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11/12/2018

Semplificazione, il decreto ancora non si sblocca

Il Centro

È una vita tormentata quella del decreto semplificazioni: annunciato, commentato, approvato in Consiglio dei ministri, reso pubblico tramite comunicato stampa di Palazzo Chigi, ma poi mai approdato in Gazzetta Ufficiale e smembrato in altri provvedimenti. Riapparso sotto nome simile, ma non identico, a distanza di oltre un mese e mezzo, il decreto con cui Luigi Di Maio puntava a riconquistare la fiducia degli imprenditori (e che si era reso necessario anche per affrontare un'emergenza concreta, quella di prorogare il prestito ponte per Alitalia) non è riuscito a vedere la luce, in attesa di trovare forma compiuta. Forma compiuta mai arrivata neanche al Colle dove in via informale sono stati presentati pezzi del provvedimento, riconsegnati al governo con osservazioni preventive. La storia inizia il 15 ottobre: assieme alla legge di bilancio e al decreto fiscale il consiglio dei ministri esamina e approva «disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili». Una sorta di decreto omnibus che ha dentro di tutto: dalla cigs alla «norma Bramini» per le imprese creditrici della p.a., dallo stop al doppio ruolo dei governatoricommissari alla Sanità all'rc auto, fino alle liste d'attesa. Ma se la manovra e il dl fisco hanno iniziato il loro percorso, il decreto deburocratizzazione non è mai apparso. La scorsa settimana una nuova versione del provvedimento è di nuovo tornata a circolare, accompagnata da un ddl delega. Dentro la proroga della scadenza del 15 dicembre per il prestito ponte Alitalia, ma anche la soluzione del caso buoni pasto della pubblica amministrazione e una revisione del codice degli appalti. Peccato che dall'ordine del giorno del consiglio dei ministri di venerdì scorso il dl sia ancora una volta sparito.