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06/12/2018

Si inaugura il museo ma il gestore non c’è

Il Gazzettino

Tempi lunghissimi per la gara d'appalto: nel mirino la Provincia
ABANO
Ancora nessun gestore per la Casa Museo Villa Bassi che verrà inaugurata nel prossimo fine settimana. Colpa delle lungaggini burocratiche per il completamento del bando di gara che doveva assegnarla. Non sarà quindi a pieno regime fin da subito come polo culturale della città e del territorio il museo che Abano attende da circa quarant'anni. «Abbiamo pubblicato e trasmesso al centro di committenza unica della Provincia il bando lo scorso settembre - spiega l'assessore alla cultura Cristina Pollazzi - ma ad oggi non c'è ancora l'aggiudicazione». Il bando prevede un direttore presente per 12 ore settimanali, un conservatore per 36 annue, il coordinatore dei servizi di custodia e accoglienza per 26 ore settimanali e tre operatori di custodia. Previsto anche un comitato tecnico scientifico con mandato triennale ma senza costi aggiuntivi rispetto ai 126 mila euro annui stanziati come contributo annuale al futuro gestore. Sono quindi previste le figure chiave per la pianificazione di quelle attività culturali che devono rendere vivo e vitale il museo aponense. «Dall'inaugurazione il servizio di apertura e custodia sarà garantito dalla Cooperativa Giotto senza costi aggiuntivi per il Comune - continua l'assessore Pollazzi - riusciremo così ad avere il museo aperto intanto nei fine settimana dal venerdì alla domenica».
La lentezza delle procedure di bando colpisce doppiamente il museo aponense. «Stiamo aspettando anche l'assegnazione della gara d'appalto per i lavori di completamento di Casa delle Maestre dove devono trasferirsi gli uffici comunali che attualmente sono ospitati nella barchessa di Villa Bassi - afferma l'assessore alla cultura - fintanto che questi ultimi non saranno completati e il trasloco effettuato non si potrà pensare al trasferimento nella barchessa del Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori. Solo quando questo avverrà, credo a fine 2019 o inizio 2020, avremo quel grande polo culturale che abbiamo immaginato e che pensiamo sia una risorsa importante per la città». Per ovviare in futuro alle lungaggini delle procedure di bando del centro unico di committenza della Provincia, che deve occuparsi delle gare di decine di enti locali del padovano, il consiglio comunale ha scelto di rivolgersi a un secondo ente: il centro di committenza dei Comuni del Camposampierese. Ma in consiglio la civica d'opposizione 35Zero31 ha suggerito che il Comune si strutturi per essere centro di committenza per gli enti locali dell'area collinare e della Bassa. Entrerebbe anche qualche denaro nelle casse comunali, ma la maggioranza non ha accolto la proposta.
Al.Ma.

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