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29/06/2021

Senza blocco dei licenziamenti «effetti devastanti»

Gazzetta del Sud

L' allarme della Uil Sicilia, che oggi saràa Bari per la manifestazione organizzata dalla Triplice
Dal polo industriale di Siracusa alle difficoltà del turismoa Taormina
PALERMO Con la fine del blocco sono previsti da 500 milaa2 milioni di licenziamenti. E anche in Sicilia gli effetti sarebbero devastanti. «Già registriamo fortissime tensioni- spiega il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone-. Il polo industriale di Siracusa, dichiarato area di crisi complessa, dovrà riconvertirsi verso il green. Ma oggi, in attesa dei grandi investimenti da finanziare con le risorse europee, riscontriamo difficoltàa garantire una continuità occupazionale nel sistema degli appalti. Altrettanto drammatica la situazione per il comparto turistico,l' unico che negli anni scorsi aveva registrato una crescitae che oggi, con la fine del blocco pandemia, ha fortissime difficoltàa ripartire. Taormina, ad esempio, sta rivedendoi primi turisti, ma si tratta in realtà di presenze che stanno recuperandoi viaggi già pagati la scorsa stagione». Secondo il sindacato anche la grande distribuzioneè stata colpita, non solo dalle norme anti-assembramento, ma dall' oggettivo calo dei consumi. Una timida ripresa solo nel comparto dell' edilizia, che dovrebbe beneficiare delle risorse per le infrastrutture che arriveranno con Recovery Plan. Per questo una delegazione della Uil Sicilia sarà in piazzaa Bari, oggi, in occasione della manifestazione" Ripartiamo, insieme" di Cgil, Cisle Uil. Richiesta prioritaria: la proroga del blocco dei licenziamenti. «Riteniamo indispensabile- aggiunge Barone- evitare lo smantellamento del fragile tessuto produttivo della nostra regionee consentire che le ingenti risorse europee consentano di creare nuove opportunità per difenderel' occupazione. Chiediamo, quindi alla politica, di smetterla di occuparsi solo di poltronee campagne elettorali. Non possiamo vivere solo di assistenzialismo». In Sicilia sono 600 milai percettori tra reddito di cittadinanzae di emergenza, sostegni necessari per la tenuta sociale in tempi di pandemia, ma non può esserel' unica prospettiva. «Già oggi- conclude il leader della Uil- le poche occasionidi occupazione rischiano di non essere colte perché mancal' incrocio tra domandae offerta. Occorre fare partire vere politiche attive del lavoroa partire dal potenziamento dei centri perl'impie go. I nostri giovani devono avere la possibilità di presentarsi con competenze linguistiche, informatichee specializzazioni adeguate per essere più forti, sfuggendo ad assistenzialismoe lavoro nero».

Foto: «Le risorse eu ropee devono creare nu ove opportuni tà» Claudio Barone