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10/06/2021

Servizio idrico, è il giorno del Tar sulla richiesta di sospensiva

La Sicilia

BANDO IN BILICO
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Il Tar, oggi, potrebbe concedere la sospensiva del bando comunale in piena gara per l ' affidamento del servizio Idrico. E rinviare all ' udienza di discussione sul merito. Oppure rinviare senza sospensiva, visto che la richiesta del legale del Comune sarà quella del rinvio. Dipenderà anche dalla strategia dei difensori della Siam, società che ha impugnato il bando. Oggi, infatti, dinanzi alla terza sezione del tribunale amministrativo catanese è fissata la Camera di consiglio per discutere il ricorso dell ' attuale gestore del servizio. Nel frattempo non si placano le contestazioni nei confronti di questo bando comunale che vorrebbe affidare il servizio per due anni (più un eventuale terzo) per un importo totale di 57 milioni. Gara ponte nell ' attesa che l ' Ati, ossia l ' organo deputato a farlo per legge, sia nelle condizioni di affidare il servizio a una società consortile pubblica (come votato dall ' as semblea dei sindaci). Salvo ricorsi, anche in quel caso. Visto che Siam ha impugnato anche quella delibera che vorrebbe pubblico il definitivo gestore unico del servizio in ambito provinciale. In attesa, insomma, dell ' evolversi delle vicende di giustizia amministrativa il bando del Comune colleziona critiche. Ne sollecita il ritiro in autotutela Giovanni Cafeo, deputato regionale di Italia viva. Per Cafeo il bando «presenta incongruenze e disattenzioni che, se viste nell ' insieme, rischiano di renderlo più un disincentivo agli investimenti che un ' opportu nità per la città». E non tanto per la discussa clausola sociale «che, seppur presente, non garantisce l ' assunzione di tutta la forza lavoro attualmente in capo al gestore». Ma anche perché, secondo Cafeo, «su un massimo di 75 punti assegnabili soltanto una decina riferiscono a nuovi investimenti mentre il resto del punteggio sembra voler premiare» una tipologia di gestore che svolga «il semplice ruolo di erogatore di servizi e che tappi falle». L ' ideale, per il deputato di Iv, sarebbe stato adeguare la durata all ' effettiva partenza dell ' Ati, «ma soprattutto impostare la necessaria rimodulazione dei costi non a scapito del personale ma sul taglio dei costi fissi». Non è generoso nemmeno il commissario di Fi Bruno Alicata. Che si concentra sulla clausola sociale contestata. Per Alicata «non tutelerebbe appieno i lavoratori». E spiega: «Se si fosse fatto ricorso all ' art. 137 del Dl 152/2006, ancora in vigore e mai abrogato, la garanzia del posto di lavoro per tutto il personale Siam sarebbe stata totale e incondizionata. Ancora oggi, non è dato sapere per quale motivo si sia scelta la strada più penalizzante per i lavoratori». Per Alicata non si comprende perché lo scorso bando, che risale all ' amministrazione Garozzo (dove Italia era vicesindaco) sia stato sensibile alle vicende dei lavoratori e questo no. E non si comprende, secondo Alicata, anche perché Italia non lo ha spiegato: «Anzi - ha detto - ancora una volta l ' indolen te Primo cittadino non trova di meglio, su una vicenda delicatissima per i lavoratori Siam, che reagire in modo apatico al cospetto di civili richieste di chiarimenti ad opera di un parlamentare nazionale». Il commissario di Fi si riferisce alla nota della deputata azzurra Stefania Prestigiacomo. Italia si sarebbe limitato a far replicare al suo assessore, Carlo Gradenigo, che secondo Alicata non avrebbe «chiarito alcunché», mischiando il ricorso al Tar di Siam con lo stato di agitazione dei lavoratori, «due cose distinte e separate». M ASS OR

Foto: La protesta dei dipendenti della Siam