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18/12/2018

Settore elettrico acqua e gas a rischio: in sciopero 200 operai

Il Tirreno - Manuela D'Angelo

Il presidio sotto palazzo Ducale di Flaei, Filctem e Uiltuc Se nascerà una macro area i servizi capillari verranno meno in discussione il codice degli appalti
massa. Per il momento non si prospettano tagli al personale, e non ci sono posti di lavoro a rischio, ma il comparto del settore elettrico, gas ed acqua della Provincia di Massa Carrara, circa 200 addetti, si sono uniti allo sciopero generale di ieri mattina, proclamato da Flaei e Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec, e hanno effettuato un presidio davanti a palazzo Ducale, per poi essere ricevuti in delegazione dal Prefetto e dal sindaco di Massa. In discussione in queste ore, oltre all'ipotesi di escludere la geotermia dalle fonti di energia rinnovabile, c'è l'articolo 177 del codice degli appalti che, secondo gli ultimi indirizzi, stabilisce che i titolari di concessioni (del servizio pubblico) che abbiano ricevuto l'affidamento senza gara, dovranno affidare una quota pari all'80% dei propri contratti, mediante una nuova procedura a evidenza pubblica.Significa che, in un sol colpo molte società si trasformerebbero in piccole società appaltatrici. Assieme ai lavoratori ieri mattina c'erano Paolo Desolati, segretario della Flaei Cisl di Massa Carrara, Stefano Tenerini della Femca, e Nicola Del Vecchio per la Filctem. I tre sindacalisti parlano della possibilità che soprattutto la Lunigiana possa rimanere scoperta, in parte, dai servizi, dopo che dal primo gennaio verrà chiusa l'unità operativa di Pontremoli e accorpato il personale ad Aulla. Il rischio è che si crei l'ennesima macro area, con un unico centro di gestione tra Massa Carrara, Lucca e Pistoia, incapace di occuparsi del servizio in maniera capillare e di intervenire prontamente a seguito di un fortunale, magari in Lunigiana, dove le distanze già adesso creano problemi agli addetti.Sul territorio provinciale sono interessati sei gestori: Gaia, Italgas, 2 I rete gas, Edison, Enel e E- distribuzione. Il rischio, come ricordato dai sindacati, è che più avanti si passi a contratti con meno tutele, meno sicurezza e ad un rapporto utenti- dipendenti squilibrato e allo svuotamento di importantissime aziende operanti nel settore della distribuzione di energia elettrica e del gas in semplici stazioni appaltanti, quasi prive di ruoli --Manuela D'Angelo

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