MENU
Chiudi
04/09/2018

«Serve un commissario che agisca in deroga al codice degli appalti»

Il Sole 24 Ore - Raoul de Forcade

INTERVISTA/1 Giovanni Mondini . Il presidente di Confindustria Genova chiede tempi certi per la ricostruzione del Ponte
'' Va bene se al concessio-nario si affianca Fincantieri, l'importante è che la governance non rallenti le opere Giovanni Mondini
Nominare al più presto un commissario straordinario, che possa agire anche in deroga al codice degli appalti, per la demolizione e ricostruzione del viadotto sul Polcevera, in parte crollato il 14 agosto scorso; e dare tempi certi per la realizzazione di un nuovo ponte. Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, ritiene fondamentali questi due passaggi per assicurare alle imprese del territorio che l'opera non si arenerà.

Quali sono le richieste delle imprese rispetto alla situazione creatasi col crollo del Morandi?

Siamo chiaramente in una situazione di emergenza e quel che resta del Morandi va demolito e ricostruito al più presto. Mi pare che siano su questa linea di pensiero sia le categorie produttive che il mondo politico, quanto meno quello ligure.

E i tempi?

Sono assolutamente urgenti. Anche perché occorre dare certezze a chi ci vede da fuori, dagli operatori economici a quelli turistici. Se non diamo loro queste certezze sui tempi si rischia che Genova rimanga sempre più isolata.

In concreto cosa si dovrebbe fare?

Partire con la nomina di un commissario unico straordinario per la demolizione e ricostruzione del ponte. Questo sarebbe un segnale già fondamentale perché se non lo si fa, vuol dire che si procederà con le usuali procedure, il che significa non uscirne più. Sappiamo benissimo che per progettare e costruire un'opera infrastrutturale in Italia, ancorché il ponte in questione non abbia un costo esorbitante, i tempi sono lunghissimi. Insomma, per il Morandi serve procedere in deroga rispetto alle norme del codice degli appalti e con la nomina, come dicevo, di un commissario. Bisogna pensare a un affidamento diretto. Ciò non vuol dire, ovviamente, che non vada fatto con tutti i crismi; in questo mi allineo alle posizioni dei sindacati.

Si dovrebbe affidare l'opera ad Autostrade per l'Italia?

Oggi quel tratto di autostrada ha un concessionario e la realizzazione dell'opera dovrebbe passare attraverso il concessionario. Poi, se a questo si affianca no , con un'operazione di più ampio respiro, Fincantieri o altri, va benissimo. Basta però che un simile iter non rallenti i tempi, creando una governance ingestibile.

Che tempi immagina per un nuovo ponte?

Una volta data l'impostazione che ho detto, ci si dovrà fidare del soggetto al quale l'opera è stata appaltata. L'importante è che i tempi di realizzazione si sappiano; che siano, 12, 18 mesi o massimo - speriamo - 24, sapremmo almeno che il processo è partito. E fa molta differenza sapere che l'orizzonte è di un anno e mezzo, massimo due o essere di fronte a una totale incertezza.

E le altre opere in fieri, come la gronda autostradale di Ponente?

Non c'è dubbio che serva tutto. La gronda era già determinante e urgente prima del crollo del Morandi, figuriamoci adesso. Anche quando il ponte sarà rifatto, la gronda rimarrà prioritaria. Lo stesso vale per il terzo valico ferroviario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore