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10/01/2020

Servizio riscossioni, a rischio 10 posti

Il Centro

»lotta al precariato nuovo appalto
Il Comune non inserisce la clausola sociale nel bando. La Filcams Cgil attacca, il sindaco: «Stiamo studiando se è possibile»
di Antonella Formisani TERAMO Il Comune di Teramo rischia di scivolare sull'appalto del servizio riscossione tributi. A dare notizia del rischio di caduta - in termini di immagine e di contenuti - è la Filcams Cgil che parla del bando di gara pubblicato il 13 dicembre, e che scadrà il 22 gennaio: «con nostro grande dispiacere abbiamo appreso del mancato inserimento delle clausole sociali riguardanti le lavoratrici e i lavoratori impiegati nell'appalto: potrebbe determinare la perdita del posto di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori impiegati attualmente nel servizio», scrivono il segretario della Filcams Mauro Pettinaro e il segretario generale della Cgil Giovanni Timoteo , «abbiamo avuto un'interlocuzione con l'amministrazione comunale: ci ha riferito che ha effettuato le opportune verifiche, ma ad oggi nessuna modifica è stata effettuata. Le clausole sociali, infatti, servono proprio per cercare di non precarizzare ulteriormente un settore, quale quello degli appalti pubblici, continuamente minato dalle condizioni economiche, dalle volontà politiche e dal mantenimento dei livelli dei servizi erogati. Per questo riteniamo assolutamente prioritario l'inserimento delle clausole sociali e la contestuale modifica del bando di gara d'appalto». In sostanza sono a rischio una decina di posti, sono tanti a Teramo i dipendenti della Soget, che è in scadenza di appalto. A dire il vero il bando ne prevede 15. Pettinaro ricorda che «il codice degli appalti sancisce in maniera chiara e inequivocabile l'inserimento delle clausole sociali e la salvaguardia occupazionale in occasione di continuità lavorativa. La Filcams Cgil già il 3 maggio, per conto dell'organizzazione sindacale regionale, aveva inviato al Comune di Teramo una lettera in cui si chiedeva e si intimava il rispetto della salvaguardia occupazionale anche in caso di internalizzazione del servizio». Il sindaco, Gianguido D'Alberto , dal canto suo, dice che per ora non c'è nulla di definitivo: «Abbiamo avviato o le verifiche con i nostri uffici: le nuove linee guida dell'Anac sembra che escludano la clausola sociale, essendo un lavoro intellettuale e non un servizio con utilizzo di manodopera. Abbiamo chiesto un approfondimento e gli uffici non ci hanno ancora risposto». Il tempo stringe, se si deve modificare il bando e si vogliono evitare i licenziamenti. Ma il sindaco si dice fiducioso e ricorda che negli altri bandi la clausola è stata inserita. Una magra consolazione per i dipendenti in bilico. Intanto, la Filcams propone un tavolo volto alla stesura di un protocollo di intesa tra il Comune e sindacati per stabilire regole, priorità e volontà politiche sulle gare di appalto: «così avremo sicuramente una tutela maggiore per i lavoratori e uno strumento che combatta davvero il precariato». La Cgil assegna dunque una sonora bocciatura al bando in questione, «con una contrarietà che ci rammarica in quanto, solo qualche mese fa, avevamo apprezzato il lavoro svolto dagli stessi uffici per il bando del servizio mense scolastiche che prevedeva non solo l'applicazione delle clausole sociali, ma anche garanzie dei livelli retributivi e contrattuali».

Foto: Il sindaco Gianguido D'Alberto e il sindacalista Mauro Pettinaro