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27/03/2021

Servizi pubblici, troppi in house

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Segnalazione dell'Antitrust al governo con proposte per il disegno di legge sulla concorrenza
Concessioni autostradali: portare all'80% i contratti esterni
Ancora troppo in house nella gestione dei servizi pubblici, per cui si rende necessaria una disciplina organica trasparente e ispirata alla concorrenza; rimuovere barriere amministrative per aumentare la produttività; aumentare tetto del 60% per il ricorso al mercato nelle concessioni. Sono questi soltanto alcuni dei temi toccati nella segnalazione che il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), Roberto Rustichelli, ha inviato al presidente del consiglio dei ministri contenente le proprie proposte ai fini del disegno di legge per la concorrenza. Rispetto ai servizi pubblici locali l'Agcm ha rilevato «la necessità di disciplinare in modo organico le modalità di affi damento e la gestione dei servizi» perché «una parte ancora molto signifi cativa del mercato dei servizi pubblici locali è gestita in base ad affi damenti attribuiti a soggetti che non sempre rispettano i necessari requisiti dell' in house providing. La ricetta dell'Agcm è quella che ha come obiettivo i principi di trasparenza, fondamentale per ottenere un «quadro normativo improntato a principi di trasparenza, confronto competitivo che consenta di raggiungere adeguati livelli di qualità dei servizi». A questo fi ne l'Agcm ha ritenuto essenziale individuare «il momento in cui l'amministrazione deve rendere nota la decisione di ricorrere all'affi damento in house »; si suggerisce che sia quello dell'atto in cui si decide di optare per il regime di autoproduzione: è in quell'atto che deve essere contenuta la motivazione del ricorso all' in house Nella segnalazione si cita un dato di particolare importanza: soltanto la rimozione delle barriere amministrative nei settori non manifatturieri indurrebbe un aumento della produttività del 25%». Applicando tale principio alle gare di appalto l'Agcm ha proposto di fare massiccio ricorso all'autocertifi cazione per la partecipazione alle gare di appalto implementando i controlli ex post anziché ex ante. Importante è anche il tema delle concessioni per le quali l'Autorità ha suggerisce al governo di intervenire con proposte ovviamente in linea con le previsioni della cosiddetta direttiva Bolkestein, che, come è noto, prevede la revoca delle proroghe e l'indizione di gare per le spiagge e per il commercio ambulante. Per le concessioni autostradali è stata criticata la proroga al 31 dicembre 2021 dell'obbligo di affi dare il 60% dei contratti a terzi (senza ricorso all' in house providing) e si è chiesto anche di portare la percentuale dal 60 all'80%. Importante è anche l'accenno alla necessità di «ridurre gli oneri burocratici che rappresentano un significativo ostacolo all'attività di impresa e creano barriere all'apertura dei mercati»; all'Authority appare necessario quindi «semplifi care e rendere più celere la conclusione dei procedimenti». Altro tema toccato nella segnalazione è quello della specializzazione delle stazioni appaltanti e la digitalizzazione delle procedure. Il riconoscimento di una più ampia discrezionalità delle stazioni appaltanti nel rispetto delle regole deve accompagnarsi, ha affermato l'Antitrust, ad una riqualifi cazione delle stesse, le quali, una volta individuati i propri bisogni, devono poter applicare in modo appropriato le diverse procedure e i diversi criteri di aggiudicazione, senza essere costrette a usare modelli eccessivamente rigidi. E, infine, si arriva al tema della sospensione del codice appalti per il quale si prevede l'affi damento dei contratti in base alle sole direttive Ue e con superamento degli attuali vincoli su subappalto, obbligo di affi dare lavori sulla base di progetti esecutivi, limiti all'avvalimento. © Riproduzione riservata