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20/02/2021

Semplificazione appalti, digitalizzare le procedure

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Risparmi per 200 mld annui se l'efficienza sale del 10%
La digitalizzazione delle procedure di affidamento di appalti e concessioni rappresenta il primo elemento di semplificazione su cui investire in chiave Pnrr (Piano nazionale di resistenza e resilienza) a partire dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici. È questo uno dei passaggi di maggiore rilievo dell'audizione del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, presso la commissione ottava della camera sullo schema di piano nazionale per la resilienza e la crescita, uno degli ultimi atti depositati in parlamento dal governo Conte e che ormai sembra scontato subirà un profondo rimaneggiamento. Infatti, mettere al centro del Pnrr la digitalizzazione delle procedure di affidamento non è solo l'auspicio dell'Autorità ma è un indirizzo chiaro sancito a livello europeo ormai da diverso tempo. Nel documento depositato in audizione dall'Anac si legge, infatti, che il contesto europeo, in cui l'Italia assume da sempre un ruolo di primo piano, impone di investire sulla digitalizzazione del settore pubblico a partire dalle procedure di affi damento per favorire la ripresa economica e rilanciare il settore produttivo. E questo perché è stata proprio l'Unione europea a dettare la road map di questo indirizzo operativo: entro il mese di ottobre del 2023 tutti gli Stati membri dovranno digitalizzare le procedure di gara attraverso l'obbligatorio uso dei formulari elettronici nella rilevazione e gestione dei contratti pubblici per tutta l'Ue. L'invito del presidente dell'Anac è quindi a «operare in sinergia e con spirito di collaborazione, in una ottica di razionalizzazione degli investimenti, valorizzando tutte le esperienze virtuose di cui il Paese dispone, sia in termini di capitale umano che di risorse strumentali». La digitalizzazione delle procedure di gara rappresenta un volano per gli altri investimenti; è un prerequisito per dare attuazione, in maniera trasversale e strategica, anche alle altre missioni presenti nel piano e, ha spiegato Busia, «porterà benefi ci in ogni settore di intervento, dall'istruzione, alla ricerca, alla salute, alle infrastrutture ecc. È stato stimato che ogni miliardo investito in appalti pubblici genera 15mila nuovi posti di lavoro e un giro di affari di oltre 3 miliardi. Inoltre, studi econometrici della commissione europea hanno evidenziato che l'aumento dell'effi cienza del 10% nel settore degli appalti comporterebbe in un anno risparmi pari a 200 miliardi». In chiave Pnrr, l'Anac offre anche uno spunto da cui partire, sia pure limitatamente al settore dei contratti pubblici: «l'Italia ha la possibilità», ha detto Busia in audizione, «di non partire da zero ma di valorizzare il know how già maturato in questi anni, sia in termini di risorse umane sia di risorse strumentali; possiamo, infatti, contare sulla banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) operante presso l'Anac che è già una realtà di grande successo». Per questa ragione l'Autorità si candida a mettere a disposizione del Paese e della commissione europea il proprio know how, la propria decennale esperienza nel settore della contrattualistica pubblica e la banca dati nazionale dei contratti pubblici. © Riproduzione riservata