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03/07/2020

Semplificazioni, scudo legale per i burocrati Ecco le opere che Conte vuole sbloccare

La Stampa - PAOLO BARONI ILARIO LOMBARDO

"Basta con paura della firma per i dirigenti pubblici". Modello Genova esteso ad altre infrastrutture Il compromesso col Pd è quello di prevedere commissari solo in casi eccezionali
ROMA Gi useppe Conte vuole usare la via più veloce per dare una vetrina a quella che ha definito la «madre di tutte le riforme», il decreto Semplificazioni. Come anticipato ieri da la Stampa, il capo del governo userà lo strumento del Dpcm, il decreto del presidente del consiglio, ormai noto agli italiani per l'emergenza Covid, per evitare il passaggio in Parlamento di una serie di opere prioritarie da realizzare secondo il cosiddetto «modello Genova», contenute in un apposito elenco inserito nel provvedimento che avrà durata di un anno (per il momento). Il compromesso raggiunto col Pd, che a differenza del M5S era contrario ai commissari e che pertanto come Leu continua a mostrare freddezza, sarà di prevederli solo in casi eccezionali. Di una lista da fare il più presto possibile ha parlato ieri anche Davide Faraone, capo gruppo in Senato di Italia Viva, che ha rilanciato l'idea di un piano choc insistendo per definire subito un elenco di opere a cui applicare poi un iter superveloce. Segno che su questo tema si è consolidato un asse tra renziani, il premier e una parte del M5S che aveva lavorato su un testo fortemente derogatorio rispetto al Codice degli Appalti dell'ex ministro dem Graziano Delrio. Opere simbolo e priorità Uomo di assoluta fiducia per Conte sulle semplificazioni è il sottosegretario grillino alla presidenza del Consiglio Marco Turco, che ha le deleghe alla programmazione economica e agli investimenti. Con lui il premier sta lavorando all'elenco. Dalle prime anticipazioni raccolte, in cima alla lista dovrebbero esserci quattro opere-simbolo, che più delle altre saranno la dimostrazione che la rapidità di realizzazione del modello Genova è replicabile altrove. Il completamento dell'alta velocità verso Trieste (nei tratti Brescia-Padova-Verona) ma soprattutto l'Alta velocità di rete che collegherà Roma con Pescara a 250 hm/ora anziché i 300 dell'Av, quindi il completamento del raddoppio della Pescara-Lecce e la dorsale jonica per collegare Reggio Calabria e Taranto. Infrastrutture che avranno il peso di cambiare il volto e l'accessibilità delle regioni coinvolte, creando collegamenti e quindi indotto mai visti prima. Per completare l'elenco il governo dovrebbe poi attingere alle priorità che già un anno facevano parte dello «Sblocca cantieri» (35 opere tra ferrovie, strade e dighe) e da #Italiaveloce, il maxipiano da 200 miliardi appena messo a punto dalla responsabile del Ministero delle Infrastrutture De Micheli. Passando da un vertice di maggioranza all'altro, l'ennesimo stamattina alle 9.30 prima del preconsiglio e - si spera, ma non è ancora detto visti i tanti dissidi - prima di un Cdm da convocare in serata o al più tardi domani, Conte sta cercando di sbrogliare tutti i nodi. Chiuso il capitolo del condono edilizio, bocciato da tutti e rinnegato pure dal presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini indicato dal governo come ispiratore della proposta, sul tavolo restano almeno altre tre questioni altrettanto delicate: la ridefinizione del danno erariale, la questione dell'abuso d'ufficio (che il Pd vorrebbe cancellare) e quella dei commissari. Col premier che spinge per superare la cosiddetta «paura della firma» da parte dei dirigenti pubblici, ma soprattutto per sanzionare quelli che rallentano i lavori. Per fare questo l'intenzione è «di limitare, temporaneamente, la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica per l'azione di responsabilità al solo profilo del dolo per le azioni e non anche per le omissioni». Per Conte «in tal modo, i pubblici dipendenti hanno maggiori rischi di incorrere in responsabilità in caso di "non fare" rispetto al "fare", dove la responsabilità viene limitata al solo profilo del dolo». Tempi della Via ridotti del 70% Novità in vista anche in tema di Via, la valutazione di impatto ambientale che nei casi limite in passato ha richiesto anche 10 anni di tempo. In questo caso Conte vuol ridurre del 70% i tempi di autorizzazione, obiettivo molto ambizioso come del resto tutto il piano. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE 4 OPERE SIMBOLO PER IL GOVERNO

Valle d'Aosta Torino Brescia Milano Lombardia Piemonte Liguria Alta velocità Roma-Pescara Sardegna Trentino Alto Adige Veneto Emilia Romagna I T A L I A Friuli V.G. Padova Verona ROMA Marche Toscana Umbria Trieste Pescara Abruzzo Lazio Molise Completamento Alta velocità verso Trieste (Brescia-PadovaVerona) Raddoppio linea ferroviaria Pescara-Lecce Campania Dorsale jonica Sicilia Puglia Basilicata Calabria Lecce Catanzaro Reggio Calabria

GIUSEPPE CONTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

I dipendenti pubblici correranno più rischi di responsabilità se decideranno di "non fare"


Foto: LAPRESSE


Foto: Nei piani del governo il completamento di almeno 35 grandi infrastrutture tra ferrovie, strade e dighe