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20/03/2021

Serve un commissario per il Teatro dell’Opera

Il Tempo - SUSANNA NOVELLI

Consulenze e attività
a pagina 17 ••• Tante domande ancora senza risposta sulla vicenda del Teatro di Roma, l'ente culturale del Comune di Roma e della Regione Lazio che gestisce l'Argentina, il Valle e l'India. Ad accendere i riflettori su una gestione contestatadallostessoCollegio dei Revisori che per tre volte ha rispedito al mittente,ovveroalConsigliodiamministrazione, il bilancio dell'associazione,l'onorevoleFedericoMollicone,capogruppodiFratellid'ItalianellaCommissioneCulturadella Camera dei deputati, con diverse interrogazioni. Onorevole Mollicone, da tempo chiede trasparenza sui conti del Teatro di Roma,possibilechenonabbia ricevutoancorarisposte,eppuresitrattadiunentepubblico? «Dai vertici del Teatro di Roma per ora non abbiamo avutorisposte.Pertrevolteè stato presentato dal ConsigliodiAmministrazioneilbilancio preventivo e per tre volte il Collegio dei Revisori haespressoparerenonfavorevole. Una situazione di omertàgenerale.Parafrasando Shakespeare, "c'è del marcio al Teatro di Roma". Gli stessi consiglieri e il Collegio, a quanto ci risulta, non sarebbero stati messi a conoscenza, se non dietro sollecitazione del collegio, di notizie e documenti fatti. Quella di Bevilacqua è una gestione monocratica, non trasparente e non collegiale dell'Associazione. Abbiamo diffidato la Raggi col capogruppoinAssembleaCapitolinaAndreaDePriamosollecitando l'accesso agli atti relativi al TdR, ora anche sullo stato dei lavori del Teatro Valle. Chiediamo al sindaco Raggididaredisponibilitàdi questi atti e documenti immediatamente o la riterremo complice. Ricordiamo che sono soldi dei romani e degli italiani». Tralecontestazionimaggiori emerse nella relazione del Collegio dei Revisori, le speseperleconsulenze,anche in questo anno di pandemia a teatro chiuso.... «Sì, tra i rilievi emersi nella relazionedelCollegiodeiRevisori, oltre alla carenza di informativa, la mancanza di principi cardine del bilancio (coerenza, veridicità, prudenza), c'è uno specifico allarme relativo alle spese di consulenza (preventivate per oltre 500.000 Euro) rispetto alle quali il Collegio stessosottolineal'opportunitàelanecessitàdiriduzione, soprattutto in momento di pandemia, a teatri chiusi. In particolare, essendo il TeatrodiRomainesercizioprovvisorio in attesa dell'approvazione del preventivo ora non potrebbe nemmeno stipulare contratti. Eppure ogni anno sembra ci sia lo sperpero di centinaia di migliaia di euro tra appalti e consulenze. Prendo un esempio: 260 mila alla voce graficaeventiemanutenzione,persinonel2020.Perfare cosanessunolo sa,con iteatrichiusi.La stessarelazione delCollegiodei Revisoridello scorso 23 novembre indicava la possibilità di danno erariale per "gli incarichi esterni a professionisti". In talunicasi,sisarebbe"duplicata la medesima consulenza, con il latente rischio che siariconosciutalanaturasubordinata della prestazione". Ancora, sempre la Relazione ci dice che ogni scelta dei contraenti del Teatro di Romasarebbestataeffettuata"inassenzaparzialeototale delle procedure previste dal codice degli appalti"». Il Valle occupato, poi "liberato"dall'exvicesindacoLucaBergamo.Unapaginaancora non letta forse. Sembrerebbeinfattichei"disoccupati" del Valle abbiano trovatounanuova"occupazione". Le risulta? «Non vorremmo, come da nostra ipotesi, che gli occupanti del Valle siano stati reinseriti al Teatro India, su indicazione di Bergamo fingendo lo sgombero, tanto più che sembrerebbe che alcunidiessisianostatiassunti tramite il sistema delle compagnie. Ci risulterebbero,infatti,compagniescritturateinperiodiCovidconmigliaiadisoldideicontribuenti. Basta leggere la programmazione sui siti ufficiali. Sarebbe un'ipotesi gravissima: invece di essere perseguiti, gli occupanti del Teatro Valle, un bene pubblico ora reso indisponibile, di cui sono un mistero anche i lavori chelotengonochiusoalpubblicotrannechepergliscritturati, ora sarebbero ricollocatialTeatroIndia.Edificidi proprietà pubblica sarebberostatiutilizzatiancheinperiodo Covid per registrazioni e laboratori, forzando il perimetro della legalità. Nei prossimi giorni di zona rossadelLazio,coniteatrichiusi,sarebberoincorsoattività allo stesso India, con i soli scritturati. Abbiamo inviato una richiesta di accesso agli atti sullo stato dei lavori del Valle con il capogruppo De Priamo. Lavori di cui non si conosce il valore finale e lo stato dell'arte» A noi risulta un accesso agli atti da parte del capogruppo capitolino di Fdi, Andrea De Priamo, proprio per capire quante e quali sianoleconsulenzedelTeatro di Roma, ha ricevuto risposta? «Chiedemmo un accesso agli atti già nel dicembre 2020 a fronte dei rilievi della Relazione del 23 novembre. Lo abbiamo già rinnovato ma ad oggi non abbiamo avuto risposta. Chiediamo trasparenza al sindaco Raggi,sonosoldideicontribuenti. Abbiamo già inviato un esposto sia all'Anac che alla Corte dei conti. Abbiamo, inoltre, presentato ulteriori accessiagliattipergliincarichi, consulenze tecniche ed emolumenti erogati anche attraversoformecontrattuali indirette a partite Iva formulati presso il Teatro India». Nella relazione dei Revisori è scritto che la componente del Cda di Teatro di Roma nominatadalMinisterodella Cultura abbia sempre espresso voto contrario ai bilanci, invece approvati dal Cda. Possibile che in questa vicenda neanche il ministro Franceschini riesca a fare chiarezza? «La gestione Bevilacqua è piena di opacità relative a consulenze e appalti. Va commissariato immediatamente. Addirittura, è stata nascostalarichiestadidocumentazione da parte della Procura sull'attribuzione ad una sola ditta di un totale di 90 mila euro di appalti, in una sola giornata con tanto di sequestri da parte delle forze dell'ordine quando BarberioCorsettieradirettore e aveva potere di firma. Poi dopo quella vicenda fu dimissionato e riassunto come consulente artistico con onerosobudget. Puro masochismo istituzionale o peggio altro». La prossima mossa? «Andremo fino in fondo e chiederemo il commissariamentodell'enteTeatrodiRoma, ripristinando la legalità e la trasparenza in quella che è sempre stata un'autorevole istituzione culturale. E aspettiamo la conferma sulle assunzioni o scritture di chi occupò illegalmente il teatro o comunque faceva parte del movimento degli occupanti.Il Teatrodi Roma èunteatronazionaleemeritadirinascere,oggièumiliato e dissanguato da clientele e incapaci».

Foto: Federico Mollicone Deputato FdI e membro della Commissione Cultura a Montecitorio Argentina Una panoramica del teatro, chiuso come nel resto del Paese a causa del coronavirus, le spese però corrono ugualmente