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06/06/2019

Sì alla semplificazione, meno entusiasmo per l’aumento della soglia dei subappalti

Il Secolo XIX

Il presidente Marino: «Assurda l'estrazione a sorte delle imprese da invitare alle gare della pubblica amministrazione»
Andrea Fassione / IMPERIA Sì alla semplificazione e alla sospensione del codice dei contratti. Meno entusiasmo per l'elevazione della soglia dei subappalti che va invece incontro ai desiderata delle grandi imprese e rischia di penalizzare quelle locali. È questa, in estrema sintesi, la posizione dell'associazione provinciale dei costruttori Ance di Confindustria sul decreto sblocca cantieri espressa dal presidente Enio Marino. Mentre a Roma i due principali leader degli schieramenti di governo mettono in scena litigi e accordi in extremis, Ance Imperia sposa salomonicamente una proposta della Lega e una linea del Movimento 5 Stelle. «Assurda l'estrazione a sorte delle imprese da invitare alle gare d'appalto delle pubbliche amministrazioni - attacca Marino di Ance - col risultato che negli ultimi anni ci siamo trovati sempre più imprese che vengono da fuori sui cantieri. Le nostre aziende non sono quasi mai invitate». Ai costruttori, insomma, le norme di "non zonizzazione" previste dal decreto del governo Renzi con le linee guida dell'Anac di Raffaele Cantone non sono mai piaciute: «Un decreto nato male e che ha ricevuto critiche anche dalle stesse stazioni appaltanti». Che ora potrebbero sparire, per fare posto a norme più "light" anche sugli affidamenti diretti, fino a 150 e 300 mila euro in alcuni casi. Completamente diverso, invece, il parere sui subappalti: «A noi il 30 per cento andava bene. Siamo imprese piccole. Chi vince fa il massimo ribasso e il prezzo nei subappalti si riduce per chi prende lavori di seconda mano, con tutti i rischi connessi nei pagamenti durante gli stati d'avanzamento e sino a quello finale. C'è poi il problema dei dirigenti che a volte, pur di non firmare, preferiscono accantonare o rimandare opere cantierabili, che sono bloccate». Esempi? «Preferisco non scendere nel dettaglio». Intervengono nel dibattito anche gli ingegneri. «Ci sono state diverse modifiche ed emendamenti dal varo del decreto fino a queste ultime fasi che precedono la conversione», dice il presidente dell'ordine provinciale Riccardo Restani, che è anche funzionario del Comune di Sanremo: «Auspichiamo chiarezza e di capire in che direzione andrà il codice dei contratti». L'ex presidente e consigliere dell'ordine Enrico Ingenito ha invece lavorato per chiudere la questione delle normative antisismiche che rendono più lunghe le pratiche edilizie per numerosi Comuni imperiesi, compreso il capoluogo e Sanremo, soggetti ad autorizzazione preventiva della Provincia. «La normativa - spiega Ingenito - aveva provocato l'ingorgo nell'ufficio antisismica del'ente ma il problema è stato di recente tamponato con una soluzione sostenuta da un parere legale: passati 30 giorni in cui l'ufficio non si esprime è possibile procedere. Con lo sblocca-cantieri le autorizzazioni preventive saranno necessarie solo per le opere strategiche, gli interventi di adeguamento sismico e le nuove costruzioni complesse. Ho proposto all'onorevole Flavio Di Muro un emendamento che definisca chiaramente quale sarà il grado di complessità. Ricordo comunque che i controlli e le norme antisismiche non spariranno ma saranno sempre eseguiti a campione». -

Foto: Enio Marino, presidente di Ance Confindustria


Foto: Lega e Cinquestelle hanno trovato l'accordo sul decreto sblocca cantieri


Foto: Fulvio Fellegara, segretario provinciale Cgil