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11/05/2021

Serra madre tra arte e verde c’è una fabbrica creativa ai Margherita

La Repubblica - Marco Bettazzi

L'economia
● a pagina 7 Le Serre dei Giardini Margherita raddoppiano. Entro giugno 2022 Kilowatt, la realtà che le gestisce, aprirà nuovi spazi per artisti, ricercatori e imprese. «Con la cultura e l'arte possiamo cambiare gli stili di vita, nel segno della sostenibilità», spiega Nicoletta Tranquillo, uno dei soci-fondatori.
Come nasce Kilowatt? «Ci definiamo un "ibrido organizzativo". Nasciamo nel 2011 come associazione per gestire uno spazio co-working in centro, poi nel 2012 vinciamo il bando per la gestione delle Serre dei Giardini Margherita, chiuse e abbandonate da anni, e apriamo la cooperativa, che controlla al 100% una srl che gestisce il bar, per avere una gestione più trasparente. Nella rigenerazione delle Serre abbiamo investito 600mila euro. Nel 2019 la coop ha fatturato 700mila euro e la srl circa un milione. La coop conta 16 tra soci e dipendenti, tutti fissi, la srl ha 20 dipendenti a tempo indeterminato e 35 d'estate».
Col Covid cos'è successo? «Il fatturato della coop è calato del 5%, ma nel 2021 prevediamo una crescita del 7%. La srl invece è calata del 30%. Abbiamo dovuto tagliare un po' l'attività culturale, che da noi è sempre gratuita, ma ci siamo dedicati al nostro nuovo progetto, reso possibile dal bando che nell'estate 2020 ci ha assegnato per 16 anni anche l'ultima parte delle Serre rimasta inutilizzata: si tratta di 600 metri quadri più 2.500 metri all'aperto con cui raddoppieremo gli spazi attuali. Si chiamerà "Serra madre"».
Cosa ci farete? «I lavori valgono 1,3 milioni, le serre verranno rifatte e coibentate.
Vogliamo farci un co-working per imprese, ricercatori e artisti, più un centro di produzione culturale, mentre il nostro asilo passerà da otto a venti posti. Alle Serre già oggi passano 120 mila persone l'anno ma vogliamo crescere ancora. Abbiamo avuto un finanziamento di 50 mila euro da Fondosviluppo e vinto il nuovo bando di Culturability con 90 mila euro, poi siamo arrivati primi a un bando della Regione. Noi eravamo comunque pronti a investire».
Quando sarà pronta "Serra madre"? «Per il momento abbiamo avviato una fase di rigenerazione temporanea che abbiamo presentato ad Art City, poi da settembre iniziamo i lavori che speriamo di finire per giugno 2022. Ci sarà anche qualche nuova assunzione per le residenze artistiche, un nuovo bar e una libreria. Useremo quest'estate per raccontare quello che verrà dopo.
Per Art City abbiamo proposto opere di Andreco e di Norma Jeane, poi c'è un bando aperto per artisti under 35 e a settembre ci sarà il "Resilienze Festival"».
Oggi c'è più attenzione alla sostenibilità? Anche grazie al Covid? «C'è una spinta enorme dei giovani, già prima del Covid, questo fa la differenza e spinge le aziende a occuparsene. Noi fin dall'inizio non usiamo plastica e abbiamo un menù bio e vegetariano, eravamo visti come quelli strani, ma oggi non è più così, oltre a famiglie, studenti e lavoratori vengono anche tanti anziani. Credo che il Covid abbia favorito una maggiore attenzione alla natura, anche in città. Mi sono sempre occupata di cambiamento climatico e due anni fa ero più angosciata perché mi sembrava, prima di Greta Thunberg, che si parlasse da vent'anni di riscaldamento globale senza fare niente. Tutto questo ha spinto anche aziende e istituzioni a occuparsene, oggi sono ottimista. Semmai adesso c'è il rischio del "green washing", tutti parlano di sostenibilità ma bisogna vedere poi chi fa realmente qualcosa». E l'arte in tutto questo che ruolo ha? «L'arte aiuta ad avere sguardi laterali, può fare immaginare modi diversi di fare le cose e un futuro positivo. Andreco per esempio è un ingegnere ambientale ed esplora questi temi molto complessi rendendoli più accessibili. Con "Serra madre" scommettiamo su tutto questo, mentre anche l'Europa ha lanciato il progetto "New European Bauhaus", che punta sulla cultura della sostenibilità per cambiare gli stili di vita».
Cosa chiedete alle istituzioni? «Ci sono tanti spazi abbandonati, spesso venduti a fondi d'investimento che non lasciano valore sul territorio. Credo che la strada giusta sia questa, con l'amministrazione che concede spazi che non può gestire a soggetti privati ma con finalità pubbliche, anche con strumenti di valutazione per la trasparenza. Poi gli uffici spesso non sono abituati a dare risposte rapide e non sono attrezzati per trattare spazi ibridi come il nostro. Ma non è solo il pubblico a doversi ripensare: anche le realtà culturali devono diventare più imprenditoriali, sono troppo spesso sotto-strutturate e sotto-capitalizzate».

La scheda La cooperativa bolognese

Kilowatt è una cooperativa di lavoro di Bologna che si occupa di comunicazione, consulenza e cultura.
Gestisce dal 2012 le Serre dei Giardini Margherita, dove ci sono spazi di co-working, un bar e un centro culturale kL'immagine Nicoletta Tranquillo. A sinistra, un rendering di "Sierra madre"