scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
06/05/2021

Semplificazioni, prime intese su pareri ambientali e 110%

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Il confronto. Morassut (Pd) e Rixi (Lega): sì alla commissione Via per il Pnrr e snellimenti sul Superbonus. Incentivi alla rigenerazione. Distanti sul codice appalti, nodo Sovrintendenze
Le semplificazioni saranno il grande tema politico da qui alle vacanze estive e il decreto che il Cdm varerà nella seconda metà di maggio metterà a dura prova la tenuta della maggioranza. Successe con lo sblocca cantieri dei giallo-verdi nell'aprile 2019 e con il Dl semplificazione dei giallo-rossi nel luglio 2020. In entrambi i casi i litigi partorirono il topolino. Oggi ci sono due vantaggi rispetto ad allora: una maggioranza ampia che su alcuni nodi potrebbe diventare una maggioranza variabile e la consapevolezza che non si può fallire perché stavolta fallirebbe il Recovery.

Un confronto a distanza fra due esponenti autorevoli della maggioranza, Edoardo Rixi della Lega e Roberto Morassut del Pd, due forze che hanno posizioni di partenza distanti, fa emergere però, alcune prime convergenze e una disponibilità al dialogo. Una sorpresa, considerando che in queste ore tra le due forze politiche (e i loro leader) ci sono molte tensioni.

La prima convergenza è sulla valutazione di impatto ambientale e, più in generale, sulle autorizzazioni ambientali. Morassut e Rixi sono favorevoli alla «rapida costituzione» della commissione Via speciale per i progetti del Pnrr e alla riduzione dei tempi limite per le varie tappe del procedimento. «Ma dobbiamo sapere che non tutto si risolve dettando tempi o creando nuovi organismi», dice Morassut che alla commissione affiderebbe anche le opere del Piano nazionale clima ed energia e i molti volti dell'accelerazione della transizione verde. E introduce subito un altro tema: «Il calo degli interventi in rinnovabili dipende anche dalla scarsa disponibilità dei suoli e dall'incrocio con la complessa materia paesaggistica». Rixi subito rilancia: «So che è un tema divisivo ma dovremmo anche affrontare il tema del potere delle Sovrintendenze. Dobbiamo difendere solo gli edifici che meritano una tutela». Quanto alla commissione speciale Via, «dovrebbe valutare le infrastrutture complementari al Pnrr».

Da lì il passo verso Superbonus e rigenerazione urbana è breve. Sul 110% unanime sostegno alla proroga e alla semplificazione, con piena fiducia al lavoro del ministro Brunetta. Critica bilaterale al Ddl sulla rigenerazione urbana in Senato. «È diventato troppo ampio con la nuova maggioranza e questo non va a beneficio della chiarezza», dice Morassut. Per Rixi «bisogna garantire al privato di avere una remunerazione se vogliamo che faccia investimenti per riqualificare le nostre città». Morassut preferisce parlare di «intervento sulla fiscalità edilizia», ma il dialogo è possibile.

E sul codice degli appalti? Risposta tradizionale per un Pd: «Va perfezionato, non stravolto». Apertura di Rixi: «Se non vogliamo il codice europeo, almeno mettiamo in parallelo le procedure». Sotterrata l'ascia di guerra della cancellazione del codice? Così e così. «Il governo Draghi nasce per far ripartire l'Italia: bisogna avere voglia di innovazioni importanti sulle regole del gioco». E soprattutto: «Commissari per superare le carenze del codice». Qui è Morassut ad aprire: «Noi eravamo contrari ai commissari, ma ora c'è la legge e bisogna attuarla: rispetto, però, del Parlamento e delle commissioni competenti, non per lottizzare ma per scegliere in base a competenze e realtà territoriali».

Più convergenze che dissensi, per ora. Ma va detto sottovoce. «La maggioranza - Morassut dissottera l'ascia - non è a la carte, come ha detto Debora Serracchiani. La Lega non può raccogliere firme contro il Governo e poi dare la caccia ai posti e alle poltrone nelle nomine sui Parchi». Aspettando il decreto, madre di tutte le battaglie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

APPALTI «Se non si vuole il codice Ue, almeno si mettano in parallelo le procedure. Ora innovazione» EDORADO RIXI COMMISSARI «Noi eravamo contrari, ora applichiamo la legge. Ma ci vuole rispetto per il Parlamento» ROBERTO MORASSUT

Foto:

IMAGOECONOMICA


Foto:

IMAGOECONOMICA