scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
28/05/2021

Semplificazioni Verso il rush finale ma si tratta ancora

La Provincia di Cremona

Il decreto è atteso entro fine mese, il cdm la prossima settimana Salta il restyling dei centri storici, aiuti anche ad aziende più grandi
MILA ONDER ■ ROMA Il governo tenta il rush finale sul decreto Semplificazioni. Dopo settimane di stesure, discussioni e tensioni all'interno dell'esecutivo e con le parti sociali, e soprattutto dopo «l'incidente» sui licenziamenti, i prossimi giorni potrebbero essere decisivi per tirare le somme e rispettare la tempistica indicata dal cronoprogramma del Recovery plan. Il provvedimento, fondamentale per proseguire con tutti i progetti del Pnrr, è atteso entro fine mese e il consiglio dei ministri per l'approvazione potrebbe arrivare, come indicato dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà , entro «questa settimana o nei primi giorni della prossima». Il primo step sarà la cabina di regia con Mario Draghi programmata per oggi. Il premier ha già indicato la strada: «Trovare un punto di incontro senza snaturare l'obiettivo di costruire l'Italia più equa e competitiva che vediamo nel Pnrr». Ma rispetto alle prime versioni, il testo potrebbe risultare alleggerito. Prima di tutto dalle norme più divisive, quelle sugli appalti al massimo ribasso e sulla liberalizzazione dei subappalti. L'orientamento prevalente sembra quello di far slittare l'intero pacchetto al ddl delega di revisione del Codice. Ma la decisione definitiva non è ancora stata presa perché l'esecutivo si trova tra due fuochi: quello delle imprese, favorevoli a una maggiore deregulation, e quello dei sindacati, scesi in piazza per protestare contro le morti sul lavoro e pronti a proclamare lo sciopero se il governo non aprirà un tavolo di confronto. Nella maggioranza il segretario del Pd, Enrico Letta , ribadisce il proprio impegno sulla via delle semplificazioni ma nel «rispetto della costituzione». I Dem puntano il dito contro il massimo ribasso e, sullo stesso tema, da Forza Italia Anna Maria Bernini propone di porvi comunque un tetto. A essere rimandata a un provvedimento successivo sarà la spinta alla rigenerazione dei centri storici che avrebbe consentito di demolire e ricostruire anche nelle zone «di particolare pregio storico e architettonico». I sindacati continuano a lanciare l'allarme per la potenziale «bomba sociale» che scaturirà dalle nuove norme del Sostegni-bis. Nel testo finale una novità riguarda i contributi a fondo perduto che potranno raggiungere - in caso di avanzi anche le imprese con fatturato fino ai 15 milioni di euro (rispetto all'attuale soglia di 10 milioni).