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07/08/2021

Senza gara 9 appalti Covid su 10

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

I dati dell'Anticorruzione sulle procedure di importo pari o superiore a 40 mila euro
Oltre 20 miliardi di contratti per fronteggiare l'emergenza
Oltre 20 miliardi di contratti affidati per fare fronte all'emergenza Covid-19 nel 2020; l'86,6 % degli appalti Covid del 2020 sono stati affidati senza gara o in via diretta; soltanto una volta su 10 si è ricorso alla procedura aperta; il 60% degli affidamenti ha riguardato contratti fino a 150.000 euro; dal punto di vista del valore, il 60% ha riguardato 147 appalti oltre i 25 milioni (l'1,3% del totale dei contratti stipulati); il 47% degli affidamenti è dipeso da strutture centrali (Commissario straordinario in primis). Sono questi i dati principali derivati dall'analisi che ha fatto l'Anac relativa agli appalti legati all'emergenza Covid nell'anno 2020, condotta sulle procedure perfezionate di importo pari o superiore ai 40.000 euro. La domanda complessiva individuata sulla base delle ipotesi sopra illustrate ammonta per l'anno 2020 a circa 20 miliardi, di euro riferibili a poco meno di 12 mila procedure. Dopo il primo bimestre 2020 sostanzialmente irrilevante, l'Anac ha registrato i valori più significativi nel secondo bimestre (circa 5,8 miliardi di euro) e nell'ultimo bimestre dell'anno (circa 5,3 miliardi di euro, ma si tratterà di un dato che andrà rivisto al rialzo visto che parte delle procedure potrebbe non essere stata ancora perfezionata al momento dell'analisi). Tre procedure su quattro sono classificabili come forniture il cui peso, in termini di valore, sale fino all'86%, mentre sono meno rilevanti le procedure attivate per l'acquisto di servizi (9,2% in valore) e lavori (4,6% in valore). Per l'affidamento della maggior parte degli appalti, si è fatto ricorso a procedure che non prevedono la pubblicazione di un bando: il 60% delle procedure risulta, infatti, affidato mediante la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando a cui si aggiunge un 26,6% di affidamenti diretti. Per questi ultimi, però, si rileva tuttavia una incidenza in termini di valore molto meno significativa (6,3%), che discende da un importo medio del singolo lotto decisamente più basso rispetto alle altre modalità prevalenti. Diametralmente opposto è il dato relativo al sistema dinamico di acquisizione che, a fronte di un numero estremamente contenuto di procedure (1,3%), rappresenta il 7,5% del valore complessivo con un importo medio del singolo lotto di circa 9,5 milioni di euro. Infine, si rileva che il ricorso alla procedura aperta è avvenuto una volta su 10 per un valore di oltre 4 miliardi di euro, pari al 20% dell'intero ammontare. Per quanto attiene alla distribuzione dei contratti affidati per classi di importo il 59% del totale delle procedure appartiene alla classe d'importo 40.000 - 150.000 ed il 29,1% alla classe 150.000 - 1.000.000. Tuttavia, a livello d'importo queste due classi rappresentano meno del 9% del valore complessivo, mentre più del 60% è imputabile ai 147 (1,3%) appalti di importo oltre i 25 milioni di euro. La copertura arriva all'80% se si considera, in aggiunta, anche la classe d'importo immediatamente precedente (5 milioni - 25 milioni) che, a fronte delle 367 procedure (3,1%), rappresenta circa un quinto del valore complessivo. Con riferimento alla tipologia di stazione appaltante, poco meno della metà (47,4%) dei bandi, in termini di importo complessivo, sia stata realizzata dagli organi centrali, categoria in cui sono inclusi gli acquisti del Commissario straordinario. Gran parte della restante metà - sempre in termini di valore - è stata realizzata dagli enti del settore Sanità che, a fronte di un numero molto elevato di procedure (61,7%), coprono circa un quarto dei 20 miliardi complessivi.

Speciale appalti

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