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01/06/2021

Semplificazioni, cambiano le regole sugli appalti Regioni, rientra la protesta

Corriere della Sera - Marco Galluzzo

Primo piano La nuova fase Il decreto LE RIFORME Draghi: provvedimento all'insegna dell'efficienza e dell'equità Sì di Landini. Brunetta: «Prima pietra miliare» per l'attuazione del Pnrr
ROMA
Una novità chiesta a gran forza dai sindacati: per i lavoratori in subappalto stessi standard qualitativi, trattamento economico non inferiore e applicazione dei medesimi contratti nazionali di lavoro previsti nel contratto di appalto. Altra disposizione dell'ultima ora, chiesta a gran voce dal Pd: sarà un «requisito necessario» per le aziende del Recovery plan l'obbligo di assumere una quota, non inferiore al 30%, di giovani under 36 e donne.

Sono due delle novità approvate ieri dal governo, che ha varato il decreto contenente la governance del Pnrr e le norme sulle semplificazioni amministrative e gli appalti che dovranno garantire un'efficace e rapida attuazione del Piano stesso.


Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi cambia l'applicazione del Superbonus, che viene esclusa per gli alberghi, ma estesa a case di cura, ospedali, poliambulatori ma anche collegi, ospizi e caserme. Si è anche stabilito che non si pagherà più il bollo o qualsiasi altra tassa sui certificati anagrafici digitali, dallo stato di famiglia al certificato di nascita o di residenza.


Ancora modifiche alla disciplina del subappalto: la mediazione del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, prevede che rimanga in vigore la disciplina della soglia che si alza al 50% del totale dei contratti dei lavori fino al 31 ottobre. Poi niente più soglia.


La riunione del Cdm e l'approvazione del decreto, che verrà inviato alla Commissione europea, è stata preceduta da un confronto del governo stesso con Regioni e Comuni e da diverse riunioni politiche: Giuseppe Conte ha riunito i ministri M5S per definire la linea da tenere; il ministro Renato Brunetta ha illustrato il contenuto del decreto ai dirigenti di Forza Italia.


Mario Draghi in Cdm si è complimentato con tutti i ministri per essere arrivati ad una sintesi nonostante le difficoltà della materia: «Sono state affrontate questioni cruciali che da anni registravano diversità di vedute. Il decreto è all'insegna dell'efficienza, ma anche dell'equità, delle tutele sociali e giuridiche e del rispetto dell'ambiente».


Il Cdm è stato preceduto da diverse incomprensioni fra governo e Regioni, ma poi si è trovata una sintesi, a cominciare dal ruolo stesso degli enti locali nel Pnrr. Riassume Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali: «Le Regioni avranno un ruolo di primo piano nel Pnrr e un posto nella cabina di regia per l'attuazione delle opere».


Soddisfazione unanime da parte di tutti i partiti. Renato Brunetta parla di «prima pietra miliare» per l'attuazione del Pnrr. Il segretario del Pd, Enrico Letta, rivendica la novità sulle quote rosa e sui giovani: «La retorica di decenni si trasforma in impegno effettivo e fortissimo, questa misura può trasformare il mercato del lavoro, soprattutto al Sud». Positivo anche il giudizio del segretario della Cgil Maurizio Landini: «Dopo aver respinto l'introduzione del criterio del massimo ribasso, anche in tema di subappalto il confronto con le organizzazioni sindacali ha prodotto un positivo risultato».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto:

la quota, non inferiore, di giovani under 36 e donne da assumere per le aziende del Recovery


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la soglia del subappalto che però deve garantire gli stessi standard qualitativi ed economici


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la durata massima per la valutazione di impatto ambientale dei progetti che rientrano nel Pnrr

Le decisioni

Cantieri, governance su tre livelli

la regia del Pnrr sarà strutturata su tre livelli. Una cabina politica guidata dal premier, che coinvolgerà i ministri interessati per materia e talvolta anche i governatori delle Regioni. Poi è previsto un tavolo permanente con le parti sociali e, infine, una segreteria tecnica che rimarrà in carica fino alla fine del Pnrr nel 2026.


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I tempi

Commissari per le opere in ritardo

Uno degli obiettivi del decreto è garantire la tempistica degli interventi del Pnrr, ragione per cui vengono rafforzati i poteri sostitutivi del Consiglio dei ministri nei confronti di enti locali o amministrazioni ritardatarie, tanto che potranno essere nominati commissari ad hoc in caso di inadempienze.


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Silenzio assenso

Valutazioni ambientali più veloci

Il decreto interviene anche sulle procedure che rallentano l'operatività della macchina pubblica, perciò sarà semplificata la procedura per la valutazione di impatto ambientale, con la creazione di una commissione ad hoc e di una Soprintendenza unica per le opere del Pnrr. Ridotti i tempi del silenzio-assenso.


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Beni culturali

Pnrr, Soprintendenza speciale

Al via una Soprintendenza speciale per il Pnrr, che dovrà assicurare efficacia e tempestività all'attuazione degli interventi, il nuovo organo è istituito presso il ministero della Cultura. Tra le funzioni la tutela dei beni culturali e paesaggistici nel caso questi beni siano interessati dagli interventi del Pnrr.


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Assunzioni

Clausola per giovani e donne

Prevista una clausola per promuovere le assunzioni di donne e giovani. Le stazioni appaltanti nei bandi di gara del Recovery plan dovranno prevedere come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell'offerta, specifiche clausole per promuovere la parità di genere e l'assunzione di giovani fino a 36 anni.


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Per gli anziani

Spid, la delega per utilizzarla

Una norma per la riduzione del digital divide introduce un nuovo sistema di gestione deleghe che consentirà, per esempio, alle persone più anziane che non hanno ancora l'identità digitale di delegare un familiare (titolare di Spid o Cie) per avere così accesso ai servizi dell'Inps o a quelli dell'Agenzia delle entrate.


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Subappalti

Tetto del 50% fino a ottobre

Dal decreto è stata eliminata la norma che prevedeva il criterio del massimo ribasso per l'aggiudicazione dei lavori. L'altro fronte caldo riguardava l'eliminazione del tetto ai subappalti, ma fino alla fine di ottobre resterà un tetto al 50% dell'importo lavori, poi verrà eliminato, rafforzando però i controlli.


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Investimenti

Corsia preferenziale per il Sud

Una delle priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza è il Sud. Non a caso il decreto prevede due misure ad hoc per accelerare investimenti e interventi nelle regioni del Mezzogiorno. Si tratta delle semplificazioni delle norme in materia di investimenti per le aree interne e le zone economiche speciali (Zes).


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