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21/07/2021

Servizi pubblici, rinvio per le esternalizzazioni La Filctem: non basta

Gazzetta di Mantova

altre proteste in vista
Dopo lo sciopero nazionale che il 30 giugno ha visto i lavoratori dei settori energia e ambiente manifestare in piazza Martiri di Belfiore per dire no all'articolo 177 del codice degli appalti e alle esternalizzazioni che imporrebbe ai servizi pubblici una volta entrato in vigore, il Parlamento opta per un ulteriore rinvio dal 31 dicembre prossimo alla fine del 2022. A darne notizia sono stati i deputati del Pd Chiara Braga, Romina Mura e Antonio Viscomi: «Con l'approvazione dei nostri emendamenti al decreto Semplificazioni viene rinviato il termine di entrata in vigore dell'articolo 177. Ora con la legge delega sugli appalti lavoreremo alla modifica definitiva del contenuto». Soddisfatti a metà i sindacati pronti a tornare alla mobilitazione: chiedevano non un ulteriore rinvio ma lo stralcio dell'articolo 177 che nella nostra provincia riguarda circa mille lavoratori tra i 590 addetti del settore elettrico e gas-acqua e oltre 400 del comparto igiene ambientale. «La proroga di un ulteriore anno è un primo risultato della mobilitazione nazionale del 30 giugno - dichiara Alessandra Viapiana segretario con delega al settore della Filctem Cgil di Mantova - che ha visto una massiccia adesione tra i lavoratori mantovani e la grande partecipazione al presidio di piazza Martiri. Il risultato ottenuto con lo sciopero però non basta: l'ennesima proroga sposta solo un problema che invece va risolto una volta per tutte con lo stralcio definitivo della norma». E a sottolineare che «la politica ha ascoltato le ragioni dei lavoratori ma poi non si è assunta la piena responsabilità sull'argomento» è il segretario generale della Filctem Michele Orezzi che preannuncia nuove mobilitazioni. «Non si può continuare a spostare il problema pur di non decidere una volta per tutte - aggiunge - è una norma che a parole tutti reputano dannosa ma che nessuno vuole affossare definitivamente. Visto che la mezza decisione assunta non è risolutiva, lo scenario più plausibile è che tra si torni alla mobilitazione generale in tutti i comparti interessati tra settembre e ottobre: finché non cambierà». - M.V.

Foto: Il presidio del 30 giugno in piazza Martiri