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10/04/2021

Servizi tecnici, le onlus in corsa

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Novità nel disegno di legge europea approvato alla camera che modifi ca il codice appalti
Subappalto: eliminato il tetto del 40% dello sblocca cantieri
Soppressione dell'obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori in sede di offerta; cause di esclusione indicate direttamente dal subappaltatore e non dal concorrente che gli affida i lavori; ammessi anche altri soggetti (esempio fondazioni e onlus) alle gare per servizi tecnici. Sono questi alcuni degli elementi di maggiore novità contenuti nel disegno di legge europea 2019/2020 approvato in prima lettura dalla Camera giovedì primo aprile e adesso passato al Senato. Le modifiche al codice dei contratti pubblici sono contenute nell'articolo 8 e sono principalmente dettate dal fi ne di conformarsi a quanto indicato nella procedura di infrazione europea 2018/2273 che ha contestato all'Italia l'incompatibilità di alcune disposizioni dell'ordinamento interno in materia di contratti pubblici. Nell'articolo 8 della legge europea si affrontano alcuni punti della procedura di infrazione. In primo luogo, viene riformato l'articolo 80, commi 1 e 5, del Codice al fi ne di eliminare la possibilità che un operatore economico possa essere escluso da una procedura di gara, quando la causa di esclusione riguardi non già l'operatore medesimo, bensì un suo subappaltatore, nei casi di obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta (disposizione del codice appalti ritenuta dalla Commissione Ue contraria al principio di proporzionalità di cui all'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2014/24) o, indipendentemente dall'importo a base di gara, che riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infi ltrazione mafi osa. In sostanza, un operatore economico non potrà più essere escluso da una procedura di gara quando la causa di esclusione riguardi non già l'operatore medesimo, bensì un suo subappaltatore proposto obbligatoriamente in sede di offerta. È stato quindi toccato anche il comma 7 dell'art. 80 del Codice per limitare al solo operatore economico (escludendo quindi il subappaltatore) la possibilità, in caso di ravvedimento operoso dopo un giudizio defi nitivo per determinati reati, di essere ammesso a partecipare alle procedure di appalto. In secondo luogo, con le modifiche all'articolo 105, commi 4 e 6, del Codice, è stato previsto che il concorrente non debba più indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta, per appalti di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore alle soglie Ue, o, indipendentemente dall'importo a base di gara, per le attività maggiormente esposte a rischio di infi ltrazione mafi osa. Eliminata anche la norma transitoria del decreto «sblocca cantieri» che prevede che le stazioni appaltanti fissino la quota del subappalto con il tetto del 40%, facendo salvo però il limite del 30% per le opere specialistiche. Nel testo approvato alla camera viene, inoltre, stabilito che non sia più il concorrente che subappalta determinate attività bensì il subappaltatore a dimostrare l'assenza dei motivi di esclusione. Analogamente, per le concessioni si elimina l'obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori intervenendo sull'articolo 174, commi 2 e 3 del Codice. Si stabilisce poi, con una modifica al dm 192/2017 che disciplina le procedure di scelta del contraente e l'esecuzione del contratto da svolgersi all'estero, la possibilità per gli eventuali subappalti di superare complessivamente il 30% dell'importo complessivo del contratto. L'articolo 8 è stato poi modifi cato durante la discussione in commissione prevedendo anche una modifi ca all'articolo 46 del Codice dei contratti pubblici per includere, tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affi damento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria, anche altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato i medesimi servizi (ad esempio fondazioni e onlus). © Riproduzione riservata