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30/10/2018

Si parla dei bandi trasporto e al tavolo c’è anche Ferrara

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA POLEMICA TAVELLA (FILT CGIL) EVIDENZIA UN CONFLITTO D'INTERESSE PER IL RAPPRESENTANTE DEL COTRAB
MASSIMO BRANCATI l Era stato convocato per discutere dei bacini attorno ai quali sviluppare le future gare di appalto per l'affidamento del servizio regionale trasporti e mobilità. Ma la riunione dell'Os servatorio regionale sul trasporto si è chiusa con un nulla di fatto e una coda polemica legata alla denuncia di «conflitto d'in teressi». A farla Franco Tavella, segretario regionale Filt Cgil, che ha evidenziato l'«incompa tibilità» della presenza al tavolo di Giulio Ferrara, presidente Anav ma anche rappresentante del Cotrab, il consorzio che gestisce il servizio in prorogatio ormai da diverso tempo. L'interroga tivo è d'obbligo: può il presidente di un consorzio che è affidatario e vincitore delle vecchie gare partecipare a un incontro di natura istituzionale per decidere le modalità di una futura gara d'appalto? «Prima di iniziare la riunione - dice Tavella - mi sono alzato e ho posto il problema, dichiarando da subito di non essere disponibile a sedermi al tavolo». Attimi di imbarazzo durante il vertice, con Ferrara che ha giustificato la sua presenza ricordando il suo ruolo di presidente dell'Anav. In soccorso dell'assessore regionale Castelgrande è arrivata la «burocrazia»: la mancanza del numero legale ha chiuso i lavori e si cercherà di risolvere la questione in vista del prossimo incontro. «Siamo davanti a un enorme conflitto di interesse ribadisce Tavella - ad una presenza inopportuna. Ad un tavolo dove si discute di bacini posti alla base delle future gare d'appalto, non può sedere l'ing. Ferrara, rappresentante del Cotrab che attualmente è affidataria del servizio, seppure in proroga, ed è il consorzio che ha vinto la vecchia gara d'appalto». Il caso s'inserisce nel solco di un settore, quello dei trasporti, che sta implodendo. Lo conferma il segretario della Filt Cgil: «Ci sono aziende che non pagano i lavoratori da molti mesi, e che non versano al fondo contributivo ciò che è dovuto. Porrei un problema alla Regione: poiché nel contratto di affidamento alle aziende uno degli elementi è il rispetto del contratto collettivo, quindi il pagamento delle spettanze. Non adempiere significa venir meno a una delle clausole di contratto poste alla base dell'affidamento. Le ditte non pagano perché aspettano i soldi dalla Regione? È una visione distorta e si utilizzano i lavoratori per fare pressione sull'ente. Nel rapporto tra la Regione e il consorzio i lavoratori dovrebbero essere estranei, limitarsi a diritti e doveri. Il pagamento degli stipendi - conclude Tavella - non può essere una partita di giro, altrimenti il rischio di impresa dov'è?». Giulio Ferrara

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