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04/07/2020

Semplificazioni, l’Anac avvisa il governo “Pericoloso affidarsi ai commissari”

La Stampa - GIUSEPPE SALVAGGIULO

Il presidente Merloni: "Le norme anticorruzione non sono un aggravio". Nei primi quattro mesi dell'anno il Covid brucia appalti per 19 miliardi IL DOSSIER
Per la pandemia spesi 3 miliardi, il 40% a livello centrale e perlopiù senza gara
Prima relazione annuale post Cantone dell'Autorità anticorruzione, ma il piglio non cambia. È il presidente Francesco Merloni a parlare alla Camera. La «leale collaborazione istituzionale» non annacqua i messaggi ai naviganti della politica. «È estremamente pericoloso - ammonisce Merloni - considerare la normativa anticorruzione come un inutile aggravio» e quindi «abbassare la guardia alimentando la percezione generale che il problema non sia poi così rilevante», quando invece si conferma «una piaga sociale polverizzata e multiforme, che coinvolge quasi tutte le aree territoriali del Paese» tanto più in una «fase di emergenza» in cui «le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane». Segue analisi fenomenologica della «corruzione da straccioni» che alimenta le banche dati dell'Anac: «Il valore della tangente è di frequente molto basso: la funzione pubblica si vende per molto poco, a volte anche per soli 50 o 100 euro». Tra le contropartite in natura i corrotti prediligono ristrutturazioni edilizie, riparazioni casalinghe, trasporto mobili, pernottamenti, buoni benzina e pasti. Caso recente un abbacchio in cambio di un'informazione riservata. L'allarme si lega al secondo messaggio, riferito alle intenzioni del governo sul decreto semplificazioni: «Ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei supercommissari, del "modello Genova" per alcuni appalti sopra soglia (5 milioni di euro, ndr) con amplissime deroghe e l'affidamento diretto fino a 150.000 euro senza alcuna consultazione degli operatori economici». Non che l'Anac non consideri «necessarie» le semplificazioni in un settore che nei primi quattro mesi dell'anno ha perso 19 miliardi di euro di appalti (-33,6% rispetto all'anno scorso, ma al Nord il calo arriva al 50%) e conta 22 mila procedure di gara in mezzo al guado burocratico, che bloccano 23 miliardi di investimenti. Il punto è che «non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio. Al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione, i funzionari pubblici e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa». Lo dimostra, sostiene Merloni, l'andamento degli appalti negli ultimi anni, in costante crescita. E in particolare l'effetto del decreto sblocca-cantieri varato un anno fa dal primo governo Conte. «Le perplessità che l'Autorità aveva su quel decreto - rivendica - trovano conferma nei dati. A fronte di una crescita del mercato del 23%, quella degli appalti sotto soglia, oggetto delle semplificazioni, è stata di poco oltre il 10%». Secondo l'Anac le regole attuali contengono già la possibilità di agire in deroga e velocemente, tanto più in una situazione di conclamata emergenza. Nella quale si sono spesi 3 miliardi di euro per dispositivi di protezione e ventilatori polmonari. Oltre 1,1 miliardi per mascherine, quasi 1 miliardo per guanti camici e visiere, 400 milioni per ventilatori, 100 mila euro per tamponi (il che, tra l'altro, conferma l'eccessiva ospedalizzazione a scapito del testing nella prima fase della pandemia). Quattrini spesi in grandissima parte senza gara: il 77% invitando alcune imprese a presentare preventivi, il 20% con affidamento diretto. Quasi il 40% della spesa straordinaria per la pandemia è stata effettuata a livello centrale da Consip, Protezione Civile e commissario straordinario Arcuri. Il resto da Regioni e Comuni. La Lombardia ha speso 356 milioni, la Toscana 257, il Piemonte 211, la Campania 203, il Veneto 170, la Liguria 107, l'Emilia Romagna 97. L'Anac ha fornito pareri sulla congruità dei prezzi. Insomma la semplificazione, volendo, c'è già. Il che sconsiglierebbe di terremotare ancora il sistema. Basti pensare alla fantozziana sorte del regolamento unico: pensato per snellire il Codice degli appalti di 220 articoli, risulta desaparecido dopo che, rimbalzando tra i ministeri, le bozze si erano gonfiate fino a 313 articoli. «Un testo piuttosto robusto», dice Merloni con un certo gusto dell'eufemismo. Più utile (ma difficile e propagandisticamente meno efficace) sarebbe intervenire nelle due fasi in cui le opere si impantanano più spesso. Progettazione ed esecuzione, prima e dopo le gare, quando si scontano impreparazione tecnica delle amministrazioni e difficoltà (per non dire di varianti e contenziosi) delle imprese. -

FRANCESCO MERLONI PRESIDENTE AUTORITÀ ANTICORRUZIONE

Togliendo regole il sistema non migliora Le deroghe creano confusione e paralisi amministrativa

È una corruzione da straccioni: la funzione pubblica si vende anche per 50 o 100 euro

GLI APPALTI NEI PRIMI QUATTRO MESI

Tipologia di appalto Forniture Lavori Servizi Totale Totale appalti Gen - Apr 2019 16.358 13.279 20.759 50.396 50. 396 Fonte: Autorità nazionale anticorruzione Gen - Apr 2020 14.546 9.126 14.659 38.331 Gen - Apr 2019 Gen - Apr 2020 Differenza -11,1% -31,3% -29,4% -23,9% Importo complessivo (valore in euro) Gen - Apr 2019 24.885.620.068 8.828.487.479 21.694.812.476 55.408.920.023 5 5.4 08. 920. 023 Gen - Apr 2020 11.371.252.553 7.618.697.626 17.793.155.375 36.783.105.554 Gen - Apr 2019 Gen - Apr 2020 Differenza -54,3% -13,7% -18,0% -33,6%

LA SPESA PER L'EMERGENZA COVID

Dati al 30 aprile Procedure di appalto Importo Complessivo (in €) % Importo Valle d'Aosta 313 2.922.050 0,1% Piemonte 4.197 211.361.023 7,0% Liguria 1.686 107.662.674 3,5% Toscana 2.667 257.195.725 8,5% Sardegna 1.647 48.257.903 1,6% Lazio 2.436 57.903.237 1,9% Campania 3.660 203.779.069 6,7% Sicilia 2.429 Lombardia 7.581 356.567.668 11,7% 45.456.090 1,5% Trento 1.017 25.296.032 0,8% Molise 334 1.178.072 0,1% Bolzano 871 21.509.902 0,7% Calabria 1.026 7.380.574 0,2% Friuli V. G. 982 8.114.120 0,3% Veneto 3.865 170.398.639 5,6% Emilia R. 3.239 96.819.694 3,2% Marche 1.786 20.397.725 0,7% Umbria 712 5.227.364 0,2% Abruzzo 1.407 40.675.618 1,3% Puglia 2.098 82.112.401 2,7% Basilicata 633 7.190.761 0,2%