grandi opere su cui il ministero delle Infrastrutture arriverà a una conclusione dell'analisi costi-benefici che ha fermato l'intero programma - mentre il ministro Toninelli ha fatto sapere ieri di puntare a 1,5 miliardi per le spese delle province su manutenzione e messa in sicurezza di ponti e cavalcavia. Sul fronte del codice degli appalti, è il presidente del Consiglio Conte a tenere in mano le redini della riforma. Il punto fondamentale è il ritorno a un regolamento generale vincolante che dovrebbe superare o ridimensionare la soft law affidata all'Anac con lo strumento delle linee-guida.

Proprio il rilancio delle infrastrutture è uno dei punti su cui ha insistito ieri il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: la crescita, è il suo pensiero, è il punto debole della manovra e gli investimenti in opere pubbliche sono determinanti per quell'aumento del Pil necessario a sostenere lo sforamento del deficit. «Questo governo intende aprire i cantieri a partire dalla Torino-Lione, dal Tap, il terzo valico e la Pedemontana per citarne alcuni? Non serve al paese una politica che dice no alle grandi opere e pensa solo alle piste ciclabili», ha detto ieri Boccia incalzando l'esecutivo a spiegare i contenuti dell'azione di governo e l'impatto sull'economia reale. La lettera della Ue, il declassamento di Moody's: «Non si può governare un paese prescindendo dalla sostenibilità economica, dicendo che te ne freghi dello spread che poi pagano gli italiani, famiglie e imprese», ha continuato il presidente di Confindustria, parlando alla presentazione del rapporto Anitec-Assinform. «Siamo molto arrabbiati e determinati, ma uso la forza del pensiero e non quella dei toni». C'è un problema di deficit e di debito, ha ricordato Boccia commentando le parole del presidente della Bce, Mario Draghi. Prima si spiega la manovra «che è debole sulla crescita» prima si riescono a calmierare i mercati. E «non è l'ideale - ha aggiunto intervistato da Radio 24 - chiedere ad altri la cortesia di comperare titoli pubblici italiani, siamo un paese sicuro e competitivo». Occorre rafforzare la parte della manovra destinata alla crescita e quindi realizzare le infrastrutture «per collegare l'Italia al mondo», non depotenziare Industria 4.0, avviare un piano di inclusione dei giovani, perché «non serve assistenza, ma lavoro, lavoro, lavoro». Ed è paradossale, ha aggiunto, l'atteggiamento del governo che «dice di essere pronto al dialogo ma poi non modifica niente. Non si capisce quale dialogo pretende di avere con l'Europa. La politica abbia un senso del limite, sembra non averlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GIORNATA

GIUSEPPE CONTE

Le parole del premier italiano durante la visita in Russia a Mosca

'' abbassiamo i toni Se lo spread sale, o se si mantiene alto a questo punto, è un problema, quindi dobbiamo augurarci che scenda. Abbassiamo tutti i toni

LUIGI

DI MAIO

Così il vicepremier in una intervista ieri mattina a Radio 24

'' sul deficit non si cambia La manovra non cambia sul 2,4% del deficit per due motivi: perché manteniamo le promesse e perché siamo uno Stato sovrano

MATTEO SALVINI

La risposta del vicepremier a margine del Forum Eurasiatico a Verona

'' prima la vita reale poi la finanza Gli italiani ci hanno votato per intervenire sulla vita reale, sulla Fornero, su Equitalia e sulle partite Iva, sull'agricoltura. La finanza seguirà

GIOVANNI TRIA

Ieri a Parigi per incontrare
il ministro Le Maire, mercoledì aveva rilanciato il rischio spread per le banche

'' L'Italia non lascia la casa EUROPA La Ue ritrovi il senso dello stare insieme, non vogliamo lasciare casa Europa. Accordo con Le Maire: tenere sotto controllo la situazione, non aggravare la crisi


'' Btp: non credo sia l'ideale chiedere ad altri la cortesia di acquistare i titoli pubblici italiani. Siamo un Paese sicuro, competitivo. Vincenzo
Boccia


Foto:

SPECIALE -->

MANOVRA --> 2019 -->

--> Legge di Bilancio e spese pubbliche: 50 miliardi l'anno

sembrano pochi?

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore