scarica l'app
MENU
Chiudi
21/03/2020

«Sempre più difficile proseguire i lavori nel settore edilizia»

Il Tirreno

Massai (Ance) chiede l'applicazione di ammortizzatori sociali in caso di chiusura dei cantieri per impossibilità oggettive
grosseto«L'Ance, nell'interesse generale, collabora con il decisore pubblico nell'impegno di operare affianco delle imprese laddove vi siano le condizioni di lavorare in sicurezza, nella ricerca di trovare anche soluzioni di programmazione e di organizzazione di cantiere che, pur in mezzo a difficoltà e complicazioni, permettano ai lavori di andare avanti». È la parte conclusiva del documento che il presidente di Ance Grosseto, Rossano Massai, ha indirizzato alla comunità. Gli uffici, pur se chiusi al pubblico, sono attivi, come sono costanti i rapporti con le amministrazioni, i sindacati e i ministeri, anche perché «allo stato emergenziale dovrà seguire una necessaria fase di ripresa, nella quale il settore edile e delle costruzioni - in un progetto di potenziamento infrastrutturale del Paese territorialmente diffuso, e sostenuto da semplificazioni burocratiche con solide risorse economiche - saprà essere tra i protagonisti». E serviranno provvedimenti ad hoc, perché il settore delle costruzioni è particolare. «Nella comune consapevolezza che la priorità è quella di sconfiggere l'emergenza sanitaria - scrive Massai - dobbiamo tornare quanto prima ad una normalità sociale anche in campo economico, con le regole del mercato e non di un nemico che non può essere debellato con le regolari norme imprenditoriali ed aziendali. Il Decreto dell'11 marzo non ha incluso il settore delle costruzioni edili tra quelli a sospensione dell'attività, evidenziandone pertanto due caratteristiche: la prima considerando che la produzione svolta ed organizzata nei cantieri secondo le prescrizioni non è considerabile esponenziale nella diffusione del virus e la seconda che il settore - per la propria capacità economica ed occupazionale - è di fatto strategico all'economia del Paese. Il comparto delle costruzioni edili, nonostante l'unanime riconoscimento, sta ancora attraversando una crisi che si protrae da un decennio e solo negli ultimi tempi ha teso ad una lenta ripresa. L'attuale emergenza non solo frena il percorso della lenta crescita, ma aggrava lo stato del settore». Nonostante tutto, i cantieri continuano ad operare, come anche le imprese. Però «giungono all'associazione numerose segnalazioni di difficoltà operative nel conciliare l'esecuzione dei lavori, con le disposizioni imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio. Questo stato di emergenza si sta diffondendo nel territorio provinciale, in quello regionale e, con una evidente espansione, anche sul piano nazionale. Pur attenendosi alle disposizioni delle autorità con impegno e collaborazione, la prosecuzione dei lavori potrebbe essere condizionata talvolta dalla impossibilità conclamata di reperire dispositivi di protezione individuale (mascherine filtranti), dall'assicurarsi i servizi di trasporto, vitto e alloggio degli operai a causa delle disposizioni correlate alle chiusure imposte ed alle distanze di sicurezza disposte. Abbiamo ricevuto segnalazioni dalle aziende sulla difficoltà di reperimento dei materiali necessari alla produzione dei cantieri e la mancata presenza di fornitori. Inoltre vi sono chiusure dei cantieri imposti direttamente dalle stazioni appaltanti o da committenti i quali, nell'incertezza generalizzata, disdicono anticipatamente contratti e commesse». «È difronte a questo stato di cose che il nostro sistema di rappresentanza Ance ha richiesto per i cantieri che - per oggettive difficoltà sopraggiunte - si trovino in difficoltà di applicare concretamente i processi preventivi previsti dal Decreto, l'autorizzazione alla chiusura temporanea, garantendo loro di poter usufruire degli strumenti quali ammortizzatori sociali, sostegno economico, disponibilità da parte delle stazioni appaltanti». --