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13/06/2020

Semplificazione: basta parole. Attesi gli atti

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

L'ANALISI
Il codice appalti è un freno a mano ma non si fa nulla
Sarebbe senza dubbio opportuno arrivare (se mai ci si riuscirà) ad un progetto articolato di sviluppo del Paese. Intanto ci accontenteremmo di un primo, concreto e riconoscibile passo nella direzione giusta. Anziché schiere di tecnici a ripetere il leitmotiv di come riplasmare la società bisognerebbe chiudere in conclave un gruppo di funzionari operativi e i relativi ministri senza possibilità di uscita finché non consegnano un disegno di legge sulla semplificazione delle procedure, impostando finalmente una legislazione per recepire e perfezionare l'esperienza del ponte di Genova e rendere le opere pubbliche cantierabili in tempi brevi. Della necessità di una burocrazia meno invasiva, senza i lacci e lacciuoli che sono un freno a mano tirato sullo sviluppo, il presidente del Consiglio parlò nel suo discorso d'insediamento il 9 settembre 2019. Da allora quante volte l'ha ripetuto? E cosa di concreto ha fatto? In questi giorni, poi, è diventata un'ossessione: lui e gli esponenti dei partiti di governo invocano (giustamente) la semplifi cazione. Nessuno però è stato messo al lavoro esecutivo, si sono invece riempite 121 pagine di teoria, si acquisiranno le opinioni della parti sociali (ce ne sarà una che dirà che non bisogna semplifi care?), si sta riesumando il ritornello che c'è chi rema contro. Vorremmo fi nalmente sul tavolo, per poterli valutare ed esprimerci, a quasi un anno dalla formazione del governo e a oltre tre mesi dall'avvio dell'emergenza, gli articoli di una legge che semplifi ca, con annessa sforbiciata del codice degli appalti. Il resto è aria fritta. Un altro tema con tante promesse e poche realizzazioni (mentre il tempo passa) è quello della sanità. Il ministro dovrebbe rassicurarci che a settembre ci saranno i vaccini anti-infl uenzali per tutti coloro che lo richiederanno e quindi che ci si stia muovendo affi nché non si ripeta la vicenda delle mascherine introvabili. Inoltre ancora non abbiamo visto un piano per rispondere in modo effi cace a quanto succederà il prossimo autunno-inverno. Ovvero se mi sveglio una mattina col raffreddore, problemi alle vie respiratorie e febbre a 38 come mi devo comportare? C'è qualcuno che mi viene a fare subito il tampone a casa? Oppure, nel caso fosse Covid, vado inconsapevolmente in giro a infettare gli altri com'è successo in marzo e aprile? Vogliamo mettere il sistema sanitario in grado di non farsi trovare impreparato quando milioni di italiani si interrogheranno sul proprio stato di salute? © Riproduzione riservata