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16/05/2020

Senza paga, minacciano di uccidersi

Il Trentino

Clamorosa protesta a Pieve di Bono. Tre operai ieri mattina sono saliti sul tetto del cantiere per il centro giovani della valle del Chiese: a farli desistere la promessa di una trattativa per il pagamento degli stipendi. Il sindaco Maestri: «Il Comune ha saldato il conto con la ditta»
PIEVE DI BONO-PREZZO. Una clamorosa protesta ha movimentato la mattinata di ieri nel Comune di Pieve di Bono-Prezzo. Tre lavoratori impiegati nel cantiere per la costruzione del centro di aggregazione giovani della Valle del Chiese sono saliti sul tetto dell'edificio minacciando di buttarsi di sotto se non fossero loro state pagate le retribuzioni arretrate. Alla base di tutto un complicato schema di appalti, subappalti e imprese in distaccamento. La vicenda si è sviluppata a partire dalle 10 circa. Tre lavoratori afferenti alla ditta "Piramide" e impiegati nella posa dei cartongessi salivano sul tetto del centro giovani minacciando di buttarsi nel vuoto qualora le loro richieste non fossero state accolte mentre altri 3 colleghi rimanevano a terra per dar loro manforte. Al centro delle rivendicazioni il mancato pagamento degli emolumenti dovuti dal novembre 2019 al febbraio 2020, oltre agli accantonamenti in Cassa Edile e ai contributi previdenziali non versati. Sul posto giungevano immediatamente i carabinieri di Pieve di Bono-Prezzo, i vigili del fuoco volontari, autorità, rappresentanti sindacali e qualche curioso. La protesta proseguiva fino alle 13 circa quando i 3 venivano convinti a scendere dal tetto e iniziava una difficile trattativa con le controparti. Il quadro, va detto, appare intricato. Il bando per la costruzione del Centro Giovani della Valle del Chiese è stato vinto dalla ditta EdilTione (importo a base d'asta dell'opera 2.359.547,90 euro) che ha subappaltato alcune lavorazioni ad altre imprese. Fra queste c'è "AZ Pitture" cui spetta di fornire e posare i cartongessi. A sua volta "AZ Pitture" ha mandato in cantiere la ditta "Piramide" in distaccamento. Il Comune ha pagato ad "AZ Pitture" lo stato di avanzamento lavori fin qui certificato ma a quanto pare da novembre a marzo niente sarebbe arrivato a "Piramide", da cui la protesta di ieri. Per Venko Trpeski di Fillea-Cgil e Stefano Turrini di Filca-Cisl:«I lavoratori di "Piramide" non vedevano soldi da 4 mesi. Già il 4 maggio avevano protestato ed erano stati rassicurati che le cose si sarebbero sistemate, mentre noi avevamo informato il sindaco della situazione. Da allora non si è mosso nulla ed hanno quindi deciso per il gesto clamoroso. Come sindacato il nostro impegno è a recuperare tutto il dovuto coinvolgendo anche AZ Pitture, che si è avvalsa dell'opera di Piramide, la capofila Ediltione e il sindaco di Pieve di Bono-Prezzo in quanto rappresentante dell'ente che ha commissionato l'opera». Dal canto suo il sindaco Attilio Maestri inquadra così la posizione dell'ente committente:«Il Comune ha sempre regolarmente pagato lo stato di avanzamento lavori al subappaltatore e non ha responsabilità per ciò che riguarda i rapporti contrattuali che intercorrono fra quest'ultimo e altre imprese». Una versione confermata anche dal direttore lavori del centro, Sandro Tagliaferri. La vicenda ha avuto anche risvolti politici. L'assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli ha dichiarato:«Le autorità si stanno attivando al fine di acquisire tutti gli elementi necessari a definire esattamente i contorni della vicenda. I lavoratori interessati in seguito alle rassicurazioni che abbiamo presentato loro, sono scesi dal tetto del cantiere. Il nostro impegno è naturalmente di risolvere la questione nel più breve tempo possibile». I consigliere del provinciale del M5S Alex Marini punta invece il dito contro il sistema degli appalti:«In un ginepraio simile non stupisce affatto che si verifichino problemi - scrive - questo avviene oggi quando ancora ci sono controlli che permettono di far emergere e risolvere le criticità. Domandiamoci cosa potrà accadere domani se per velocizzare le pratiche verranno rimossi tutti gli istituti di verifica e garanzia che permettono di evitare almeno gli abusi peggiori». GLI ARRETRATI 4 mesi di stipendio • I sei operai reclamano le mensilità da novembre 2019 a febbraio 2020, non pagate dalla ditta Piramide. L'appaltatore era EdilTione, che aveva subappaltato a AZ Pitture

Foto: • La protesta dei tre operai, saliti sul tetto del cantiere del centro giovani a Prezzo, e l'intervento dei pompieri


Foto: • I vigili del fuoco portano a terra gli operai: poi è partita la trattativa sindacale