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05/03/2020

«Serve un commissario come con il Ponte Morandi»

Eco di Bergamo - silvia egiziano

La Regione Sala: chiediamo al governo di riconoscere liquidità alle imprese per i mancati guadagni. «La Lombardia sia tutta zona rossa per l'economia»
Una «terapia shock», con la nomina di un commissario straordinario per le imprese, sul modello di quanto messo in campo a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi.

È questa la richiesta avanzata dalla Regione Lombardia al governo per risollevare l'economia lombarda messa a dura prova dall'emergenza coronavirus. Oggi pomeriggio il presidente della Regione Attilio Fontana parlerà con il premier Giuseppe Conte in videoconferenza. «Abbiamo individuato le proposte da presentare al governo relative alle misure finanziarie da adottare per sostenere i nostri lavoratori e imprenditori che stanno subendo gravi danni dall'emergenza coronavirus», ha annunciato ieri Fontana. «Le proposte traggono origine dall'incontro che abbiamo avuto con il Tavolo dello Sviluppo» ha spiegato il governatore, aggiungendo che le richieste sono «oggetto di condivisione anche con le altre Regioni coinvolte, Veneto ed Emilia Romagna».

A elencare le proposte della Regione è stato il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala. «Chiederemo al governo - ha detto Sala - di attuare misure shock sul modello del Ponte Morandi di Genova, riconoscendo alle imprese liquidità come sostegno per mancato guadagno. Tutta la Lombardia deve diventare economicamente una zona rossa». Nello specifico, la Lombardia chiede la nomina di un commissario straordinario per le imprese, così come avvenuto a Genova dopo il crollo del ponte. «Le aziende colpite dall'attuazione delle ordinanze - ha spiegato infatti il vice presidente - devono poter godere di un sostegno per mancato guadagno o per disdette facendo riferimento alla media degli ultimi 3 anni fino ad un massimo di 200.000 euro». Il pacchetto di interventi comprende la possibilità di anticipare fino al 70% della Pac alle imprese agricole, oltre a una maggiore flessibilità per l'utilizzo dei fondi europei.

Dal tavolo con gli operatori economici e le parti sociali è emersa anche la necessità di riallocare le risorse dei Fondi Strutturali non assegnati o impegnati da parte di Regioni non interessate in misura rilevante dall'emergenza sanitaria, il sostegno per la liquidità delle aziende con fondi pubblici e un rafforzamento dei Confidi, ma anche la possibilità di andare in deroga al codice appalti. Sul fronte fiscale, inoltre, il documento elaborato in Regione prevede la sospensione, la rateizzazione fino alla cancellazione degli obblighi per l'anno d'imposta in corso per tributi e tasse nazionali e locali: Iva, Irpef e tributi locali, con contemporanea compensazione delle risorse per i Comuni.

Secondo le stime relative alla prima settimana dall'esplosione dei casi di infezione, «nel settore del commercio si registra una contrazione del fatturato rispetto allo scorso anno del 50%, con picchi, in alcune zone, dell'80% e anche del 90%: una frenata dell'economia che va tamponata in fretta» è stata la preoccupazione espressa dal vice governatore.

In attesa dei provvedimenti del governo, intanto per dare ossigeno alle piccole e medie imprese lombarde, la giunta regionale ha approvato una delibera che mette a disposizione mezzo milione di euro per l'abbattimento dei tassi di interesse. L'operazione garantirà ulteriori finanziamenti di 15 milioni di euro erogati da Finlombarda e dal sistema bancario a tassi agevolati a imprese, professionisti e studi associati, all'interno della misura «Credito Adesso».