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27/04/2021

Serie A, nuovo bando per i diritti

ItaliaOggi - MARCO LIVI

Ok dall'assemblea della Lega che ha anche avuto aggiornamenti sul ricorso di Sky
Base d'asta da 150 mln per le 3 partite in co-esclusiva
Via libera al nuovo bando per il pacchetto restante dei diritti della Serie A. Ieri l'assemblea della Lega ha approvato il documento che sarà bandito martedì prossimo. In ballo c'è il pacchetto dei diritti 2021-2024 su tre partite per giornata in co-esclusiva. La base d'asta sarà di 150 milioni di euro all'anno secondo quanto trapelato dalla riunione. Si tratta della seconda tornata, dopo che nel bando precedente i diritti non erano stati assegnati a Sky che aveva offerto una cifra media di 87,5 milioni di euro all'anno. Nel frattempo però si è abbassata la base d'asta, in precedenza pari a 250 milioni, sebbene la differenza rispetto a quanto offerto da Sky al primo tentativo sia comunque di oltre 60 milioni di euro. Il bando non dovrebbe presentare grandi modifiche rispetto a quello precedente e non sarebbero previste formule miste con gare in chiaro. All'Assemblea, in video collegamento, hanno partecipato tutte 20 le società. «Ai fini della ripartizione delle risorse da proventi audiovisivi», ha spiegato una nota, «i Club hanno approvato il correttivo da utilizzare per il calcolo della quota abbonamenti e biglietti per la corrente stagione sportiva, disputata finora senza pubblico». Durante la riunione si è parlato anche del ricorso di Sky contro l'assegnazione a Dazn. Il ricorso presso il Tribunale di Milano, che sarà discusso il 5 maggio, è contro la delibera di assegnazione dei diritti del pacchetto 1 (7 gare in esclusiva) e il pacchetto 3 (le altre tre partite non in esclusiva) del massimo campionato di calcio italiano mettendo sul piatto 840 milioni di euro a stagione. La pay tv di Santa Giulia ritiene che l'assegnazione violi la «no single buyer rule» stabilita dalla Legge Melandri, ovvero la previsione che «è fatto divieto a chiunque di acquisire in esclusiva tutti i pacchetti relativi alle dirette». L'incontro è stata l'occasione per una replica del presidente della Lega Paolo Dal Pino sulle accuse che gli sono state mosse da sette società (Juventus, Inter, Lazio, Napoli, Verona, Fiorentina e Atalanta) che riguardano le trattative sulla media company con i fondi e la gestione dell'assegnazione dei diritti. Il presidente ha ribattuto parlando di accuse strumentali. Per quanto riguarda la questione Super League, invece, sempre ieri l'esecutivo Uefa non ha preso alcuna decisione in relazione ai 12 club che avevano aderito al progetto della Superlega tra cui Juventus, Milan e Inter, limitandosi a discutere delle possibili opzioni e dei passi da intraprendere. Dal canto suo JP Morgan in un comunicato ha ammesso di aver «chiaramente valutato male» l'impatto del progetto che dopo il lancio di domenica sera è andato incontro a una serie di defezioni: «Abbiamo chiaramente valutato male come questa operazione sarebbe stata percepita dal mondo del calcio in generale e limpatto che avrebbe avuto in futuro. Impareremo da ciò», ha affermato la società. In un primo tempo era emerso che i club fondatori avrebbero ricevuto complessivamente 3,5 miliardi di euro per supportare i loro piani di investimento infrastrutturale e per fronteggiare l'impatto della pandemia. E ad assicurare la copertura finanziaria sarebbe stata proprio la JP Morgan. Si sarebbe trattato di un prestito a lungo termine (23 anni) con tasso del 2-3% e la restituzione garantita anche dai diritti tv prossimi, calcolati in 4 miliardi a stagione. © Riproduzione riservata

Foto: Paolo Dal Pino