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11/09/2020

Serie A, una società per vendere i diritti e salvare il sistema

La Repubblica - Franco Vanni

la battaglia con le tv
Sì all'unanimità (Lotito compreso) all'ingresso dei fondi. La newco potrebbe anche aprire un canale in proprio
Milano - Tutti d'accordo, dopo mesi di divisioni. I venti presidenti dei club di Serie A hanno votato all'unanimità l'ingresso dei fondi di private equity - quali fondi, si vedrà - nella società che dovrà gestire i diritti tv del campionato. Una newco in cui i nuovi entranti peseranno per il 10 per cento. L'obiettivo è invertire la rotta prima che la nave si schianti: la Serie A ha debiti per 3,7 miliardi (al 30 giugno 2019), aumentati di 274 milioni solo nella stagione 2018/19. E ancora si aspetta di misurare l'impatto del ciclone Covid.
Due i consorzi di fondi in lizza per prendersi un decimo della media company che sarà. La prima offerta è di Cvc, Advent ed Fsi, che garantisce 1,625 miliardi di capitale.
La seconda, da 1,35 miliardi, è stata presentata da Nb Renaissance-Bain, assistito dallo studio Greenberg Traurig Santa Maria. La decisione sarà presa dall'assemblea della Lega nelle prossime settimane. Intanto, a ottobre sarà fatto il bando che entro fine mese dovrebbe assegnsare i diritti tv per triennio 2021-2024.
A seconda di come andrà la gara, la nascitura media company avrà funzioni diverse. Se il bando avrà un vincitore, la nuova società avrà un compito strategico ma limitato: progettare il futuro dei diritti tv (dal 2024 in poi), aprire uffici nel mondo per promuovere la Serie A, organizzare amichevoli fra squadre italiane. Alla gara di ottobre parteciperanno Amazon, Dazn e anche Sky, che ancora non ha pagato ai club la sesta e ultima rata da 130 milioni dei diritti della stagione appena conclusa.
Se il bando invece non avrà un vincitore - non è impossibile che i diritti restino invenduti - la media company potrebbe da subito lavorare alla creazione di un canale televisivo in house che trasmetta le partite a partire dal luglio 2021. È questo l'auspicio del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, convinto dell'opportunità che le squadre facciano da sé da subito. In assemblea ha fatto notare come la Serie A abbia speso «450 milioni in intermediari». A sostenere la necessità di creare una media company partecipata dai fondi (che daranno a ogni club 60 o 70 milioni cash per respirare) sono state le grandi società del nord: Juventus, Milan, Inter. Il partito dei contrari, guidato dal presidente laziale Claudio Lotito, comprendeva Udinese, Verona, Atalanta e Crotone, convinti che tutto sommato sarebbe stato meglio continuare ad affidarsi a intermediari: Infront, Mediapro o Wanda.
L'unanimità è stata raggiunta grazie al lavoro di cucitura del presidente della Lega, Paolo Dal Pino, e del direttore generale Luigi De Siervo. Alla fine, tutti i club si sono convinti ad andare a vedere cosa davvero metteranno sul piatto i fondi, per poi nel caso sfilarsi all'ultimo. Fra gli scettici c'è Adriano Galliani, ad del Monza Calcio, oggi in B. Il decano dei dirigenti sportivi ha chiesto garanzie sul fatto che chi in futuro sarà promosso in Serie A abbia comunque accesso ai finanziamenti garantiti dai fondi. Dal Pino lo ha rassicurato, rilanciando: «Dopo anni di lavoro con intermediari, è ora che il valore resti in casa. Ora bisogna lavorare alla graduale riapertura degli stadi ai tifosi, senza cui il sistema rischia il collasso».
Una posizione su cui è allineato il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Domande&risposte

Due cordate offrono tra 1,3 e 1,6 miliardi

h Quali fondi entreranno nella media company? Lo dovrà decidere l'assemblea della Lega. Il consorzio Cvc / Advent / Fsi offre 1,625 miliardi.
Bain / Nb Renaissance ne mette sul piatto 1,35.

h Dove si vedrà il calcio in tv? Il campionato di Serie A 2020/21 che scatta sabato 19 settembre si vedrà su Sky (7 partite ogni turno) e Dazn (3 partite), come nelle ultime due stagioni. Per il triennio 2021/24 invece serve un nuovo bando che sarà aperto a ottobre: oltre a Sky e Dazn parteciperà Amazon.
h Cos'è la media company? La Lega Serie A ieri ha creato una società per la gestione e la vendita dei diritti tv. Finora era la Lega stessa, con l'assemblea dei 20 presidenti, a trattare. In questa nuova società potranno entrare fondi di private equity come soci al 10%.
h Perché è stata creata? Per gestire in maniera più redditizia la vendita dei diritti affidandola ai manager e non ai presidenti. La Serie A ha 3,7 miliardi di debiti al 30 giugno 2019 e i diritti tv, assegnati per 973 milioni di euro annui a Sky e Dazn nell'ultimo bando, sono la principale fonte di entrate (40%).
h I club sono tutti d'accordo adesso? Il voto sulla creazione della nuova società è stato unanime, ma inizialmente le posizioni erano diverse. Juve, Inter e Milan da sempre sono per la media company. Lazio, Udinese, Verona, Atalanta e Crotone erano contrarie. Il Napoli spingeva per creare da subito un canale tv di proprietà della Serie A. Ipotesi praticabile se il bando non avrà vincitori.

Foto: Fra 10 giorni Una punizione di CR7 contro l'Inter l'8 marzo 2020.
La A riparte il 19 settembre con FiorentinaTorino e VeronaRoma ALESSANDRO DI MARCO/ANSA