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15/07/2021

Servono 77 medici Solo 5 rispondono al bando dell’Ats

Eco di Bergamo - Carmen Tancredi

L'allarme Il dg Giupponi: «Presto pronto un documento di proposte». E appoggia il tirocinio professionalizzante Carretta (Azione): la Regione può e deve fare di più
Il bando era stato lanciato dall'Ats come una «svolta», per ridare ossigeno alla medicine di base, ormai allo stremo per carenza di professionisti: un bando lanciato a fine giugno, per coprire i 77 «ambiti territoriali carenti di assistenza primaria», in sostanza per coprire i posti vacanti di 77 medici di medicina generale. E si sperava che Bergamo, con quel bando, diventasse «polo di attrazione»: invece, in un quadro nazionale che ogni giorno segnala una pesantissima penuria di camici bianchi , gli esiti di quella chiamata alle armi sono davvero esigui, soltanto 5 candidature sono arrivate all'Ats di Bergamo per la copertura dei 77 ambiti carenti.

Il bando è scaduto venerdì scorso, in questi giorni verranno verificate le candidature, successivamente i singoli saranno contattati dall'Ats e avranno tre giorni per confermare o meno la loro volontà di assumere l'incarico.

Il direttore generale dell'Ats di Bergamo, Massimo Giupponi non nasconde di essere scoraggiato: «Di fronte a un fabbisogno importante le candidature pervenute sono purtroppo poche - ha commentato - . Il fatto che sia un problema comune a livello regionale e nazionale non è per noi motivo di consolazione. Per questo stiamo lavorando per la redazione di un documento che presenti proposte concrete a livello nazionale, regionale e territoriale». Il documento è un test che l'Ats predispone in forza del proprio ruolo di programmazione territoriale, finalizzato al coinvolgimento di tutti gli attori chiamati ad esprimersi sulle singole proposte e che sarà disponibile per la fine di luglio.

Le linee guida regionali

Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, la Regione ha lanciato una delibera di Giunta sulle linee guida per lo sviluppo del corso di formazione dei medici di medicina generale e l'inserimento del tirocinio professionalizzante. «L'attivazione del tirocinio professionalizzante potrebbe diventare una delle chiavi di volta per risolvere la cronica carenza di medici di medicina generale», specifica il dg Giupponi. E aggiunge: «Il principale cambiamento attivabile nel corso di formazione specifica in medicina generale riguarda il tirocinio professionalizzante in vece della parte di attività svolta in affiancamento in un ambulatorio di un medico di medicina generale. La normativa prevista durante la pandemia ha consentito ai medici tirocinanti di assumere incarichi, compatibili e riconosciuti ai fini del percorso formativo: in questo modo si è potuto contribuire ai bisogni del sistema regionale». Questa esperienza, rimarca l'Ats di Bergamo in un comunicato, ha evidenziato molti aspetti positivi e potrebbe ispirare una modifica normativa, confermando la possibilità per i medici tirocinanti di concorrere all'assegnazione degli ambiti carenti e a incarichi di sostituzione a tempo determinato (per almeno 6 mesi continuativi) di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. «Per questi incarichi, volendo valorizzare la formazione nell'ambito territoriale, si propone di vincolare la scelta al territorio dell'Ats-Polo formativo dove il tirocinante svolge il corso», specifica Giupponi.

La delibera regionale - continua il comunicato dell'Ats - , inoltre lancia una proposta di modifica all'accordo collettivo nazionale perché il massimale per i tirocinanti che assumono l'incarico nell'ambito delle aree carenti sia aumentato fino a 1.000 assistiti, per garantire che il servizio sia compatibile con la sostenibilità economica della gestione dell'ambulatorio, fermo restando che l'impegno orario non dovrà interferire con l'attività didattica; inoltre, ai tirocinanti che frequentano il tirocinio professionalizzante dovrebbero essere riconosciuti gli stessi incentivi degli altri medici di medicina generale.

Carretta: troppa confusione

L'Ats, nel comunicato ricorda anche che il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a farsi portavoce presso il governo, affinché si possano incrementare i finanziamenti per le borse di studio, aumentare la quota di assistiti per ogni medico, semplificare l'accesso agli ambiti carenti di medici e rimodulare gli accessi alla facoltà di Medicina.

Sulle basse adesioni al bando dell'Ats ieri è intervenuto anche il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta: «Numeri che certo non possono che allarmare. Mi chiedo - prosegue Carretta - se a questo punto il bando sia stato redatto in maniera chiara e sia stato comunicato attraverso tutti i mezzi a disposizione. Temo che sul tirocinio professionalizzante ci sia ancora troppa confusione che, certamente, non aiuta e non sospinge l'adesione. Regione può e deve fare di più, sempre che abbia intenzione di abbandonare l'atteggiamento attendista di questi anni nei confronti del governo centrale che, certamente, ha la sua quota di responsabilità».