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21/07/2020

Semplificazione di uno scempio (già visto)

Left - Angelo Bonelli

IN COPERTINA AMBIENTE
Per dare una risposta alla crisi provocata dalla pandemia, la ricetta del governo Conte è duplice: far saltare le regole e realizzare nuove grandi opere. E la stessa proposta che fece Berlusconi tra il 2008 e il 2011
Il decreto Semplificazione semplifica una sola cosa l'aggressione al territorio attraverso l'indebolimento della valutazione d'impatto ambientale, riducendo la partecipazione al pubblico come previsto dalle direttive europee e dalla convezione di Aarhus (ratificata dall'Italia nel 2001 ndr), la sospensione del Codice degli appalti e gli affidamenti senza gara. Per dare una risposta alla crisi causata dalla pandemia da Covid-19 la ricetta del governo giallo rosso guidato da Conte è duplice: far saltare le regole e realizzare nuove grandi opere come anticipato dal piano Italia veloce presentato alcune settimane fa dalla ministra De Micheli. È la stessa proposta che fece Berlusconi tra il 2008 e il 2011 quando tentò di introdurre il silenzio assenso, depotenziare la Via (Valutazione di impatto ambientale) e presentare un pacchetto di grandi opere, ma allora il Pd si opponeva e anche il M5s dalle piazze urlava contro, oggi miracoli del trasformismo politico italiano, cambiano idea. II decreto Semplificazione, con l'allegato grandi opere, prevede un aumento vertiginoso di consumo di suolo e una pioggia di cemento equivalente a una superficie maggiore di quella del comune di Milano, oltre 200 kmq: tante nuove autostrade che vanno dalla nuova Pedemontana lombarda, all'autostrada Cispadana, alla Pedemontana a pedaggio veneta, alla Roma-Latina o alla bretella Campogalliano- Sassuolo per citarne solo alcune. L'Italia ha una rete stradale di oltre 1,5 milioni di km e per comprendere meglio l'importanza della rete viaria italiana facciamo una comparazione con un Paese economicamente forte come la Germania. In Germania la densità della rete stradale è pari a 1,84 km per ogni km quadrato di territorio contro un valore italiano di 2,82 km; e vi sono 8 km di strade ogni 1.000 abitanti contro i 14,3 km dell'Italia. Il governo Conte 1 aveva bocciato l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino con una Via e Vas (Valutazione ambientale strategica) negativa da parte del ministero dell'Ambiente, lo stesso governo con il decreto Semplificazione rilancia questo intervento della società Atlantia, azionista di aeroporti di Roma al 99,384 %, che distruggerà 1.300 ettari di riserva naturale statale del litorale romano dei quali ben 700 si trovano in zona di tutela integrale, anche questi di proprietà del gruppo Atlantia. Lascio a chi legge ogni considerazione su questo punto. Con la testa rivolta a 50 anni fa, il governo non affronta le vere questioni che servirebbero a modernizzare il nostro Paese che non sono gli oltre 3mila km di nuove autostrade e strade che si vorrebbero realizzare che sono utili solo per i concessionari che le costruiranno. L'Italia è in grave ritardo rispetto al resto d'Europa nelle infrastrutture per il trasporto pubblico di massa: metropolitane, tramvie e linee ferroviarie suburbane. Disponiamo di 5,3 km per milione di abitanti di rete tramviaria a fronte degli 11,7 km della Francia e i 23,3 km della Germania. Nel nostro Paese abbiamo 234 km di linee metropolitane quando la sola città di Madrid ne ha 290 e la Germania 630 km. Il ritardo infrastrutturale dell'Italia nel trasporto pubblico rispetto all'Europa è pesante e questo incide sulla vivibilità delle nostre città e sull'economia. Roma è seconda nel mondo per ore perse dai cittadini nel traffico, 254 ore all'anno preceduta solamente da Bogotà con 272 e nelle prime 20 città più congestionate ci sono Milano, Firenze e Napoli. L'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente indica 75 mila decessi solo in Italia causati dallo smog con un costo economico e sociale di 47 miliardi di euro l'anno. In 10 anni abbiamo perso in Italia a causa dell'inquinamento 750 mila vite umane con un danno economico minimo pari a 470 miliardi di euro. Nel decreto Rilancio e in quello Semplificazione non ci sono investimenti verso le infrastrutture del trasporto pubblico locale che possa ridurre questo gap con il resto d'Europa. La crisi economica da Covid-19 poteva essere l'occasione per modernizzare l'Italia, purtroppo sta prevalendo la conservazione, il contrario del Green deal, proponendo le stesse politiche pre-pandemia responsabili dei disastri di ieri e di oggi. L'autore Angelo Bonelli è coordinatore nazionale dei Verdi

Foto: Con la testa rivolta a 50 anni fa non si affrontano le vere questioni che servono a modernizzare l'Italia