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25/04/2020

Senza economia del mare

MF - Nicola Capuzzo

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO NON CONSIDERA I PORTI E LA LOGISTICA
Le organizzazioni di categoria Federlogistica e Assiterminal contestano le misure del governo che sospendono i canoni delle concessioni nei trasporti
Mai come in questo momento i porti italiani si sentono figli di un Dio minore. Neanche il tempo di lamentarsi perché la presidenza del Consiglio dei Ministri si è dimenticata dell'economia del mare nella sua proposta « L'Italia e la risposta al Covid-19», che da Roma arriva la beffa che si aggiunge al danno. L'Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac) ieri infatti ha annunciato che «per favorire la ripresa del trasporto aereo, duramente colpito dalla grave crisi dovuta alla situazione di emergenza epidemiologica da Covid-19, in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata disposta la sospensione del versamento dei canoni relativi alle concessioni aeroportuali, in scadenza nel mese di luglio». Non solo: «Per il 2020 il pagamento sarà commisurato al traffico effettivamente registrato nel corso dell'anno e dovrà essere effettuato in un'unica soluzione entro il 31 gennaio 2021». La lobby dei porti, invece, finora è riuscita a ottenere solo una sospensione per pochi mesi dei canoni demaniali che dovranno comunque essere versati poi per intero alle Autorità di Sistema Portuale entro la fine dell'anno in corso. Una disparità di trattamento che c'è da aspettarsi verrà cavalcata dalle associazioni di categoria delle banchine per ottenere qualcosa in più di quanto incassato finora. Federlogistica - Conftrasporto già da febbraio ha chiesto una riduzione dei canoni concessori pagati dai terminalisti portuali mentre Assiterminal, parte della famiglia Confetra, è andata oltre minacciando di invocare la causa di forza maggiore soprattutto da parte delle società che gestiscono terminal passeggeri (traghetti e crociere) dove l'attività in questo momento si è completamente fermata. Finora il decreto Cura Italia ha concesso solo una temporanea sospensione dei canoni per pochi mesi. Sempre Federlogistica in settimana ha sollevato il caso del Dipe, dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio, la cui proposta « L'Italia e la risposta al Covid19» ha completamente ignorato l'economia del mare. «Leggendo quello studio, che ha l'obiettivo di rafforzare il ruolo del Cipe, appare sconcertante come una realtà così importante abbia predisposto uno studio senza prendere in considerazione porti, logistica e settore marittimo» ha dichiarato Luigi Merlo, presidente di Federlogistica - Conftrasporto. «Nel documento c'è un'analisi, con tanto di proposte normative che riguardano il settore autostradale e quello aeroportuale, non una sola riga è stata dedicata alla crisi del settore marittimo (basti pensare a quelli crocieristico e dei collegamenti con le isole), al tema delle concessioni portuali che hanno per lo meno la stessa dignità di quelle autostradali» ha aggiunto Merlo. «Anche sulla semplificazione amministrativa l'elaborato formula molte proposte a favore dei Comuni, ma non cita in alcun modo le Autorità di sistema portuale». E poi ancora: «In tema di procedure per l'accelerazione delle opere pubbliche non vengono citate le opere marittime e neppure, ad esempio, i dragaggi. La logistica inoltre ha bisogno di opere fondamentali nel settore ferroviario e stradale. Anche la cantieristica navale sarebbe un'altra dimenticanza dello studio Dipe». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Assiterminal che rincara la dose dicendo che in quel documento «mancano le interconnessioni tra porti, interporti, distretti industriali, reti Ten e una politica per far crescere e consolidare le pmi». Inoltre è «appena accennata una review soft del Codice degli appalti quando sarebbe sufficiente semplificare l'applicazione delle direttive UE 24 e 25 del 2014. Manca la previsione di modelli di project-management e l'individuazione di criteri chiari che impongano cronoprogrammi, non ci sono di fatto semplificazioni effettive». (riproduzione riservata)