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19/08/2021

«Sentenza contro i nostri interessi ma il rifiuto del metodo è sacrosanto»

La Nuova Sardegna - di Antonello Palmas

Le associazioni vincitrici del bando
di Antonello PalmaswSASSARIDelusione e preoccupazione tra le associazioni culturali dalla connessione veloce e dal dito fulminante, quelle che lo scorso ottobre riuscirono e entrare nella lista dei beneficiari del bando per l'erogazione dei fondi per il 2020 mediante il click day. Ma nonostante i problemi in cui vengono scaraventate dalla bocciatura del Tar, l'opinione è che quel metodo non vada bene. Denise Gueye è la nuova presidente della Polifonica Santa Cecilia di Sassari: «L'umore è basso - ammette - perché oltre alla normale delusione quei fondi sarebbero stati utili, specie ora che è passato un bel po' di tempo e l'erogazione sembrava imminente. Ci avrebbe fatto molto comodo averli in cassa, anche considerando i tempi solitamente lenti di pagamento della legge 56. Abbiamo chiuso la programmazione sino a dicembre con la nostra rassegna "Il filo rosso", ma ci sono tante spese fisse da sostenere, abbiamo professionalità da retribuire come quelle dei due maestri. Per fortuna siamo stati molto "formichine" e abbiamo ricevuto un fondo per il Covid, così non siamo proprio a secco. Vorrà dire che si faranno delle scelte, ma c'è da tenere presente anche che le spese si moltiplicano quando si organizzano eventi in una situazione di pandemia, per via delle misure di sicurezza». Ora tutto da rifare? «Speriamo di riuscire a inserirci nel nuovo bando, crediamo di avere tutte le carte in regola - dice la numero uno della Polifonica - Di certo siamo contro i bandi a click e non da oggi. Ed era ora che scoppiasse il problema, questo sistema deve finire, si deve tenere conto delle programmazioni e del lavoro reale delle associazioni».Quando la Santa Cecilia partecipò al bando alla presidenza c'era Andrea Desole: «Vincere è stato un semplice colpo di fortuna, anche perché non abbiamo né linee superveloci ne sistemi informatici particolarmente avanzati - sorride amaramente - La differenza tra noi e gli esclusi è questione di nanosecondi... Il click day è solo una competizione in cui non conta se l'associazione ha una storia sul territorio, se ha già anticipato il denaro, se fa un certo numero di spettacoli. Era immaginabile che ci sarebbe stato un ricorso e che sarebbe stato accolto. Questo non è un sistema meritorio né giusto. Va premiato con dei punteggi chi dimostra di aver già portato avanti certe attività».Colpite anche le compagnie teatrali come I Barbariciridicoli, di Ottana. E anche Tino Belloni, direttore artistico, è sulla stessa linea della Polifonica: «Anche se la decisione del Tar si ritorce contro i nostri interessi, noi la condividiamo. Nel senso che affermiamo l'oscenità del metodo utilizzato dalla Regione. Si vaga nella follia più assoluta, dato che l'assessore, oltre ad attribuire l'errore agli uffici, si affretta a dire che a essere penalizzato sarà chi è stato finanziato. Affermazione fatte senza riflettere sulla sostanza delle cose, e cioè che alle associazioni sono state attribuite risorse secondo un bando dai criteri sicuramente diversi da quelli cui il Tar vorrebbe ricondurre la graduatoria». Anche I Barbariciridicoli non avevano ancora ricevuto la somma prevista, «a causa della poca chiarezza delle regole, e poi stavamo aspettando la sentenza, prevista per giugno e rinviata. Abbiamo resistito finché è stato possibile, poi sotto la pressione degli agenti degli artisti nazionali che dovevamo ingaggiare siamo stati costretti a firmare dei contratti, sperando che in caso di accoglimento del ricorso ci fosse un piano B. Invece niente. Ora abbiamo preso gli impegni per la rassegna Pantheon ma abbiamo le mani legate, col rischio penali. E ci sono associazioni che hanno già speso secondo le indicazioni date dalla Regione. Questo è giocare sulla pelle degli altri, su noi lavoratori della cultura».©RIPRODUZIONE RISERVATA