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01/08/2020

Semplificazione per il rilancio

ItaliaOggi

La Rpt presenta le sue proposte di modifi ca al decreto in discussione al Senato
Meno obblighi per gli ordini professionali e nell'edilizia
Un vero piano di rilancio del paese non può che passare attraverso uno snodo fondamentale: quello della semplificazione. Semplificazione degli obblighi che gravano sugli ordini professionali, ma soprattutto semplificazione in materia di appalti pubblici e di tutta la filiera dell'edilizia per evitare che la situazione emergenziale porti a uno stallo nel settore come è già avvenuto nelle recenti crisi. Per questo le professioni tecniche nel guardare con favore l'intenzione del governo di approvare uno specifico decreto sul tema delle semplificazioni (conversione in legge del dl 76/20 recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale), portano sul tavolo del dibattito una serie di correttivi per rendere quel provvedimento ancora più efficace. Uno dei punti oggetto di emendamento -si legge nel documento che la Rpt ha portato in audizione alle commissioni riunite 1a (affari costituzionali) e 8a (lavori pubblici, comunicazioni) lunedì 27 luglio- è quello di pensare a uno snellimento delle attività e degli oneri che fanno capo agli ordini professionali che, dice le Rete, non utilizzando finanza pubblica per il loro funzionamento non possono essere sottoposti ai controlli propri di quelle Amministrazioni che invece la utilizzano. Le le periodiche comunicazioni alla Corte dei conti, dicono infatti, le professioni tecniche, sono adeguate alla struttura di un ente territoriale ma non rispettano l'autonomia organizzativa degli ordini. Non solo, perché sempre con l'obiettivo di alleggerire la «vita» agli ordini, in un'ottica di semplificazione dei rapporti tra amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini ed ordini professionali stessi viene proposta una norma che punta a favorire l'utilizzo della posta elettronica certificata, assicurando il completamento dei percorsi di transizione digitale, con l'obiettivo di agevolarne l'operatività, sia in situazioni emergenziali, come quella attuale, sia nella prossima fase di recupero e rilancio produttivo. Sguardo poi alla semplificazione dei rapporti tra professionisti e committenti, pubblici e privati attraverso il tema dell' equo compenso con una proposta che ha l'obiettivo di generalizzarne il principio a qualsiasi committente. Cuore delle richieste di modifica del dl è rappresentato però dalla richiesta di introdurre disposizioni normative volte alla semplificazione della gestione dei lavori pubblici e, in generale, di una pluralità di disposizioni del cosiddetto Codice dei contratti pubblici, in particolare attraverso la correzione di una serie di articoli che puntano ad ampliare a favore dei professionisti (estendendo la semplificazione procedurale anche alle gare di progettazione di lavori di ingegneria e architettura) le misure di incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all'affidamento di lavori, servizi e forniture sotto soglia. Una delle altre richieste che arrivano dalla Rpt è, inoltre, quella di semplificare la disciplina del Collegio consultivo tecnico che, pur costituendo una grande novità nella disciplina degli appalti pubblici presenta alcune problematiche. Il riferimento è alla necessità di prevedere, per i contratti la cui esecuzione sia già iniziata alla data di entrata in vigore della norma, che il collegio consultivo tecnico sia nominato di comune accordo tra stazione appaltante e appaltatore e composto da soggetti caratterizzati da esperienza pratica nel settore. Per sostenere e accelerare la realizzazione delle opere pubbliche, limitando l'impatto dell'attuale fase di recessione, la Rpt propone l'inserimento e la previsione di un fondo di rotazione per l'affidamento di servizi di architettura ed ingegneria. Il Fondo sarà gestito da una cabina di regia da costituire presso il Mit e sarà finalizzato a finanziare le attività ritenute strategiche da parte di apposito Comitato costituito presso lo stesso dicastero. Modifiche necessarie anche in materia di contratti pubblici e in particolare per contemperare le esigenze delle Stazioni appaltanti con quelle degli appaltatori rispetto alla regolarità fiscale dei concorrenti. Infine, è la richiesta, si propone di dare la massima attuazione agli incentivi in tema di sisma bonus, attuazione che passa anche attraverso l' eliminazione di alcuni ostacoli procedurali e tecnici, così come si chiede di rafforzare i principi di semplificazione nel settore dei lavori su edifici ecclesiastici nelle aree colpite dal sisma del 2016. « Quello della semplificazione», ha spiegato Giovanni Esposito presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, «è un tema che come Rete delle professioni tecniche abbiamo sempre ritenuto cruciale per il futuro del paese. Semplificare non significa solo snellire le procedure ma soprattutto liberare le potenzialità imprenditoriali e rilanciare lo sviluppo del paese. Con questo provvedimento abbiamo una grande occasione, speriamo di non perderla». © Riproduzione riservata