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03/10/2020

Servono altre 39 aule scolastiche Il Comune spera nei privati

Corriere di Verona

EFFETTO COVID Bando di Palazzo Barbieri: «Il distanziamento richiede fabbisogno maggiore di spazi»
Centro scoperto La maggior parte degli spazi è richiesto dalle scuole Nogarola e Caliari, in centro storico
Cercasi aule... disperatamente. Nel comune di Verona ne mancano 39, quasi tutte in un solo istituto comprensivo, quello del Centro s t o r i c o . E n o n e s s e n d o «spuntate» da altre strutture analoghe (come scuole non più utilizzate, centri ricreativi o parrocchiali), il Comune, tramite l'assessorato al Patrimonio, ha lanciato un bando ai privati, il tutto per rispondere alle richieste degli istituti di adeguamento degli spazi per il rispetto delle normative anti-Covid. Si tratta, per certi versi, di una «mission impossibile», perché è chiaro che non qualsiasi immobile può essere riconvertito in struttura scolastica. Serve il rispetto di una lunga serie di regole e di vincoli e ci dev'essere una precisa certificazione antincendio e antisismica. Tuttavia, falliti gli altri tentativi, si prova questa strada. Il bando comunale pone queste priorità: ogni immobile «candidato» dovrà trovarsi «preferibilmente all'interno del territorio comunale e deve essere di proprietà dell'offerente». Le proposte possono essere presentate al protocollo del Comune di Verona in formato cartaceo, entro e non oltre le ore 13 del 9 ottobre, oppure via posta elettronica certificata entro l'11 ottobre. Verrà data la priorità agli edif i c i p i ù v i c i n i a l b a c i n o d'utenza. In particolare servono tre aule all'istituto comprensivo 2 del Saval, altre tre a comprensivo 16 della Valpantena (per la scuola elementare di Quinto). Ma l'Ic più «bisognoso» è l'8, quello del centro storico, nelle sedi (congiunte) delle elementari Nogarola e medie Caliari a due passi da Sant'Eufemia. Qui la ricerca si annuncia particolarmente difficile, soprattutto se si vuole trovare spazi nelle immediate vicinanze. Secondo la scuola, servono almeno 33 aule, un'enormità, un numero difficilmente spiegabile se si pensa che la scuola è attiva senza particolari problemi dal 14 settembre, con orari ridotti ma solo per mancanza di insegnanti. Non risultano, inoltre, che siano stati adottati turni per utilizzare gli stessi spazi più volte al giorno. Resta il fatto che la scuola ha ritenuto opportuno chiedere quegli spazi, già ad agosto. I tempi sono stati allungati dall'interlocuzione con il ministero. Ora che si è capito che non ci sono disponibilità di altre aule nelle scuole più vicine, si ricorre al bando. Insomma, se il bando è stato preparato ora, con possibilità di rispondere fino al 9 ottobre, non è colpa del comune, come sottolineano da Palazzo Barbieri. «Quest'anno il distanziamento e contingentamento degli studenti presenti in una stessa aula comportano un fabbisogno maggiore di spazi - è il commento dell'assessore al Patrimonio Edi Maria Neri -. Per questo si è resa necessaria la ricerca di nuovi immobili, possibilmente vicini alle strutture scolastiche, da adibire ad aule. Tutte le proposte presentate verranno vagliate e i tecnici del Comune effettueranno i sopralluoghi necessari a valutarne l'idoneità. Nell'arco di qualche settimana potrebbero essere già stipulati i contratti di affitto fino a giugno». Certo, tutto è subordinato dalla risposta che arriverà dal privato. In provincia, le soluzioni «creative» non sono mancate: a Valeggio, alcune classi si trasferiranno nell'ex ospedale, in altre località, da Villafranca a San Bonifacio, arriveranno i container. Davide Orsato

Foto: Distanziati Una classe veronese in questo anno scolastico